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Aumentano le Comunità energetiche rinnovabili in Emilia-Romagna

Aumentano le Comunità energetiche rinnovabili in Emilia-RomagnaRisparmio e sostenibilità ambientale, cooperazione tra enti locali e imprese, benefici economici e sociali con la riduzione dei costi in bolletta e la partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini nella transizione ecologica. Sono gli obiettivi delle Comunità energetiche in Emilia-Romagna, modelli di auto-organizzazione locale che trasforma i consumatori in protagonisti dell’indipendenza energetica.
Sul loro sviluppo e sui percorsi di crescita in questi anni si concentra un’indagine su un campione di 45 comunità già costituite voluta dalla Regione e condotta dall’Help desk Cer, gestito da Art-ER società in-house della Regione su innovazione, attrattività e internazionalizzazione.

Le Comunità energetiche rinnovabili (Cer) in Emilia-Romagna sono in crescita, ma il percorso verso la piena operatività è ancora in corso. È il dato principale che emerge dai questionari sulle Comunità costituite, circa il 43% delle Cer mappate da Art-ER sul territorio regionale a fine 2025. L’analisi riguarda i modelli organizzativi, tecnici, le modalità di gestione e i principali fabbisogni.
Tutte le 45 Cer che hanno partecipato all’indagine si sono formalmente costituite come soggetto giuridico ma sono in fasi diverse dello sviluppo. Più della metà (56%) non è ancora nella fase definitiva di condivisione dell’energia e ha in corso la procedura di riconoscimento presso il Gestore dei servizi energetici. Circa un quarto delle Cer è operativo e avviato definitivamente, il 20% è in attesa di riconoscimento dal Gestore.

“Un’indagine che ci aiuta a capire come intervenire a sostegno delle comunità energetiche- sottolinea il vicepresidente della Regione con delega alla Green economy, Vincenzo Colla- a conferma del nostro impegno verso la transizione energetica, lo sviluppo di comunità locali più resilienti e l’avanzamento verso gli obiettivi europei e dell’Agenda 2030”.

La Regione, attraverso bandi ad hoc, negli ultimi due anni ha concesso contributi alle Cer per oltre 3,5 milioni di euro per sostenere la costituzione e la realizzazione di nuovi impianti o il potenziamento di impianti esistenti idonei alla produzione di energia rinnovabile e sistemi di accumulo, oltre alle opere connesse e alle relative spese tecniche.
Oggi è aperto un terzo Bando, con una dotazione finanziaria di ulteriori 2,5 milioni di euro, ancora una volta finalizzato a sostenere la realizzazione di impianti rinnovabili a servizio delle Cer, a dimostrazione della volontà di continuare a sostenere lo sviluppo di questi nuovi attori del territorio, fondamentali per la transizione energetica verso le rinnovabili.

“Pur non sottovalutando le difficoltà tecniche e normative, che rallentano il raggiungimento rapido dell’operatività- chiude Colla- quello delle Comunità è un investimento di lungo periodo con risultati in futuro in termini di risparmio energetico, di sostenibilità ambientale e di impatto sociale”.

L’indagine in dettaglio

Le finalità delle Cer vanno oltre la produzione di energia. In cima alle priorità ci sono la riduzione delle emissioni e i benefici ambientali (71%), il contrasto alla povertà energetica (67%) e la diffusione della cultura energetica e ambientale (67%). Accanto a questi obiettivi, circa la metà delle comunità punta anche a vantaggi diretti per i membri, come il risparmio in bolletta e il rafforzamento delle relazioni sociali.
Dal punto di vista territoriale, sono distribuite soprattutto lungo l’asse della Via Emilia, con una presenza significativa nelle province di Forlì-Cesena e Modena, che insieme rappresentano il 42% del campione.
Guardando al futuro, le priorità appaiono chiare: il 76% delle Cer punta ad ampliare la base sociale, mentre il 69% mira ad aumentare la quantità di energia prodotta e condivisa. Obiettivi che confermano come il sistema sia ancora concentrato sul consolidamento e sulla crescita dimensionale, più che sulla diversificazione delle attività.

Sul piano organizzativo, prevale la forma dell’associazione non profit, scelta per la sua semplicità sia in fase di costituzione sia nella gestione. Non manca chi ha optato per strutture più complesse, come cooperative, fondazioni. Quanto ai modelli di governance, domina l’approccio “public driven”, promosso da enti pubblici, mentre le esperienze nate dal basso si collocano al secondo posto. Residuale, invece, il modello basato su investitori privati.

Anche l’utilizzo dei ricavi riflette una forte attenzione sociale: il sostegno alle famiglie in difficoltà energetica è l’ambito più citato. Sul fronte finanziario, prevale ancora l’autonomia: il 59% delle comunità non ha fatto ricorso a prestiti bancari, mentre il crowdfunding resta poco diffuso.
Nelle comunità già attive prevalgono impianti di piccola scala, fino a 200 kW nel 47% dei casi, mentre la dimensione resta contenuta: la metà conta fino a 10 membri. Anche sul fronte economico, oltre il 60% non ha ancora stabilito come reinvestire i ricavi, in particolare per lo sviluppo di nuovi impianti.

I tempi di sviluppo restano lunghi: servono in media due anni per arrivare alla costituzione di una Cer. Le difficoltà maggiori si concentrano soprattutto nelle fasi più operative, come la realizzazione degli impianti e l’accesso agli incentivi, mentre risultano meno critici gli aspetti tecnico-giuridici.
Le comunità evidenziano anche un forte bisogno di supporto tecnico e di strumenti finanziari adeguati. In questo contesto, la semplificazione burocratica e la stabilità degli incentivi vengono indicate come leve decisive per favorire lo sviluppo del settore.

Per approfondire, è disponibile qui il rapporto completo dell’indagine sulle Comunità energetiche rinnovabili in Emilia-Romagna.

Le Cer in Emilia-Romagna

Le Comunità energetiche costituite in Emilia-Romagna e censite al 31 dicembre 2025 sono 98. A queste sono da aggiungere 6 Comunità che operano in regione ma con sede legale in altre regioni, per un totale di 104 entità. Le comunità che hanno raggiunto l’operatività riconosciuta dal Gestore servizi energetici e hanno accesso agli incentivi sono 28, di cui 22 con sede legale in Emilia-Romagna (oltre il 78%). Le comunità energetiche costituite entro il 2025 sono aumentate del 73% (44 unità) rispetto al dato di fine 2024.