Home Economia Coldiretti: niente IMU per gli agricoltori in pensione

Coldiretti: niente IMU per gli agricoltori in pensione

Gli agricoltori in pensione non pagano l’Imu. Sono infatti considerati coltivatori diretti se restano iscritti alla previdenza agricola. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna in occasione del voto di fiducia sul Dl agosto in Senato. Su sollecitazione di Coldiretti, nel provvedimento viene confermato mediante lo strumento della “interpretazione autentica” l’esonero Imu per i terreni agricoli anche ai coadiuvanti familiari, ai soci CD e IAP di società.

Con questo strumento, lo stesso legislatore intende chiarire con efficacia retroattiva e vincolante erga omnes quanto già enunciato con norme precedenti. Si risolvono così migliaia di contenziosi causati da Comuni che ingiustificatamente chiedevano il pagamento del tributo.

Sostenuto da Coldiretti anche lo stanziamento di 20 milioni di euro nel 2020 per interventi di promozione della commercializzazione dei prodotti della quarta gamma in difficoltà per effetto del calo dei consumi provocato dall’emergenza coronavirus con un crollo degli acquisti che ha raggiunto punte del 30% durante la fase piu’ acuta della pandemia per attestarsi su una media del 6% nel primo semestre secondo l’Ismea. Una boccata di ossigeno per aiutare un settore che ha subito un duro colpo dopo essere stato caratterizzato – sottolinea Coldiretti – da un crescita ininterrotta negli ultimi decenni con l’81% dei consumatori di ortaggi freschi che compra verdure quarta gamma tra insalate in busta, carote baby ed altro. “Gli incentivi sono importanti per salvare un comparto del Made in Italy agroalimentare che si è dimostrato essere trai più dinamici e innovativi che vale oltre 1 miliardo di euro” ha concluso il presidente di Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che nel provvedimento sono contenute anche altre importante misure di sostegno al settore agricolo”. Da rilevare – conclude Coldiretti – anche le misure agevolative per sostenere l’avvio di nuove imprese da parte di giovani under 30  e la possibilità di utilizzo delle risorse non impiegate per la riduzione volontaria della produzione di uve per il rafforzamento della misura della decontribuzione previdenziale già prevista anche per il settore vitivinicolo e per il sostegno dei vini DOC e IGP.