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L’AOU consolida il trattamento endovascolare avanzato delle patologie tromboemboliche

L’AOU consolida il trattamento endovascolare avanzato delle patologie tromboembolicheL’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena consolida e amplia l’attività di trattamento endovascolare delle patologie tromboemboliche presso il Policlinico di Modena, evolvendo verso una pratica clinica sempre più strutturata e integrata. Dopo il primo intervento di trombectomia meccanica eseguito con successo su un paziente oncologico affetto da trombosi venosa profonda (TVP) correlata a catetere venoso centrale a inserzione periferica (PICC), trattato dall’esperienza maturata ha consentito di estendere questo approccio a una casistica più ampia di pazienti complessi.

La collaborazione multidisciplinare tra la Radiologia Interventistica, guidata dal Dottor Cristian Caporali, Responsabile della Struttura Semplice di Radiologia Interventistica, e la Struttura Complessa di Medicina Interna e Area Critica (MIAC), diretta dal Dottor Lucio Brugioni, ha permesso negli ultimi mesi di trattare complessivamente altri cinque pazienti con patologie tromboemboliche di particolare complessità clinica.

In particolare, sono state eseguite procedure di tromboaspirazione meccanica in due pazienti affetti da tromboembolia polmonare e in tre pazienti con trombosi venosa profonda massiva. In questi ultimi casi – che hanno incluso una paziente oncologica con trombosi dell’arto superiore, trattata dal Dottor Francesco Ascari, e due pazienti internistici con interessamento iliaco-femorale e sintomatologia severa seguiti dal Dottor Federico Casari e dal Dottor Christian Caporali – la rimozione meccanica del trombo è stata associata, ove indicato, a tecniche di stenting venoso, con l’obiettivo di ottimizzare il ripristino del flusso ematico e migliorare gli esiti clinici.

Fondamentale, nel percorso di cura dei pazienti più instabili, è stato il contributo della MIAC-UTII (Unità di Terapia Intensiva Internistica), sotto la responsabilità del Dottor Andrea Borsatti, in particolare nella gestione dei casi di embolia polmonare a rischio intermedio-alto. L’approccio endovascolare si integra con la terapia farmacologica tradizionale ed è riservato a pazienti selezionati, in presenza di un elevato burden trombotico o di un aumentato rischio emorragico che renda complessa la gestione con sola anticoagulazione.

Un ruolo centrale è svolto anche dagli specialisti del MIAC impegnati nell’ambulatorio di angiologia – Dottor Tommaso Baldini e Dottor Natale Vazzana – e dall’Ambulatorio della Coagulazione, con il Dottor Dimitriy Arioli e il Dottor Giulio Degli Esposti, garantendo una presa in carico completa che va dalla valutazione clinico-diagnostica alla gestione terapeutica e al follow-up.

«I risultati ottenuti dimostrano come la sinergia tra competenze diverse rappresenti un valore aggiunto fondamentale nella gestione di pazienti complessi. – sottolineano il Dottor Cristian Caporali e il Dottor Lucio Brugioni – L’esperienza maturata e l’utilizzo di procedure innovative apre ora la possibilità di strutturare un percorso aziendale e interaziendale dedicato al trattamento avanzato delle patologie tromboemboliche sviluppando le linee di buona pratica clinica sulla TVP e l’EP già presenti in Azienda. L’obiettivo futuro è quello di rafforzare ulteriormente il coordinamento con i Dipartimenti Cardio-Nefro-Vascolare e di Emergenza-Urgenza, al fine di garantire una risposta tempestiva, integrata e altamente specializzata, consolidando il ruolo dell’AOU di Modena come centro di riferimento per il trattamento multidisciplinare della trombosi».