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Legambiente: “Bretella Campogalliano-Sassuolo ‘Nemico del Clima’. Chi ha voluto autostrade non scenda in piazza”

Con la firma del progetto esecutivo della Bretella Campogalliano-Sassuolo da parte del nuovo Governo si conferma la linea di assoluta continuità dell’esecutivo rispetto ai precedenti sul tema delle grandi opere. Questo progetto vetusto, che viene continuamente sbandierato come strumento di rilancio del settore ceramico, è l’eredità di una visione novecentesca del sistema della mobilità che, oltre a compromettere l’ambiente e la salute delle persone, continua a drenare risorse pubbliche e private che andrebbero invece destinate a una completa decarbonizzazione del settore dei trasporti.

La firma del progetto esecutivo nel pieno della settimana mondiale di mobilitazione per il clima è la prova manifesta del disinteresse del Governo nei confronti della crisi climatica, così come dell’indifferenza delle istituzioni locali che hanno alternativamente appoggiato il progetto o mostrato atteggiamenti ambigui. Inutile poi dilungarsi sulle responsabilità di numerose associazioni di categoria e sindacali, le prime autrici di una campagna propagandistica martellante a mezzo stampa, le seconde poco coraggiose, quando non insensibili, di fronte alle ripetute richieste di prendere posizione rivolte dalle organizzazioni ambientaliste e dei comitati.

La Bretella, con il suo impatto enorme sulla fascia fluviale del Secchia e sulle aree di captazione dell’acqua potabile di Marzaglia, porterà impatti prolungati sul territorio favorendo lo spostamento delle merci su gomma, e producendo quindi nuovo traffico (per quanto “fluidificato”) e quindi maggiore inquinamento. Evidenti le ricadute in termini di emissioni climalteranti sia in fase di realizzazione, sia durante l’utilizzo di questa nuova autostrada.

Non possiamo esimerci, quindi, dal candidare la Bretella Campogalliano-Sassuolo a “Nemico del Clima” per il territorio modenese, in quanto naturale competitor della bretella ferroviaria da sempre richiesta dai comitati, che avrebbe invece ridotto notevolmente gli impatti della mobilità delle merci provenienti dal distretto.

Venerdì scenderemo in piazza con una ragione in più per protestare contro chi approva questi progetti arcaici con totale disprezzo del futuro di tutti, a partire dai più giovani. Invitiamo i sostenitori locali di questo scempio a non presentarsi in piazza: sarebbe un gesto che dimostrerebbe almeno, da parte loro, il senso della decenza.