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Al via i lavori di riqualificazione alla Delfini di Modena

Al via i lavori di riqualificazione alla Delfini di Modena
Foto: Davide Gazzotti

Hanno preso il via i lavori di risanamento e adeguamento degli spazi della Biblioteca Delfini resi possibili, tra l’altro, grazie a una parte dei fondi dell’eredità Gandini.

L’intervento di manutenzione, per un importo di circa 150 mila euro finanziato anche con un contributo della Regione Emilia-Romagna sul Piano Bibliotecario, ha preso il via oggi, lunedì 18 ottobre, e sarà concluso entro fine anno. L’obiettivo è rendere più confortevoli e funzionali gli ambienti frequentati da tanti cittadini.

I lavori riguarderanno, in questa prima fase, la sala conferenze e l’attigua sala corsi, dove verrà effettuato un intervento di risanamento delle pareti dall’umidità di risalita e verrà installato un nuovo impianto audio-video. Le attività proseguiranno con il riallestimento completo dell’area bebè e la riqualificazione integrale del cortile del Nespolo, che diventerà un piccolo spazio di lettura all’aperto. Nel corso dei lavori alcune aree della sezione ragazzi verranno temporaneamente chiuse al pubblico. Eventuali limitazioni di accesso o restrizioni nel prestito saranno comunicate man mano sul sito internet delle biblioteche.

L’intervento di manutenzione è il più esteso dal 2005, anno della ristrutturazione della biblioteca Delfini, dotata di un patrimonio di oltre 200.000 documenti (non solo libri, ma anche giornali, cd, dvd), postazioni internet e altri servizi per la lettura e lo studio, e sede di incontri pubblici, gruppi di lettura e spettacoli.

Nell’intervento vengono utilizzati circa 100 mila euro derivanti dall’eredità di Ettore Gandini, avvocato scomparso nel febbraio del 2016, che nel suo testamento ha lasciato un’eredità di oltre un milione e mezzo di euro da utilizzare su progetti di ampliamento della biblioteca Delfini nelle aree del Palazzo Santa Margherita che si renderanno disponibili e di qualificazione con lo sviluppo di progetti gestionali finalizzati alla riorganizzazione del patrimonio e all’attivazione di nuovi servizi per accrescere la qualità del rapporto dell’istituto culturale con la città e i cittadini.