Quest’anno Vignola compie la bella età di 1.200 anni. Infatti il primo documento scritto che fa riferimento a questa località, un apografo del secolo XI-XII, viene fatto risalire all’anno 826. Si tratta di un rogito con cui il Vescovo Elmerico, in rappresentanza del monastero benedettino di San Salvatore di Tolla, concedeva in permuta all’Abate di Nonantola la Basilica di Santa Maria in Tortiliano, l’attuale Santa Maria Rotonda, con le sue terre, abitazioni e pertinenze. Tra queste, un bosco ubicato “prope ripa fluvii scultenne in loco Viniole ad saxo”, ovvero “presso la riva del fiume Scoltenna nella località di Vignola presso il sasso”. Solo in epoca successiva, infatti, il fiume Scoltenna ha assunto l’attuale denominazione di “Panaro”, mentre il “sasso” è la rupe su cui sorgeranno l’attuale Rocca e parte di Castelvecchio.
Per ricordare questo evento, il Comune di Vignola, in collaborazione con il Comune di Nonantola, l’Abbazia di Nonantola e l’associazione Via Romea-Nonantolana, ha organizzato per il pomeriggio di domenica 8 febbraio, a partire dalle ore 16.30, un incontro pubblico presso la Sala dei Contrari della Rocca, il cui uso è stato concesso per l’occasione dalla Fondazione di Vignola. Il titolo è proprio “Una piccola vigna, un “sasso” e il fiume Scoltenna – Anno 826: alle origini di Vignola”.
Dopo i saluti istituzionali della sindaca di Vignola Emilia Muratori, della presidente della Fondazione di Vignola Carmen Vandelli e del vice-sindaco di Nonantola Massimo Po, sono in programma gli interventi di Don Riccardo Fangarezzi, direttore dell’Archivio abbaziale di Nonantola, dello storico e geografo Achille Lodovisi e di Massimiliano Venturelli, presidente dell’Associazione Via Romea-Nonantolana. Coordina e introduce l’argomento Marcello Graziosi della Biblioteca di Vignola.
“Se oggi Vignola è conosciuta soprattutto per la sua produzione cerasicola di altissima qualità, allora la coltivazione prevalente era la vite, da qui il nome della località Viniole, ovvero piccola vigna – spiega l’assessora alla Cultura del Comune di Vignola Daniela Fatatis – Con questa iniziativa in cui ricordiamo il valore del prezioso documento notarile conservato presso l’archivio dell’Abbazia di Nonantola, prende il via un programma di iniziative che ci accompagneranno per tutto il 2026. Dopo l’anno muratoriano (2022) e l’anno barozziano (2023), Vignola continua a valorizzare la sua lunga storia che l’ha resa una città conosciuta a livello internazionale non solo per la sua economia, ma anche per l’ingegno dei suoi concittadini e le sue bellezze storico-architettoniche”.
