Home Economia Legge di Bilancio, Luppi (Lapam): “Il nodo è la grande evasione. Poche...

Legge di Bilancio, Luppi (Lapam): “Il nodo è la grande evasione. Poche risorse per la crescita”

“Non si tratta di essere favorevoli o contrari a questa legge di Bilancio, ma di mettere subito in chiaro un paio di cose: sostenere che l’evasione viene dai piccoli e che è quello il problema del Paese ci fa tornare indietro di vent’anni e, possiamo dircelo, fa sostanzialmente sorridere. La grande evasione è un problema, così come l’enorme sommerso che spesso è legato alla criminalità organizzata. Davvero pensiamo che il problema dell’Italia è lo scontrino non battuto?”. Gilberto Luppi, presidente Lapam Confartigianato, parte da qui per commentare una legge di Bilancio che è ancora in progress.

“Su 30 miliardi ben 23 sono dedicati a evitare l’aumento automatico dell’Iva, ma servirebbe anche una manovra espansiva in un periodo di crescita allo zero virgola, ammesso che non siamo già in recessione. Si poteva fare di più e forse sarebbe stato utile verificare se l’aumento dell’Iva (in parte e solo su alcuni prodotti) sarebbe stato davvero così pericoloso e non avrebbe liberato qualche miliardo ulteriore da mettere sulla crescita. Supportiamo la lotta all’evasione come Lapam Confartigianato, ma, appunto, dare la colpa solo all’idraulico, al parrucchiere, al commerciante e al ristoratore, non ci porta da nessuna parte. Non è serio parlare solo di questo e aver accantonato la web tax (qualcuno ne conosce il motivo?) o non denunciare paradisi fiscali inaccettabili all’interna dell’Unione Europea. I nostri associati, soprattutto i più piccoli, sognano di avere la pressione fiscale applicata ai giganti del web: ma è normale che questi colossi paghino in percentuale meno tasse di un imbianchino o di un giornalista free lance?”.
Domande che il presidente Lapam lancia per cercare di smuovere l’opinione pubblica: “Anche il tema dei Pos per i commercianti è interessante. Da sempre, come Licom (la nostra associazione del commercio) siamo favorevoli al denaro elettronico e invitiamo a mettere il Pos, ma è possibile anche agire sulle commissioni che rappresentano in alcune aree un problema reale. Ora si parla di un credito d’imposta del 30%, speriamo che dalle pressioni che stiamo portando scaturiscano risultati concreti”.
Luppi, poi, parla delle note positive: “Il pacchetto di industria 4.0 ci piace in generale e la reintroduzione è importante. E’ necessario però che si continui sulla strada del sostenere che più piccola è l’impresa più usufruisce delle agevolazioni. È un principio sancito dall’Unione Europea con lo Small business act”.
Gli ultimi due temi trattati sono la flat tax per le partite Iva e gli ecobonus: “La decisione del Governo di non applicare dal 2020 il regime forfettario al 20% per i lavoratori autonomi che dichiarano tra i 65 mila e i 100 mila euro è sbagliato, soprattutto perché dopo un solo anno si cambiano le carte in tavola. Bastava anche rimodulare questa misura. I 2,1 miliardi dedicati ai titolari di partita Iva e piccola impresa con ricavi compresa in quella fascia sono spariti. E quei soldi sono stati usati per ridurre il cuneo fiscale in modo troppo limitato. Sull’ecobonus, invece, c’è un’idea davvero bizzarra in questa Finanziaria: è stata tolta la detrazione in dieci frazioni in dieci anni e al loro posto si dà al consumatore la possibilità di pagare direttamente la metà. Senza detrazioni o altro. Faccio un esempio: un cittadino che paga 100 per cambiare gli infissi. Prima si spendeva 100 e in 10 anni si detraeva il 10% ogni anno. Ora con l’ecobonus del governo il cittadino paga direttamente 50. Un provvedimento che favorisce consumatori e Stato, ma manda a gambe all’aria l’impresa che lavora che deduce in 5 anni. Una piccola impresa non può starci con i conti, mentre le grandi non hanno problemi. Ovvero – conclude il presidente Lapam – i piccoli verranno spazzati via. E’ questo il Paese che vogliamo costruire?”.