Home Appennino Modenese Il lavoro femminile nella provincia di Modena

Il lavoro femminile nella provincia di Modena

Il lavoro femminile nella provincia di Modena
Massimiliano Vigarani

L’analisi del mercato del lavoro nel territorio modenese per il biennio 2024-2025 delinea un quadro complesso: se da un lato i dati Istat mostrano segnali di ripresa nell’occupazione, dall’altro emergono criticità profonde legate alla qualità del lavoro, alla segregazione formativa, occupazionale e a un preoccupante fenomeno di inattività.

É quanto emerge dalle Note statistiche pubblicate dalla Provincia di Modena e illustrate mercoledì 6 maggio nella Sala del Consiglio Provinciale – Viale Martiri della Libertà 34 – Modena alla presentazione delle prime evidenze del progetto FA.TE – FAcilitare il TEmpo della dignità (rivolto a donne in difficoltà) da parte delle referenti dell’Associazione Gruppo Donne Giustizia e della Fondazione Futuro ETS.

In particolare emerge che tasso di occupazione femminile (15-64 anni) a Modena nel 2025 si attesta al 63,4 per cento. Si conferma essere un dato superiore di circa 10-15 punti percentuali rispetto alla media nazionale e la crescita registrata nell’ultimo anno nasconde un’anomalia generazionale, ovvero che l’incremento degli occupati nel 2025 è trainato esclusivamente dagli over 50 e over 60.

Il tasso di disoccupazione femminile è sceso drasticamente in tre anni: dall’8,2 per cento (2023) al 5,2 per cento (2024), fino al 4,5 per cento nel 2025.
Tuttavia, gli esperti sottolineano che questo calo non è dovuto solo a nuove assunzioni, ma a un “drenaggio” verso l’inattività. Sempre più donne smettono di cercare lavoro a causa di barriere strutturali. Ad oggi, tre donne modenesi su dieci non studiano e non cercano più un’occupazione.

Dal punto di vista dei percorsi formativi, le donne restano sovrarappresentate in ambiti tradizionali (salute, insegnamento, scienze umane) e sottorappresentate nelle materie STEM (Ingegneria e Scienze), sebbene il divario sia in lieve riduzione.

Massimiliano Vigarani, funzionario dell’ufficio statistica della Provincia sottolinea che «le lavoratrici modenesi si trovano spesso in condizione di sovra-istruzione rispetto alle mansioni svolte. Sopportano il peso di part-time involontari, carriere discontinue e contratti precari (intermittenti o in somministrazione), fattori che le rendono maggiormente esposte dalla crisi internazionale e dei fenomeni speculativi. La frammentazione delle carriere e i differenziali salariali (gender pay gap) stanno creando un’emergenza sociale a lungo termine. Il sistema attuale sta portando all’età pensionistica coorti di lavoratrici sempre più povere, a causa delle carriere professionali dsicontinue e da bassi redditi da lavoro.

Il rapporto evidenzia come la riduzione del divario di genere non sia solo una questione di equità, ma una leva strategica imprescindibile per la competitività e la sostenibilità del welfare del territorio modenese. Senza azioni strutturali su formazione, conciliazione vita-lavoro e abbattimento degli stereotipi, il potenziale di un’intera generazione di giovani donne rischia di andare perduto».

Il report completo è disponibile sul sito della Provincia di Modena all’indirizzo https://www.provincia.modena.it/pubblicazione/note-statistiche-n-2-aprile-2026-unanalisi-della-situazione-occupazionale-femminile-in-provincia-di-modena/