Home Modena Richiedenti asilo a Modena, Pinelli: “bandi per l’accoglienza cinque volte deserti”

Richiedenti asilo a Modena, Pinelli: “bandi per l’accoglienza cinque volte deserti”

“Nel corso del 2020 sono stati fino ad oggi trasferiti nel territorio della provincia di Modena 50 richiedenti asilo contro gli 87 dello scorso anno. Il bando di gara per l’accoglienza dei richiedenti, pubblicato lo scorso maggio dalla Prefettura e per altro già archiviato per mancanza di offerte è solo l’ennesimo dopo altri cinque andati sostanzialmente deserti. L’ennesima conferma dell’inefficacia di certi provvedimenti ideologici varati dall’allora ministero dell’Interno Salvini a cui spero questo Governo voglia mettere mano”.

Lo ha affermato l’assessora Roberta Pinelli rispondendo in Consiglio comunale, giovedì 24 settembre, a un’interrogazione di Piergiulio Giacobazzi (Forza Italia) che, partendo dall’ultimo bando per l’accoglienza pubblicato dalla Prefettura, ha chiesto dati sul numero dei richiedenti asilo accolti nell’ambito dei Cas nel 2019 e nel 2020 e su quanti minori stranieri non accompagnati siano tra loro; su quanti si siano visti respingere la richiesta di asilo e con quali conseguenze; quanti abbiano ricevuto quindi altre forme di protezione e quanti siano stati intercettati nel piano di accoglienza invernale. Altre richieste riguardavano infine le azioni poste in essere o che si intende porre in essere per garantire nei Cas il rispetto delle norme per la prevenzione del contagio e quanti, sottoposti a tampone o test sierologico, siano risultati posititivi al Covid 19.
“Mi auguro – ha continuato l’assessora – che presto questo governo vada al superamento dei cosiddetti decreti Salvini che affermando principi contrari alla dignità delle persone, hanno dimostrato anche di essere inefficaci nell’affrontare il tema dell’immigrazione. Sono problemi da campagna elettorale, ma lontani dalla concretezza della vita reale delle persone. Era già successo con il divieto delle iscrizioni anagrafiche, al quale il Comune si era opposto, e che è poi stato “smontato” dalle sentenze”.
Tornando ai dati, a seguito di nuovi afflussi e uscite dall’accoglienza, i richiedenti asilo nei Cas del territorio provinciale a gennaio del 2019 erano 1611, di cui 612 a Modena e a gennaio 2020 1.352, di cui 557 a Modena; ad agosto 2020 scesi ancora a 498 dei complessivi 1.248 dell’intera provincia.
Nei Centri di accoglienza straordinaria non sono ospitati minori; i minori stranieri non accompagnati in carico al Comune di Modena sono stati n. 213 nel 2019 e attualmente sono 164.
Mentre, per quanto riguarda la procedura di gara a cui fa riferimento l’interrogazione, la Prefettura di Modena ha precisato che il bando è già stato archiviato per mancanza di offerte e che non prevedeva specifiche ripartizioni tra i Comuni. L’assessora ha però ricordato che “il sistema di accoglienza attivato in questa provincia è stato sempre basato sul criterio di distribuzione diffusa”.
In merito alle misure di contenimento della diffusione del contagio da coronavirus, alla luce delle disposizioni adottate, la Prefettura di Modena, sulla base di indicazioni del Ministero dell’Interno, ha fornito indicazioni ai gestori dei Cas.
Ai richiedenti asilo ospitati sono state fornite puntuali indicazioni sulle misure di igiene e prevenzione da adottare, anche attraverso apposito materiale informativo predisposto in più lingue. È stata richiamata l’attenzione sulla necessità di adottare tutte le misure idonee ad assicurare che gli spostamenti dei migranti siano limitati, ove non applicabili le più stringenti misure previste per i casi di sorveglianza sanitaria e isolamento e gli enti gestori sono stati invitati a svolgere una puntuale informativa ai migranti.
Nei casi di positività al virus, per garantire l’isolamento fiduciario per il periodo previsto, vengono individuati appositi spazi all’interno dei centri o idonee strutture da utilizzare allo scopo. Inoltre, per prevenire ogni fonte di rischio della diffusione del virus, su disposizione del Ministero dell’Interno, è stata prevista la possibilità di proseguire l’accoglienza anche nei confronti di coloro che non hanno più titolo a permanere nei centri.
Attualmente nessun ospite risulta positivo; dall’inizio della pandemia sono stati 38 i richiedenti asilo risultati positivi e ospitati, fino a completa guarigione, presso le strutture individuate dalla Protezione Civile con l’Autorità Sanitaria, mentre i quelli sottoposti a sorveglianza sanitaria sono stati collocati in apposite strutture destinate dagli enti gestori all’accoglienza in regime di isolamento.
Per quanto riguarda infine il piano comunale di Accoglienza Invernale, nel periodo dicembre-marzo sono arrivate 534 richieste di assistenza, di queste persone 481 stranieri, di cui circa 35 per cento irregolari. Complessivamente 187 le persone accolte nelle strutture dedicate all’accoglienza, delle quali 147 stranieri (69 regolari, 74 irregolari) e circa la metà di loro avevano avuto già una risposta alloggiativa gli anni precedenti.

 

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO COMUNALE

L’interrogazione del consigliere Piergiulio Giacobazzi (FI) sui richiedenti asilo è stata trasformata in interpellanza. Aprendo il dibattito Elisa Rossini (Fratelli d’Italia-Popolo della famiglia) ha affermato che “l’integrazione è un obiettivo condivisibile ma a Modena non vedo integrazione, intesa come individui che diventano membri della nostra società. Vedo, invece, quartieri ghetto nelle zone dove vivono gli stranieri. Invece di accusare Salvini, dovremmo prendere atto che abbiamo un problema e parlare di vera integrazione”. La consigliera ha quindi sollecitato un approfondimento in Consiglio, “eliminando le posizioni ideologiche”.

Per Lega Modena, Giovanni Bertoldi si è dichiarato non contro l’accoglienza come tale ma “contro l’accoglienza indiscriminata e sregolata”. L’integrazione, ha proseguito, presuppone anche “una volontà da parte degli stranieri: ci sono comunità che pian piano diventano parte della società e altre no e ci creano problemi”. Per il consigliere, inoltre, bisognerebbe cominciare a “mettere dei limiti alle risorse che concediamo alle persone straniere che vengono qui, per i minori non accompagnati abbiamo speso cifre impressionanti”. Per Beatrice De Maio quello dei minori non accompagnati è “un fenomeno preoccupante e in crescita, collegato al vertiginoso aumento dei cosiddetti richiedenti asilo, arrivano senza documenti e dichiarano età che andrebbero verificate”. Molti stranieri, ha proseguito, arrivano da paesi che non danno diritto all’asilo e “non sappiamo quanti sono a Modena in attesa di risposte: sono temi legati al problema della sicurezza”.

Anche le comunità italiane nel mondo ci hanno messo decenni per integrarsi davvero, ha detto Antonio Carpentieri (Pd). A Modena “anche le comunità più distanti da noi per cultura e religione hanno fatto grandi passi in avanti e loro componenti partecipano alla vita sociale e anche alla vita politica di base. I problemi ci sono e dobbiamo chiederci se a noi, come comunità italiana, conviene una norma che diminuisce moltissimo l’investimento per l’accoglienza chiudendo a queste persone la possibilità di integrarsi”. Per Alberto Cirelli “errori sull’immigrazione sono stati fatti da tutte le parti politiche, in Europa e nel mondo”, ma questo problema non si può affrontare con decisioni “propagandistiche e approssimative che non portano più nemmeno voti. Se abbiamo un minimo di rispetto per queste persone, spesso disperate, per noi e anche per la nostra economia e cominciamo a prenderci le nostre responsabilità, forse potremmo trasformare insieme questo problema in una sfida e anche in un’opportunità”.

Nella replica il consigliere Giacobazzi ha affermato di aver voluto solo capire “quali siano i numeri. Non c’era bisogno di citare i decreti Salvini. E comunque non si tratta di proclami per vincere le elezioni ma del legittimo desiderio di uscire di casa senza trovarsi alle spalle qualcuno con un coltello, cosa che invece capita quotidianamente”.