Home Modena Al via a Modena il piano accoglienza invernale in chiave anti Covid

Al via a Modena il piano accoglienza invernale in chiave anti Covid

Foto di Myriams Fotos da Pixabay

L’1 dicembre, come di consueto, prenderà il via l’accoglienza invernale, pur con tutte le misure precauzionali richieste dall’emergenza sanitaria in atto; mentre le Unità di Strada dei volontari, che affiancano quella professionale attiva tutto l’anno, hanno già iniziato le uscite serali per monitorare le presenze e portare coperte, generi di conforto e anche dispositivi di sicurezza.

Lo ha annunciato il sindaco Gian Carlo Muzzarelli giovedì 26 novembre in occasione dell’apertura del festival delle Migrazioni in programma a Modena fino a sabato 28.
Per l’accoglienza invernale il Comune ha predisposto un piano che consentirà l’attivazione di complessivi 125 posti letto che vanno ad aggiungersi a quelli già in funzione durante tutto l’anno.

“Il Piano comprende una serie di azioni di monitoraggio e orientamento oltre al servizio di accoglienza, modulata in diverse forme a seconda delle esigenze dell’utenza e stiamo cercando di strutturare anche soluzioni innovative”, spiega l’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli sottolineando l’importanza del coinvolgimento di diverse realtà tra istituzioni, realtà del terzo settore e associazioni di volontariato sempre in prima fila anche in questo momento difficile e delicato determinato dall’emergenza sanitaria”.

Come gli altri anni, viene innanzitutto prevista un’accoglienza notturna temporanea per un periodo limitato, in situazioni di emergenza per il freddo, al fine di garantire a persone senza dimora la risposta a un bisogno primario. Per il primo servizio di carattere socio-assistenziale con il solo collocamento notturno (una settantina i posti) l’autorizzazione all’ingresso sarà a cura dei servizi sociali, mentre il gestore dovrà attivare le procedure necessarie a garantire la sicurezza degli ospiti.
Il secondo servizio di accoglienza socioassistenziale, anche con presidio diurno, che prevede un’attività di accompagnamento verso percorsi di inclusione sociale, è rivolto a persone italiane o straniere ma radicate sul territorio. Il servizio potrà accogliere fino a 18 persone in condizioni di vulnerabilità, in primo luogo over 65 e donne; anche in questo caso l’ingresso dovrà essere autorizzato dai servizi sociali.
La terza modalità di accoglienza notturna (30 posti di cui due per le emergenze) è rivolta a persone senza fissa dimora con dipendenze da stupefacenti o alcol. Questo tipo di accoglienza prevede anche l’avvio dei percorsi di cura, pertanto è gestito, oltre che finanziato, insieme al dipartimento Salute mentale e tossicodipendenze dell’Ausl che garantisce la valutazione preliminare dei casi dal punto di vista sanitario e della sicurezza sociale, autorizza gli ingressi e assicura la presenza di personale professionale.
Infine, in due distinte strutture alberghiere sono attivati diversi posti per emergenze notturne e festive ed è stata individuata un’ulteriore struttura per l’accoglienza di persone sintomatiche o contatti Covid positivi, in attesa dell’esito del tampone.
Da metà novembre, quando le temperature scendono sotto i 5 gradi, sono anche iniziate le uscite serali delle Unità di strada dei volontari in coordinamento con le Unità di strada professionali attive tutto l’anno che fanno diverse uscite settimanali in orario notturno e nelle prime ore del mattino e nell’emergenza sanitaria hanno intensificato l’attività di monitoraggio, primo soccorso e orientamento ai servizi dei senza fissa dimora.
I volontari, suddivisi nelle associazioni che aderiscono al piano del monitoraggio della città (Agesci, Croce Blu, Croce Rossa, Gruppo Comunale Protezione Civile, Porta Aperta) escono la sera e, insieme a generi di conforto, distribuiscono gel disinfettante e mascherine di protezione, oltre a fornire informazioni sui comportamenti da adottare e sui presidi a cui rivolgersi in caso di bisogno. L’associazione AVS si occupa invece della raccolta dei generi alimentari donati per i senza fissa dimora.
Tutti gli operatori hanno partecipato alla formazione sulla prevenzione del Covid-19 organizzata dal Dipartimento Igiene pubblica dell’Ausl con cui vengono concordate anche le procedure per gli interventi da garantire nel caso di ospiti con sintomi. Nei prossimi giorni, gli ospiti saranno inoltre sottoposti allo screening sanitario organizzato dall’Ausl per questa fascia di popolazione, in modo da poter organizzare gli accessi alle strutture in maggiore sicurezza.