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Agricoltura, l’assessore Mammi a Bruxelles per il Comitato delle Regioni e la Conferenza europea sulla Pac

Agricoltura, l’assessore Mammi a Bruxelles per il Comitato delle Regioni e la Conferenza europea sulla PacStabilità dei mercati agricoli, tutela del reddito degli agricoltori e della competitività delle produzioni locali, capacità dell’Europa di intervenire nelle fasi di crisi e di garantire condizioni economiche più equilibrate lungo le filiere agroalimentari.

Sono i temi al centro, a Bruxelles, della sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni e della Conferenza europea sulla Pac, a cui partecipa l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, nella Capitale europea in missione istituzionale.

Tra le priorità del confronto tra istituzioni europee e Regioni il rafforzamento degli strumenti europei di gestione delle crisi di mercato, il ruolo delle organizzazioni dei produttori e la necessità di consolidare la stabilità del reddito agricolo lungo l’intera filiera agroalimentare. Uno dei nodi centrali del negoziato riguarda, in particolare, la revisione dell’Organizzazione comune dei mercati agricoli (Ocm), pilastro operativo della Politica agricola comune, chiamata ad aggiornare i meccanismi di intervento pubblico e a rafforzare la capacità di aggregazione dei produttori.

L’Organizzazione comune dei mercati agricoli rappresenta uno degli strumenti fondamentali della Pac per il sostegno al reddito degli agricoltori e la stabilizzazione dei mercati. Sul percorso di aggiornamento delle regole europee che disciplinano il funzionamento dei mercati agricoli e incidono direttamente sulla capacità dei produttori di aggregarsi e di affrontare crisi economiche e climatiche si concentrano i lavori del Comitato europeo delle Regioni, a cui Mammi partecipa in qualità di relatore.

In questo quadro, tra i temi affrontati nella revisione del regolamento Ocm emerge anche quello della trasparenza sull’origine dei prodotti agroalimentari. L’attuale disciplina europea prevede l’obbligo di indicazione dell’origine solo per alcune categorie di prodotti, lasciando escluse numerose filiere alimentari. Una situazione che secondo Mammi richiede una riflessione nel percorso di aggiornamento della normativa europea.

“Il confronto in corso a Bruxelles al Comitato delle Regioni riguarda scelte che incideranno in modo strutturale sul futuro dell’agricoltura europea, delle cittadine e dei cittadini- sottolinea l’assessore Mammi-. Il regolamento sull’Organizzazione comune dei mercati è uno strumento fondamentale che negli anni ha rafforzato la posizione degli agricoltori nella filiera e garantito maggiore stabilità ai mercati. Dobbiamo continuare a rafforzarlo, evitando disparità tra Paesi europei e assicurando che resti pienamente finanziato a livello comunitario, ampliandolo anche ad altre filiere agricole oltre a quelle già ricomprese, per sostenere le imprese agricole e la capacità dell’Europa di garantire sicurezza alimentare e coesione territoriale”.

“Accanto a questo- prosegue l’assessore- serve un’iniziativa comune per la modifica del Regolamento Ocm, per valutare l’opportunità di rafforzare le misure relative all’indicazione dell’origine dei prodotti alimentari in etichetta, così come avviene già per alcuni prodotti come frutta e verdura, latte e altri, e che questa disposizione venga estesa a tutti i prodotti alimentari. Dare alle cittadine e ai cittadini la possibilità di conoscere la provenienza dei prodotti che arrivano sulle loro tavole significa rafforzare la fiducia dei consumatori e valorizzare il lavoro delle imprese agricole europee”.

Il confronto sui mercati agricoli si colloca nel quadro della discussione sul futuro assetto della Politica agricola comune nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034, affrontata nell’ambito della Conferenza europea sulla Pac. Un passaggio cruciale del negoziato europeo, chiamato a definire struttura, dotazione finanziaria e governance della politica agricola dell’Unione, in un contesto segnato dal dibattito sull’eventuale ricorso a meccanismi di cofinanziamento nazionale e sull’integrazione della Pac in strumenti finanziari più ampi. In questo quadro l’assessore Mammi è intervenuto in rappresentanza della rete delle Regioni agricole europee Agriregions, richiamando l’esigenza di preservare la natura realmente comune della politica agricola, evitando soluzioni che possano determinare frammentazioni tra Stati membri e incidere sulle condizioni competitive dei sistemi produttivi europei, e ribadendo il ruolo delle Regioni nella programmazione e gestione degli interventi.

“La Pac deve restare una politica pienamente europea, con una dotazione finanziaria adeguata nel quadro 2028-2034 e un’architettura fondata su strumenti comuni stabili e coerenti- prosegue Mammi-. L’ipotesi di nazionalizzazione e di ricondurre la Pac all’interno di fondi unici rischia di determinare una progressiva frammentazione del mercato interno, generando condizioni competitive differenziate tra Stati membri e indebolendo la funzione di supporto che la Pac ha storicamente garantito”.