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Modena: nella Giornata mondiale dei diritti umani, dialogo in Consiglio tra il vescovo Castellucci e il sindaco Muzzarelli

(Da sinistra il presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi, il vescovo di Modena Erio Castellucci e il sindaco Gian Carlo Muzzarelli)

“La fraternità rappresenta il vaccino per sconfiggere il virus dell’egoismo sociale”. Lo ha affermato il vescovo di Modena Erio Castellucci intervenendo nella seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 10 dicembre, per un approfondimento e una riflessione che ha coinvolto l’Assemblea sui contenuti dell’ultima enciclica di papa Francesco, “Fratelli tutti”.

In occasione della ricorrenza della Giornata mondiale dei diritti umani, che cade proprio il 10 dicembre, il vescovo, in un dialogo con il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, ha citato i principi della libertà, dell’uguaglianza e della fraternità, espressi nella Rivoluzione francese e richiamati anche nell’enciclica del pontefice: “Fra questi tre valori – ha rilevato – la fraternità è quello che emerge meno. Spesso, infatti, viene limitata all’iniziativa privata, diventando un’azione di libera scelta. Merita invece di essere pubblicizzata, è importante rendere note le buone prassi e ‘fare notizia’ comunicando il bene, con l’obiettivo di condividerla e diffonderla”. Anche la pubblica amministrazione, ha suggerito il vescovo, “prenda spunto da queste esperienze per affrontare le sfide quotidiane che la attendono”.
La politica, ha continuato don Erio, “rappresenta un dono e insieme un impegno, un servizio insostituibile per tutti” e alle istituzioni sono affidati compiti fondamentali per la società “soprattutto ora che il mondo è ferito dalla pandemia, un fenomeno che svela i mali dell’umanità”. Illustrando il comportamento del Samaritano, la cui parola è citata nell’enciclica, il quale, mosso dalla compassione, si spende per aiutare il prossimo in difficoltà nonostante il rischio di cadere nelle mani dei briganti, il vescovo ha tracciato un collegamento col ruolo di chi serve il bene comune a ogni livello politico e istituzionale. “Nell’enciclica il samaritano diventa politico – ha detto – perché è capace di progettare, di andare avanti. Infatti, non solo è capace di soccorrere e di ridurre gli effetti del disagio, ma si attiva e investe concretamente per il bene della persona di cui si è preso cura”. Questo comportamento, ha osservato don Erio, “si riflette sulla funzione e sull’incarico di chi fa politica, il cui compito deve essere quello di combinare gli ideali con la realtà delle persone, puntando allo sviluppo del bene comune”. Si tratta di un obiettivo da raggiungere, ha concluso il vescovo riprendendo i contenuti dell’enciclica del 2015 “Laudato sì” di papa Francesco, “allargando lo sguardo: le dinamiche sociali e la relazione con l’ambiente appartengono pienamente alle istituzioni”.
L’intervento del vescovo è stato sollecitato dalle domande del sindaco Muzzarelli, secondo cui “chiunque voglia servire il bene comune, a qualsiasi livello politico e istituzionale, può trovare spunti di riflessione nell’enciclica di papa Francesco “Fratelli tutti”, che dedica un intero capitolo alla politica, anzi alla ‘migliore politica’, come scrive il papa”. Il sindaco, infatti, ha aperto la conversazione con don Erio partendo da un richiamo proprio alla parabola del buon samaritano raccontata nel Vangelo di Luca e ricordando che nel 2009, in una piazza Grande affollata e attenta, Massimo Cacciari dedicò a questa parabola una lezione nel corso del FestivalFilosofia che aveva come tema la comunità: “Cacciari sottolineò l’importanza dell’incontro con l’altro e si soffermò sulla misericordia come elemento base dell’amore per il prossimo, di chi si prende cura: credo che prendersi cura delle persone – ha detto Muzzarelli – sia una responsabilità della politica e, anzi, che sia una sorta di compimento del concetto di bene comune”.
Il sindaco ha ricordato, quindi, la preoccupazione del Papa per l’aumento delle disuguaglianze sociali, sociali, di genere, generazionali e tecnologiche che la pandemia ha ulteriormente aggravato: “In questi giorni tutti diciamo che bisogna salvare il Natale, soprattutto per gli aspetti economici. Ed è giusto farlo, economia e lavoro sono essenziali per garantire benessere e dignità alle persone. Ma quest’anno più che mai dobbiamo salvare la dimensione dell’accoglienza e della speranza e per farlo, tra le altre cose, bisogna mettere all’angolo il virus dell’egoismo”.
L’incontro era stato introdotto dalle parole del presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi, che, ringraziando il vescovo e il sindaco per aver preso parte all’appuntamento, ha sottolineato che “questo momento ci fornisce l’occasione per riflettere e per riscoprire, alla vigilia di un Natale così diverso da quelli precedenti, il vero senso delle festività”. Inoltre, Poggi ha messo l’accento “sul ruolo delle istituzioni, su cui l’enciclica si sofferma e, in particolare, sul richiamo all’impegno per il bene comune”.