Home In evidenza Modena Partita della Stella 2019: sportivi in campo per Betlemme

Partita della Stella 2019: sportivi in campo per Betlemme

L’attaccante del Bologna e della Nazionale Italiana di calcio Riccardo Orsolini, il direttore generale di Modena Volley Andrea Sartoretti, Rachele Barbieri, campionessa di Serramazzoni, medaglia d’oro nel ciclismo su pista specialità scratch. E, ancora, la velocista italiana Raphaela Lukudo, il fantasista del Modena FC Felipe Sodinha, Franco Colomba vecchia gloria del Modena, il capitano della Nazionale Italiana Amputati Francesco Messori, Albi dello Stato Sociale e tanti altri. Sono alcuni dei campioni che il prossimo 9 dicembre si ritroveranno a partire dalle 20 al PalaPanini di Modena per la Partita della Stella, grande festa di sport e solidarietà giunta alla settima edizione.

L’iniziativa è stata presentata all’iperConad al centro commerciale La Rotonda dalle assessore Grazia Baracchi (Sport) e Ludovica Carla Ferrari (Attività economiche), con Giorgio Amadessi, presidente di Rock No War e Stefano Prampolini di “Un ponte verso Betlemme”. Presenti anche Riccardo Gagno, portiere del Modena; Andrea Sartoretti, direttore generale di Modena Volley e Paolo Mengoli, cantante.
L’ingresso come sempre sarà a offerta libera e verranno regalati buoni sconto spendibili nei punti vendita Conad di Modena e provincia e all’iperConad di Modena
Anche in questa settima edizione l’obiettivo è di raccogliere fondi per il Caritas Baby Hospital di Betlemme, unico ospedale pediatrico della Cisgiordania, e per l’Hogar Ninos Dios, casa di accoglienza per bambini disabili fisici e mentali gestita dalle suore dell’ordine del Verbo Incarnato, che da anni si occupano di questi ragazzi, abbandonati dalle loro famiglie. Anche l’Hogar vive di Provvidenza e non ha alcun aiuto pubblico. Al momento sono 33 le persone, anche con disabilità molto gravi, che vengono accudite da cinque suore. Anche quest’anno i partecipanti alla Partita della Stella verranno divisi in quattro squadre: “Amici del Bovo-Modena Volley”, “Nessun1Escluso”, “Modena FC” e “Rock No War”.

 

COME SI SVOLGE IL TORNEO BENEFICO

La sera di lunedì 9 dicembre per la Partita della Stella al Palasport di Modena si disputeranno due semifinali e due finali, dirette da arbitri della serie A di calcio a 5. Tutte le partite si svolgono in due tempi da 7 minuti che, in caso di parità, si risolveranno ai calci di rigore. Ai vincitori la “gloria”, il divertimento e la soddisfazione di aver partecipato. Per tutti quelli che scendono in campo o in panchina prodotti tipici locali, come Aceto balsamico di Modena, Parmigiano Reggiano e Lambrusco di Sorbara.

Le squadre (quattro: “Amici del Bovo-Modena Volley”, “Nessun1Escluso”, “Modena Fc” e “Rock No War”) saranno capitanate dai campioni in attività, distribuiti per sorteggio per creare un equilibrio agonistico che favorisca lo spettacolo sul campo.

A condurre la serata saranno Pierluigi Senatore di Radio Bruno e Alessandro Iori di Trc, impegnati con tutti i partecipanti in un’iniziativa che vuole divertire e coinvolgere tante persone per aiutare il Caritas Baby Hospital e l’Hogar Nino Dios di Betlemme, ospedale e orfanotrofio a ridosso del muro che separa Betlemme da Gerusalemme.

Organizzata dal Comune di Modena con “Rock No War” e “Un ponte verso Betlemme”, la Partita della Stella ha il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Figc (Federazione italiana gioco calcio), dell’Aic (Associazione italiana calciatori), dell’Aia (Associazione italiana arbitri), del Coni e degli enti di promozione sportiva Uisp, Csi e Aics. Fondamentale il sostegno degli sponsor che continuano a credere in questo progetto: Piacere Modena, Conad Nordovest, Aceto Balsamico del Duca, Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena, Bper Banca, Gep Informatica, Domus Assistenza, Caseificio 4 Madonne, Gruppo Assimoco, Galvani, Confcooperative Modena, Modena Volley e Modena F.C., Tironi, Emiliana Serbatoi, Usco, Just Work, Bulloneria Emiliana, Safim, Coop Insieme Benefit, Mollificio Modenese, Cantina di Carpi e Sorbara, Kerakoll, e Aic (Associazione Italiana Celiachia).

 

CARITAS BABY HOSPITAL E HOGAR NINO DIOS

Il Caritas Baby Hospital di Betlemme e l’Hogar Nino Dios – a cui andranno le offerte raccolte con la “Partita della Stella” del 9 dicembre al Palasport di Modena – sono un ospedale e un orfanotrofio che si trovano a Betlemme a pochi chilometri di distanza. Lo scorso ottobre, come ogni anno, venti modenesi hanno visitato le due strutture per toccare con mano queste realtà di dolore ma anche di riscatto e per non perdere il legame diretto che i modenesi hanno con le suore che lavorano negli ospedali, fondamentali per i bambini palestinesi, che non possono avere accesso alle strutture sanitarie israeliane. Sono 37 quelli accolti in questo momento all’Hogar Nino Dios. L’orfanotrofio per bambini disabili e abbandonati continua incessante il suo lavoro. Da due anni questa casa di accoglienza, che vive unicamente di donazioni, riceve finanziamenti da Modena così come il Caritas Baby Hospital, unico ospedale pediatrico della Cisgiordania, che ogni giorno dal 1952 offre cure mediche e assistenza a tutti i bambini, prime vittime delle conseguenze del conflitto israelo – palestinese. Proprio in questi due luoghi sono arrivati i 27 mila euro raccolti lo scorso dicembre con la Partita della Stella, così come quelli raccolti nelle sei edizioni precedenti.

Al Caritas Baby Hospital lavorano 228 persone, musulmane e cristiane, e vengono accolti e curati bambini senza distinzione né di razza né di religione. L’ospedale, che conta 40mila visite ogni anno e 82 posti letto, ospita e cura bambini per lo più colpiti da malattie gastrointestinali dovute all’acqua non potabile nei campi profughi; malattie cardio-respiratorie, conseguenza della mancanza di riscaldamento nei mesi invernali; malformazioni, frequenti a causa dell’unione in matrimonio di primi cugini. Dal 1952 questo luogo, situato a pochi passi dal muro che Israele ha costruito per dividersi dai territori palestinesi, ha salvato la vita di migliaia di bambini, che non avrebbero altro posto in cui essere curati in una situazione di continua difficoltà a causa del muro di cemento alto 9 metri e lungo più di 900 chilometri, dove al check point devono fermarsi anche le ambulanze.