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I Carabinieri di Modena incontrano gli studenti delle superiori per approfondire temi ambientali

Oltre mille studenti delle quinte superiori della provincia di Modena incontreranno i carabinieri per approfondire i temi della legalità, con particolare attenzione alle questioni legate all’ambiente. L’iniziativa è promossa dall’Arma su proposta della dirigente dell’ufficio scolastico regionale Silvia Menabue. Il comandante provinciale dei carabinieri di Modena, colonnello Marco Pucciatti ha presentato i carabinieri, che quotidianamente lavorano nei temi dell’ambiente, che parteciperanno agli incontri.
Da anni sono già in corso simili collaborazioni fra i carabinieri e le scuole. La proposta è rivolta alle classi quinte in quanto il tema dell’educazione alla legalità e dell’educazione alla cittadinanza è specificatamente richiesto e fa parte del colloquio finale dell’esame di Stato.

Vale la pena ricordare che nel corso del 2019 sono stati effettuati dai Carabinieri Forestali della provincia di Modena 3.465 controlli in materia di tutela ambientale che vanno dalla tutela del territorio, della fauna, della flora e delle aree protette fino ai delitti contro il patrimonio ambientale, alle discariche, i rifiuti e gli inquinamenti ed in materia Cites (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione), secondo quanto previsto dalla Convenzione di Washington.
L’azione di controllo è stata finalizzata alla tutela della risorsa “ambiente” nella sua accezione più ampia, indirizzando la vigilanza sulle zone assoggettate a vincolo idrogeologico e paesaggistico e sulle aree protette della provincia di Modena, ponendo attenzione alla prevenzione del fenomeno degli incendi boschivi e reprimendo le azioni illecite ad esso collegate, prestando consueta e privilegiata attenzione alla tutela della flora e della fauna e riservando le dovute attenzioni al settore agroalimentare. Il Nucleo CITES incardinato nel Gruppo ha dedicato il suo impegno prioritario verso la tutela delle specie a rischio di estinzione.

Sono stati riscontrati 315 illeciti amministrativi e sono state elevate sanzioni amministrative per un importo totale di quasi 240.000 euro (232.851,58), sono stati contestati 71 reati e deferite all’autorità giudiziaria 66 persone.

Con particolare riguardo al territorio montano l’attività di controllo è volta alla repressione del bracconaggio, unitamente alla vigilanza sul regolare svolgimento dell’attività venatoria, alla prevenzione del dissesto idrogeologico, attraverso la verifica delle utilizzazioni boschive e dei movimenti di terreno, agli aspetti ambientali e paesaggistici, a quelli urbanistici e alla tutela delle acque superficiali. Diversi i controlli effettuati congiuntamente al Servizio Veterinario in allevamenti intensivi per accertare il rispetto della normativa sul benessere animale.
Su tutto il territorio sono significativamente incrementati i controlli dedicati al fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti, così come agli illeciti smaltimenti effettuati da imprese operanti nel settore edilizio, determinando un consistente aumento del numero delle sanzioni amministrative e delle notizie di reato.
I controlli nell’ambito degli inquinamenti  sono stati indirizzati, in particolare, sul corretto utilizzo degli effluenti provenienti da allevamenti zootecnici, settore economico particolarmente rilevante per l’economia della provincia, anche perché innestato in una importante filiera agroalimentare. I possibili smaltimenti illeciti, sia attraverso sversamenti nelle acque superficiali che attraverso spandimenti non conformi ai piani approvati dagli organismi preposti, con conseguenti problemi per le falde acquifere, sono costante obiettivo dell’attività di prevenzione e repressione delle dipendenti Stazioni Forestali.
Di notevole importanza l’Operazione Penelope che ha stroncato un traffico illecito di rifiuti speciali costituiti da cascami e ritagli tessili prodotti nel comparto industriale manufatturiero di Prato e smaltiti illecitamente all’interno di numerosissimi capannoni del centro – nord Italia, principalmente in Emilia Romagna e Veneto.

In materia Cites sono stati effettuati  numerosi controlli sulla verifica del rispetto della normativa comunitaria conosciuta come EUTR in materia di traffico illegale di legname e numerosi controlli in tema di traffico illecito di specie tutelate ai sensi della convenzione di Washington: e’ stato ad esempio effettuato un sequestro di n. 17 esemplari di pappagalli appartenenti alla specie tutelate dalla Convenzione di Washington in quanto sprovvisti delle prevista documentazione necessaria per la loro legale detenzione, denunce per abbandono di animali esotici (un pitone reale e una tartaruga azzannatrice) ed effettuati perquisizioni e sequestri a seguito di un’indagine sul traffico di rare specie di pappagalli  che ha interessato parte del nord Italia. Sono inoltre stati emessi più di 1500 certificati per il commercio di prodotti derivati da specie tutelate dalla Convenzione di Washington o rilasciati agli allevatori per esemplari vivi nati e riprodotti in cattività.

Per quanto attiene il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) nel 2019 sono stati effettuati circa 130 controlli su impianti di gestione rifiuti, rilevando 17 non conformità e denunciando qui 35 soggetti a vario titolo per violazioni riguardanti l’illecita gestione dei rifiuti speciali e violazione alle prescrizioni dell’atto autorizzativo. Sono state sequestrate oltre 500 tonnellate di rifiuti plastici, 1200 tonnellate di rifiuti pericolosi costituiti da scarti di cavi elettrici con relativo sequestro dell’area e sequestri di aree aziendali per oltre 7 milioni di euro. Il tutto in aggiunta alle altre attività istituzionali del Nucleo Operativo Ecologico.