Home Modena Gioco d’azzardo, presentato alla Ctss progetto sulla prevenzione anche nelle scuole

Gioco d’azzardo, presentato alla Ctss progetto sulla prevenzione anche nelle scuole

Promuovere iniziative e campagne di sensibilizzazione anche nelle scuole sui rischi legati al gioco d’azzardo, soprattutto quello on line. Per questo progetto l’Ausl di Modena avrà a disposizione oltre 500 mila euro, provenienti dal Fondo regionale di contrasto al gioco d’azzardo che mette in campo oltre tre milioni di euro; la ripartizione per distretto e le finalità delle risorse è stata presentata nei giorni scorsi alla Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena.

Il progetto finanziato è stato illustrato da Giorgia Pifferi del servizio Psicologia clinica e di comunità e da Claudio Annovi, del settore Dipendenze patologiche dell’Ausl.

«Attualmente – ha sottolineato Pifferi – riusciamo a intercettare solo una minima parte di un fenomeno che per gravità e dimensioni risulta in gran parte sommerso. Per questo, insieme alle attività nelle scuole sui rischi legati al gioco d’azzardo on line e alle campagne di sensibili, intendiamo rafforzare la rete sul territorio con gli enti locali e le associazioni, anche attraverso attività di formazione degli operatori, allo scopo proprio di far emerge le situazioni di disagio, garantendo l’assistenza necessaria».

Tra le iniziative, coordinate dall’Ausl tramite un gruppo provinciale, spiccano anche i laboratori per studenti, insegnanti e genitori sul gioco d’azzardo on line (“gambling” e “gaming”), fino alla formazione dei docenti a partire da un modello unico da proporre alle scuole del territorio.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i dati sull’attività svolta su questo tema dall’Ausl: nel 2018 i giocatori trattati con almeno una prestazione nei servivi per le dipendenze patologiche presenti in ogni distretto sono stati 261; quelli presi in carico 159 di cui 59 per la prima volta.

«Questi dati – ha aggiunto Annovi – sono in costante crescita rispetto al 2006 quando l’attività era limitata a meno di una ventina di giocatori; abbiamo aumentato negli anni la capacità di assicurare una assistenza costante anche attraverso programmi personalizzati che prevedendo anche il coinvolgimento dei familiari come parte integrante del trattamento».

Nelle varie attività sono coinvolti i servizi socio-sanitari e le associazioni di ciascun territorio, impegnati insieme all’Ausl nel lavoro di rete per la prevenzione e la cura del disturbo da gioco d’azzardo.