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ANBI Emilia-Romagna: uomini e mezzi delle bonifiche in campo per allontanare le acque dalle aree colpite

La perdurante situazione di emergenza alluvionale, con drammatiche ripercussioni idrogeologiche sulla Romagna e parte dell’Emilia, generata della eccezionale ondata di maltempo, che sta ancora stringendo i territori e le comunità in una generale condizione di criticità, vede costantemente impegnati sul campo i Consorzi di Bonifica della nostra regione. ANBI Emilia-Romagna sta monitorando, ora dopo ora, le diverse situazioni locali restando in contatto con i singoli Consorzi che presentano differenti situazioni da comprensorio a comprensorio, ma che mantengono un regime di massima allerta.  L’impegno di uomini e mezzi è costante al fine di contribuire ad allontanare le acque cadute e quelle provenienti dallo straripamento dei corsi d’acqua dalle aree più colpite ripristinando così anche la funzionalità dei nodi idraulici secondari.

 

IL DETTAGLIO DELL’OPERATIVITÀ

ROMAGNA

I due consorzi che operano nei territori più colpiti dall’emergenza – Romagna Occidentale e Romagna – sono comprensibilmente impegnati h24 nelle numerose operazioni di allontanamento delle acque, ripristino delle condizioni di sicurezza e soccorso nei comprensori gestiti.  Lo sforzo, da giorni, è al massimo delle proprie potenzialità. Squadre di tecnici a supporto, dotati di pompe idrovore, sono arrivati a dar manforte anche dalla Bonifica Parmense e dall’Emilia Centrale.

BOLOGNA

Massimo e continuativo impegno da parte di tutte le maestranze della Bonifica Renana nel territorio del Bolognese. Il Consorzio mantiene in funzione, già dai primi giorni di Maggio, una ventina dei propri impianti e tutto lo staff tecnico – oltre 100 persone coinvolte – sta monitorando l’intero reticolo idrografico intervenendo ove necessario per allontanare le acque in eccesso. Un dato significativo: gli impianti consortili stanno sollevando oltre 100 metri cubi di acqua al secondo (da inizio maggio la quantità totale è pari a 50 milioni di metri cubi).

CANALE EMILIANO ROMAGNOLO (CER)

Nella notte alcuni tratti dei corsi d’acqua principali della Romagna – tra cui il fiume Savio e il fiume Lamone – hanno patito la rottura delle arginature rilasciando così acqua in eccesso finita successivamente nel Canale Emiliano Romagnolo. Al contrario dei Consorzi di bonifica che, attraverso gli impianti idrovori, possono allontanare la quantità in esubero di risorsa idrica, il CER – giocoforza – è stato costretto a spegnere i propri impianti per poterne salvaguardare la successiva funzionalità plurima, tra cui quella potabile e quella irrigua. Proprio per questo, tutte le maestranze sono impegnate nell’attività di monitoraggi e controllo cercando di gestire al meglio i livelli dell’acqua confluita nel CER dai fiumi esondati.

FERRARA

L’intensità della pioggia oraria in molti punti del Ferrarese, particolarmente significativa nella notte (con Tempi di ritorno di 50 anni), soprattutto nella zona nord ovest ed est della città capoluogo, ha portato all’esondazione di alcuni tratti della rete minore. In numerose zone colpite gli allagamenti diffusi hanno richiesto l’installazione di gruppi di pompaggio mobili per agevolare e scolare fondi privati e tratti di canali in difficoltà. Tutto il personale del settore Territorio e del Polo tecnologico del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara è rimasto impegnato nel comprensorio alto ferrarese. La situazione, pur ancora critica viste le piogge battenti e quelle previste, sembra essersi gradualmente stabilizzata. La rete fluviale principale (Po, Navigabile e Po di Volano) ed il mare fino ad ora sono a livelli tali da consentire lo scarico delle acque attraverso gli impianti idrovori consortili.

MODENA

Particolarmente monitorata la Bassa modenese, area a rischio tra Po, Secchia e Panaro, dove le confluenze dei corsi d’acqua principali si intersecano anche con le reti secondarie; il Consorzio della Bonifica Burana tiene svasati il più possibile tutti i propri canali per accogliere le quantità in esubero di risorsa. L’impegno è costante, già da alcuni giorni, da parte di tutto il personale operativo.

REGGIO EMILIA

Sono 50 le unità operative impegnate negli impianti e nel monitoraggio del territorio grazie all’impiego dell’avanzato sistema di telecontrollo che verifica, in tempo reale, i livelli nelle diverse zone dei comprensori gestiti dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.

PARMA

In funzione preventiva il Consorzio della Bonifica Parmense è impegnato con 35 unità – fra tecnici e operai – già da alcuni giorni nel monitoraggio del territorio e nelle attività di collegamento con gli uffici di Protezione civile, Regione, Prefettura. Comunicazione costante anche con i Comuni dell’Appennino, particolarmente a rischio nelle aree di frane già attive o di diffusa criticità idrogeologica.

PIACENZA

Gran parte del personale tecnico e con funzione di monitoraggio del Consorzio di Bonifica di Piacenza sta operando sul territorio a scopo preventivo. Alta l’attenzione sui corsi d’acqua principali – Arda, Trebbia, Tidone – e contatti costanti con Agenzia regionale, Prefettura e AIPo per la regolazione della diga di Mignano.



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