Erano una cinquantina tra farmaciste e farmacisti a manifestare stamattina mercoledì 17 giugno davanti alla Farmacia del Pozzo di Modena per chiedere rispetto, tutele e il rinnovo del contratto nazionale scaduto a dicembre 2024. Lo sciopero nazionale delle farmaciste e dei farmacisti ha visto a Modena e provincia un’ottima partecipazione, oltre il 60% e con la chiusura totale di 4 farmacie.
La protesta, indetta in tutta Italia da Filcams, Fisascat e Uiltucs, punta a sbloccare la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale fermo da oltre 1 anno. Personale e sindacati chiedono un giusto adeguamento degli stipendi, che tenga conto dell’aumento del costo della vita e che valorizzi adeguatamente le professionalità. Allo stesso tempo però, si punta anche al riconoscimento del ruolo centrale che farmaciste e farmacisti svolgono, con sempre maggiore diffusione e presenza, come presidio sanitario di prossimità. “Questo sciopero così partecipato è la risposta ad un atteggiamento: da Modena e in tutto il paese il messaggio è stato chiaro, decine di piazze hanno ribadito che sindacati e lavoratori vogliono che sia riconosciuto un equo salario, l’aggiornamento continuo e costante delle competenze e turni di lavoro che permettano il bilanciamento dei tempi di vita e di lavoro” affermano Lisa Cataldo (Filcams Cgil), Alessandro Martignetti (Fisascat Cisl) e Lorenzo Tollari (Uiltucs Uil).
“Una giornata come quella di oggi rappresenta un tassello fondamentale per il movimento delle farmaciste e dei farmacisti in tutto il paese – spiegano i sindacalisti Filcams, Fisascat, Uiltucs – Adesso l’obiettivo deve essere il rinnovo del contratto. Lo stato di agitazione e gli scioperi continueranno se Assofarm non torna al tavolo e non prende sul serio le richieste delle farmaciste e dei farmacisti. La professionalità si riconosce, non si dà per scontata”.

