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Vertenza Villa Margherita: dopo lo sciopero del 14, nuovo sciopero domani 17 dicembre

Adesione totale allo sciopero indetto della Fp Cgil di Modena fra i lavoratori e le lavoratrici della residenza per anziani Villa Margherita a Modena sabato scorso 14 dicembre, fatte salve la garanzia delle prestazioni minime essenziali.

“I lavoratori – afferma una nota della Fp/Cgil Modena – rivendicano un giusto contratto e sono contrari alla decisione unilaterale della proprietà di applicare il contratto Anaste che non è firmato da nessuna delle organizzazioni sindacali confederali maggiormente rappresentative. Questo si traduce in un peggioramento delle condizioni di lavoro, di conseguenza anche sulla qualità del servizio dagli ospiti anziani, laddove i lavoratori sono obbligati a lavorare anche da ammalati”.

Domani martedì 17 dicembre nuovo sciopero di 8 ore con presidio dalle ore 12 alle 14 davanti ai cancelli in via Ponte di Ferro, 9 (dietro il carcere Sant’Anna). Un nuovo sciopero è già stato proclamato anche per sabato 21 dicembre.

“I lavoratori non possono essere obbligati a subire l’applicazione di un contratto – spiega Mohcine El Arrag della Fp Cgil di Modena – che, tra i vari aspetti negativi, presenta un aumento contrattuale pari a 39 euro mensili lordi, contro un aumento medio di oltre 80 euro sottoscritti nell’ultimo anno dalle categorie di Cgil, Cisl e Uil negli altri Ccnl del settore socio-sanitario”.

“Per di più – continua Fp/Cgil Modena – i lavoratori sono beffati dal fatto che 39 euro sono pagati da loro stessi, attraverso i risparmi generati dalla riduzione di permessi, malattia, infortunio ed altri istituti.  Oltre a non essere sottoscritto dai sindacati rappresentativi, il nuovo contratto Anaste contiene chiaramente una serie di peggioramenti rispetto al Ccnl precedente. L’orario di lavoro formalmente rimane a 38 ore settimanali, ma è possibile portarlo a 40 ore. Le due ore aggiuntive non vanno considerate nemmeno lavoro straordinario né supplementare con una perdita secca di salario. I permessi vengono dimezzati da 51 a 26 ore annue, mentre l’istituto di malattia viene quasi cancellato e di fatto <criminalizzato>. Sarà pagata dall’azienda solo nei primi 4 eventi e solo in alcuni casi. Il periodo di comporto viene drasticamente ridotto: oltre a non pagare, sarà molto più facile licenziare in caso di malattia. Il risultato è che molte persone, tra mancato pagamento e rischio licenziamenti, si recheranno al lavoro anche in condizioni fisiche non idonee: ciò metterà a rischio non solamente la salute di lavoratrici e lavoratori, ma anche quella delle persone assistite già di per sé fragili. Questo è un punto che il committente – il Comune di Modena e l’Azienda Usl – dovrà esaminare a garanzia della tutela fisica dei nostri anziani”.

“La proprietà, che pure abbassa le condizioni salariali e i diritti dei lavoratori – aggiunge Fp/Cgil – si vede riconosciuto un aumento del rimborso dalle Istituzioni sui posti accreditati, nonché continua a ricevere la piena diaria giornaliera per ogni anziano anche durante le giornate di sciopero quando sono garantiti solo i servizi minimi essenziali.

Di fronte all’azione di lotta dei lavoratori, il silenzio delle istituzioni locali e territoriali non è accettabile, così come il silenzio della proprietà.

La Fp Cgil – conclude la nota – insieme ai lavoratori chiede dunque che si ascolti la voce dei lavoratori e si convochi al più presto un tavolo di confronto per giungere ad una soluzione condivisa che garantisca un contratto migliorativo ai 35 lavoratori di Villa Margherita”.