Home Appuntamenti “Padri e figli”, nuova lettura integrale online Delfini – Ert

“Padri e figli”, nuova lettura integrale online Delfini – Ert

Incomincia online, giovedì 19 novembre alle 21, nel rispetto delle misure anti Covid-19, la lettura integrale di “Padri e figli” di Ivan Turgenev, nuova maratona letteraria che vede impegnate, col patrocinio di Centro per il libro e la lettura, Emilia Romagna Teatro Fondazione e Biblioteca civica “Delfini” di Modena. Le due realtà, unite dall’impegno ad aprirsi all’incursione di suggestioni della cultura e del vivere sociale, soprattutto in tempi difficili come quello che stiamo attraversando, hanno suddiviso il romanzo in 10 episodi, corrispondenti ad altrettante letture in programma sempre di giovedì fino al 8 aprile 2021. A “Padri e figli” Ert dedica, inoltre, la produzione teatrale con la regia di Fausto Russo Alesi e la consulenza dello studioso Fausto Malcovati che approderà sul palcoscenico del Teatro Storchi l’anno prossimo.

Russo Alesi e Malcovati, insieme con Claudio Longhi direttore di Ert e Andrea Bortolamasi assessore alla Cultura, introdurranno giovedì 19 alle 21 il primo episodio “Arkadij e Nikolaj. Il ritorno del figliol prodigo” affidato alle voci degli attori Marina Occhionero e Luca Tanganelli.

A causa dell’emergenza, le prime cinque letture, fino a gennaio 2021, saranno trasmesse in streaming sulla pagina Facebook di Ert (@ErtFondazione), Teatro Storchi / Teatro delle Passioni (@TeatroStorchiTeatrodellePassioni), Biblioteche Modena (@biblioteche.modena) e sul canale YouTube di Biblioteche Modena. Dal secondo episodio in poi, gli appuntamenti sono in programma alle 18.

Per ragioni di diritti editoriali l’iniziativa si può seguire solamente in diretta, non sarà archiviata e non potrà essere rivista dopo la prima trasmissione in streaming.

A leggere sono gli attori che saranno protagonisti dell’omonima produzione di Ert Fondazione: Marial Bajma Riva, Giulia Bartolini, Alfredo Calicchio, Luca Carbone, Gloria Carovana, Matteo Cecchi, Anna Chiara Colombo, Eletta Del Castillo, Cosimo Frascella, Stefano Guerrieri, Marina Occhionero, Luca Tanganelli, Zoe Zolferino.

In “Padri e figli”, si legge nella presentazione dell’iniziativa, Turgenev fotografa il conflitto generazionale che domina la Russia conservatrice e patriarcale degli anni Sessanta dell’Ottocento. Ai padri, legati a un mondo aristocratico e privilegiato, si contrappongono i figli, più democratici e impegnati a costruire il loro mondo in negativo, rifiutando principi e valori del passato e della tradizione. Iniziano così a costruire un mondo “senza”: senza illusioni, senza falsi idoli. Ma sono poi davvero così falsi gli ideali contro cui si scagliano? È la domanda che sottende il romanzo senza trovare una risposta univoca: Turgenev non offre verità consolatorie, il mondo dei padri è lacerato, pieno di contraddizioni e irrequietudini insolubili come quello dei figli. Materialista, antitradizionalista e sempre contro: un nichilista. Così si definisce lo studente di medicina Bazarov, il ruvido e sardonico protagonista del romanzo. Il suo rapporto con i fratelli Pavel Petrovič e Nikolaj Petrovič Kirsanov, e con l’amico Arkadij, sono i perni su cui si muove la narrazione. Sotto la foggia classica della forma romanzo scorre il sangue mai pacificato dell’autore, radicale nella sua critica al potere costituito, in cui precipita anche la narrazione degli affetti e degli amori. Anna Sergeevna Odincova, di cui Bazarov si innamora, è in grado di far vacillare la fede nichilista e causa una fuga, un ennesimo ritorno a casa, in una Russia che getta gli ultimi raggi di un regime insostenibile e che Turgenev dissemina di personaggi secondari eppure fondamentali, in un’opera corale che sembra fatta apposta per essere letta ad alta voce. Il testo utilizzato per la lettura integrale è tradotto da Margherita Crepax per l’editore Garzanti. La drammaturgia delle letture è a cura di Marzio Badalì e Sergio Lo Gatto.

 

DIECI EPISODI PER DIECI GIOVEDÌ, POI IL TEATRO

La lettura integrale di “Padri e figli” di Ivan Turgenev, a cura di Ert e Biblioteca “Delfini” di Modena vede suddiviso il romanzo in 10 episodi, corrispondenti ad altrettante letture in programma sempre di giovedì dal 19 novembre all’8 aprile 2021. Quindi “Padri e figli” approderà sul palcoscenico del Teatro Storchi l’anno prossimo come produzione teatrale Ert con la regia di Fausto Russo Alesi e la consulenza di Fausto Malcovati, docente di Letteratura russa all’Università Statale di Milano.

Il primo episodio, giovedì 19 novembre alle 21, è “Arkadij e Nikolaj. Il ritorno del figliol prodigo”, con Marina Occhionero e Luca Tanganelli. Giovedì 3 dicembre alle 18, Zoe Zolferino legge “Il passato non torna indietro”, mentre l’ultimo appuntamento del 2020 è giovedì 17 dicembre alle 18 con “La gioventù di oggi: eccoli, i nostri eredi!”, affidato alla lettura di Luca Carbone. Il primo appuntamento del 2021 “Una candela ha incendiato Mosca” con Alfredo Calicchio e Gloria Carovana è in programma giovedì 14 gennaio alle 18, mentre Giulia Bartolini legge il quinto episodio “Fantasia in Do minore” giovedì 28 gennaio alle 18.

In febbraio, giovedì 11 alle 18 Marial Bajma Riva legge “Si sta bene dove non si è”; giovedì 25 alle 18 “Homo novus: quanta strada verso casa?” è con Cosimo Frascella.

Due anche gli appuntamenti a marzo: giovedì 11 alle 18 “Una insofferenza reciproca” è affidato a Stefano Guerrieri e Anna Chiara Colombo; giovedì 25 alle 18 Eletta Del Castillo legge “Strade diverse: l’amore è un sentimento inconsistente?”.

Il decimo e ultimo episodio “Ritorno a casa. La forza della parola Russia” sarà letto da Matteo Cecchi giovedì 8 aprile alle 18.

L’autore di “Padri e figli” Ivan Sergeevič Turgenev (1818-1883) è tra i primi autori russi a essere conosciuto in Occidente e tra i più amati in Europa. Amico di Flaubert, di Zola, di Henry James, ma legato anche a Herzen e Bakunin, partecipa ai circoli hegeliani, diventando poi un tenace cantore del “nichilismo”. “Memorie di un cacciatore” è la raccolta di racconti che, nel 1852, lo rendono celebre per un aperto atto d’accusa contro la servitù della gleba. Trasferitosi a Parigi, da dove scrive anche “Padri e figli”, riscuote successo e interesse anche in Europa, non senza raccogliere critiche dai connazionali. Nelle sue opere compaiono la campagna e i contadini russi, le polemiche ideologiche, le contraddizioni di un impero zarista al tramonto. Un temperamento, il suo, lirico e drammatico, che si accosta allo spirito del tempo che ruggisce nella Parigi di secondo ‘800, che lo accoglie per mezza vita e lo tiene fino alla morte, un anno dopo aver pubblicato il breve capolavoro delle Poesie in prosa.

Informazioni al tel. 059 2032940 o sul web (www.comune.modena.it/biblioteche) oppure al tel. 059 2136011 o sul sito (modena.emiliaromagnateatro.com).