Il Progetto «SEMI DI GIUSTIZIA» della Procura della Repubblica di Modena, inserito all’interno del Programma Intrecci di Comunità tra Modena Ferrara e Forlì, ha ottenuto il finanziamento del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Decreto n. 130/2026).
Il progetto è stato presentato questa mattina in conferenza stampa dal sindaco Massimo Mezzetti e dal procuratore della Repubblica Luca Masini
Saranno 12 i giovani (dai 18 ai 28 anni di età) volontari dello SCU– Servizio Civile Universale – che avranno la possibilità di acquisire competenze professionali in ambito giuridico e istituzionale.
Nel merito, il progetto della Procura della Repubblica di Modena, «SEMI DI GIUSTIZIA», ha come focus il ruolo di supporto del volontario dello SCU nelle diverse fasi dei procedimenti penali, riguardanti i reati in materia di Codice Rosso.
Le attività nelle quali verranno coinvolti le giovani ed i giovani volontari dello SCU si articoleranno su tre macro ambiti di applicazione:
1) punto informativo per le vittime di reato (modalità e procedure giudiziarie);
2) supporto gestionale nell’implementazione e digitalizzazione dei fascicoli dei reati del Codice Rosso;
3) assistenza/accompagnamento alle vittime di reato in fase pre e post udienza dibattimentale.
Il volontario dello SCU presta quindi un servizio integrato, volto a supportare la persona offesa dal reato, nel suo ingresso sulla scena giudiziaria in senso lato, restando uno dei riferimenti nel percorso che si sviluppa presso l’organo giudiziario inquirente, specie per le vittime che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità.
Il periodo di servizio volontario previsto dallo SCU sarà di 12 mesi, durante i quali si alterneranno momenti di alta formazione specifica, ad altri in cui i volontari potranno essere affiancati al personale in servizio e coinvolti nelle attività proprie degli uffici della Procura della Repubblica di Modena. Come previsto infatti dalla normativa sul Sevizio Civile i volontari faranno riferimento a personale interno (i cosiddetti Operatori Locali di Progetto) che hanno funzioni di tutoraggio e pertanto sostengono il percorso formativo che il servizio civile deve garantire e favoriscono l’inserimento dei giovani all’interno dell’organizzazione e ne guidano l’attività.
Grazie anche al coinvolgimento di figure specializzate del partner di progetto, l’Associazione Donne e Giustizia Odv, alle vittime di reato da Codice Rosso potrà essere garantito un percorso integrato che prevede informazione sui diritti, orientamento ai servizi dedicati e assistenza legale e psicologica durante tutto il percorso giudiziario.
Il percorso contribuirà a sviluppare lo spirito di collaborazione e impegno, sentendosi pienamente coscienti e consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri, quale declinazione del concetto di “cittadinanza attiva”.
L’uscita del Bando per la selezione dei giovani è prevista nei prossimi giorni dove saranno indicati i criteri per partecipare al Servizio Civile 2025/2026. In particolare, possono presentare domanda di partecipazione alla selezione i giovani in possesso della cittadinanza italiana, oppure di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea (oppure di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia), che hanno compiuto il diciottesimo anno di età e non hanno superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda.
Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on line (DOL), raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone (https://domandaonline.serviziocivile.it).
