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Modena: scoperto distributore che commercializzava prodotto non conforme agli standard qualitativi previsti. Denunciati i titolari per frode

Modena: scoperto distributore che commercializzava prodotto non conforme agli standard qualitativi previsti. Denunciati i titolari per frodeI finanzieri del Comando Provinciale di Modena, seguendo le linee guida fissate dal Comando Generale della Guardia di finanza ed unitamente all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno rafforzato l’azione di servizio a garanzia dell’intera filiera distributiva dei prodotti energetici; infatti, il mercato nazionale dei carburanti sta registrando marcate oscillazioni dei prezzi al consumo con potenziali ripercussioni sul potere di acquisto delle famiglie, non escludendo il ricorso a canali illeciti di approvvigionamento.

Sono stati svolti controlli, finalizzati sia alla corretta erogazione dei prodotti energetici presso le stazioni di servizio sia alla trasparenza dei prezzi dei carburanti praticati al consumo, su tutta la provincia di Modena, con particolare riferimento alle rotabili più trafficate.

In particolare, il Gruppo di Modena, unitamente a funzionari dell’Ufficio ADM Emilia 4, sede di Modena, e ai funzionari dell’Ufficio del Laboratorio di Bologna, a seguito di un accesso congiunto presso un impianto di distribuzione carburanti a uso pubblico, finalizzato alla verifica della corretta applicazione delle disposizioni in materia di deposito e distribuzione di prodotti energetici assoggettati ad accise, ha effettuato, altresì, controlli di natura tecnica sulla qualità del gasolio per autotrazione erogato alla clientela.

L’esito delle analisi sui campioni prelevati ha consentito di accertare come il carburante fosse non conforme agli standard qualitativi previsti relativamente al punto di infiammabilità (inferiore al limite previsto) e al contenuto dello zolfo (superiore rispetto a quello stabilito dalle norme unionali e nazionali).

Si precisa che la commercializzazione di un carburante con un basso punto di infiammabilità può comportare un alto rischio di incendio durante la movimentazione, a causa della maggiore volatilità del prodotto che rilascia facilmente vapori infiammabili, oltre a pregiudicare il funzionamento e la durata dei motori, dovuta a una combustione irregolare che ne determina un’usura più consistente.

In aggiunta, il contenuto di zolfo più alto del limite normativamente previsto può portare a conseguenze dal punto di vista ambientale, come maggiori emissioni inquinanti e un peggioramento della qualità dell’aria, oltre a determinare una maggiore formazione di depositi nelle parti interne dei motori diesel e un danneggiamento dei sistemi di post-trattamento delle emissioni.

All’esito del controllo, gli operanti hanno inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena una comunicazione di notizia di reato nei confronti dei due soci amministratori della società per il delitto di frode nell’esercizio del commercio.

A tal riguardo, si rammenta che gli stessi sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.

Inoltre, nell’ambito di ulteriori controlli effettuati, sono state individuate situazioni di irregolarità amministrativa nei confronti di altri 4 distributori stradali per l’omessa comunicazione dei prezzi praticati per ogni tipologia di prodotto energetico. Infatti, gli impianti di distribuzione di carburante, ai sensi dell’articolo 51 della Legge 99/2009, attraverso il portale “Osservaprezzi carburanti” del MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), hanno l’obbligo di effettuare le prescritte comunicazioni con cadenza almeno settimanale, ciò al fine di poter monitorare i prezzi praticati.

Le verifiche effettuate permettevano di appurare che i gestori, complessivamente, avevano omesso 12 volte di comunicare, tramite il citato portale, le variazioni dei prezzi applicati per la vendita del carburante al pubblico, tenendo in tal modo un comportamento opaco, con la finalità di avere un vantaggio competitivo sugli altri distributori locali. Lo sforzo congiunto dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Guardia di Finanza ha permesso così di elevare sanzioni amministrative pecuniarie per circa 50.000 euro.

Le operazioni condotte testimoniano il costante impegno delle due Istituzioni nel garantire trasparenza, correttezza e pieno rispetto delle regole di mercato, contrastando le più subdole forme speculative che incidono sui consumatori e sulla gestione dell’economia familiare.