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Sciopero contro la riforma degli istituti tecnici, FLC CGIL ER : alta adesione in Emilia Romagna, centrato l’obiettivo. La mobilitazione continua

Sciopero contro la riforma degli istituti tecnici, FLC CGIL ER : alta adesione in Emilia Romagna, centrato l’obiettivo. La mobilitazione continuaLo sciopero di oggi, 7 maggio, negli istituti tecnici dell’Emilia Romagna sta registrando una grande adesione, confermando la profondità del disagio e della contrarietà del personale scolastico verso una riforma sbagliata e imposta senza un reale confronto con le lavoratrici e i lavoratori della scuola.

Sono inutili i tentativi maldestri di derubricare il problema o minimizzare la mobilitazione. Grave che a farlo sia il Ministro, che tenta di difendere l’indifendibile. Gravissimo che lo facciano altre organizzazioni sindacali, che hanno scelto strade diverse, arrivando perfino a denigrare la decisione intrapresa dalla FLC CGIL e a rivendicare risultati inesistenti.
Colpisce la tempestività con cui vengono rilasciate dichiarazioni accusatorie nei nostri confronti proprio in queste ore; in particolare leggere lezioni sulla presunta “sterilità delle proteste” da chi oggi rivendica tavoli e risultati che fino a ieri semplicemente non esistevano.

Se oggi il Ministero è stato costretto ad aprire un confronto, è perché la mobilitazione, lo stato di agitazione e lo sciopero hanno imposto il problema nel dibattito pubblico e istituzionale. Senza la pressione esercitata, non ci sarebbe stato alcun tavolo e nessuna disponibilità ad intervenire.
Raccontare invece che tutto si risolve grazie a relazioni accomodanti e a interlocuzioni silenziose significa non comprendere — o fingere di non comprendere — quale sia la funzione del sindacato quando sono in gioco posti e condizioni di lavoro, qualità della scuola pubblica e difesa della Costituzione.

Le chiacchiere stanno a zero: li abbiamo costretti ad occuparsi del problema. Lo sciopero è riuscito, malgrado ogni tentativo di boicottarlo, malgrado loro. Game over.
I primi dati, ancora parziali, che arrivano dai territori parlano chiaro. A Bologna, all’IIS Aldini Valeriani, l’adesione supera l’80% e nessuna classe è entrata all’IIS Salvemini. Prime adesioni molto alte anche a Imola: il Paolini Cassiano registra il 70%. Da Rimini arrivano dati altrettanto significativi: all’Istituto Tecnico Guerra l’adesione è al 70%, la stessa al Meucci di Modena. A Ravenna, all’ITI Baldini, l’adesione raggiunge il 95,5%, all’I.S. Meloni di Parma e all’ITI Copernico di Ferrara il 30%, al Garibaldi-Da Vinci di Cesena il 60%, all’ITIS di Piacenza la scuola è rimasta chiusa.

Abbiamo colto una richiesta del mondo della scuola che vuole partecipare ed essere ascoltata come dimostrano le tantissime delibere e prese di posizione che sono pervenute in queste settimane.
La FLC CGIL continuerà a contrastare qualsiasi tentativo teso a indebolire il ruolo della scuola pubblica.
Siamo sulla strada giusta e il nervosismo che affiora da alcuni “ambienti” lo dimostra.
Altri, facciano le loro scelte ma lo diciamo chiaro: non accetteremo che la scuola sia trasformata in un’azienda.
Per noi la scuola è e resta quella della Costituzione: pubblica, statale, nazionale, unitaria, laica e libera.

(Monica Ottaviani, Segretaria Generale FLC CGIL Emilia Romagna)