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Contrasto alle mafie, a Modena sindaco e assessore rilanciano le preoccupazioni dopo la decisione del CSM

Contrasto alle mafie, a Modena sindaco e assessore rilanciano le preoccupazioni dopo la decisione del CSM
foto d’archivio

Il sindaco Massimo Mezzetti e l’assessore alla Legalità Vittorio Ferraresi si associano alle preoccupazioni che da più parti emergono dopo la delibera della quinta commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, approvata lo scorso 11 giugno, che individua le procure collocate in zone ad alta densità mafiosa ai fini delle nomine dei vertici”. La delibera individua solo il sud e l’agro pontino romano come, appunto, “zone ad alta densità mafiosa” escludendo il nord del paese.

“Riteniamo questa scelta molto discutibile e preoccupante – spiegano il sindaco Mezzetti e l’assessore alla Legalità Vittorio Ferraresi – sia per gli effetti pratici che può determinare, sia per il messaggio culturale che contiene e che rischia di far abbassare la guardia nel contrasto alle mafie in zone dove, anche secondo la relazione della DIA, le associazioni criminali di stampo mafioso agiscono con effetti devastanti. Le mafie da tempo non conoscono più confini e il radicamento nelle regioni del nord Italia, a partire dalla Lombardia fino ad arrivare alla nostra Emilia-Romagna, è stato provato da ormai numerose inchieste e processi di enorme importanza come Aemilia.

E’ di tutta evidenza che l’esperienza accumulata di magistrati che hanno lavorato in questi processi è un patrimonio prezioso in quanto a competenze e capacità mentre questa delibera rischia di non valorizzarle adeguatamente e inoltre non destinare magistrati con esperienza a procure distrettuali che già da anni chiedono un potenziamento generale in termini di risorse e personale per il grande lavoro che sono chiamate a svolgere. Siamo quindi parte del movimento che si sta formando nella nostra Regione, a partire dalla presa di posizione dell’associazione Libera, per chiedere al CSM di rivedere questa decisione”.