Un programma organico di cura del centro storico che metta al centro manutenzione urbana, riqualificazione degli spazi pubblici, illuminazione, verde, sicurezza e rilancio delle attività economiche, anche attraverso l’Hub Urbano. E ancora, revisione della ZTL con l’ampliamento delle aree destinate ai residenti e agli altri utenti del centro, miglioramento della micromobilità e potenziamento della videosorveglianza, oltre a un monitoraggio costante dello stato del centro storico con l’analisi periodica dei temi legati a commercio, turismo e abitare.
È quanto chiede a sindaco e Giunta la mozione presentata da Grazia Baracchi di Spazio democratico con Alleanza verdi-sinistra, Movimento 5 stelle, PRI Azione Sl, Pd e Modena Civica e approvata dal Consiglio comunale nella seduta di lunedì 22 giugno (con il voto a favore di Pd, Avs, M5s, Spazio democratico e Modena Civica, contrario di FdI, Lega Modena e Modena in ascolto).
Aprendo il dibattito, Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha ricordato una mozione analoga presentata e votata in precedenza, sostenendo che “sarebbe corretto verificare se quanto votato l’anno scorso sia stato realizzato” prima di avanzare nuove proposte, richiamando l’esigenza di monitorare l’attuazione degli atti consiliari. Nel merito, ha espresso perplessità sull’ampliamento della ZTL, segnalando criticità legate ai permessi di accesso concessi ai turisti dei B&B e al presunto abuso di contrassegni per disabili nei fine settimana. Ha comunque ribadito di condividere l’obiettivo di valorizzare il centro storico.
Giovanni Bertoldi (Lega Modena) si è detto contrario alla proposta di ampliamento della ZTL, che a suo giudizio rischierebbe di creare problemi di accessibilità e parcheggio. Ha sostenuto che il vero nodo politico sia capire “se stiamo davvero salvando il centro storico”, denunciando la progressiva chiusura di attività commerciali e la loro sostituzione con garage, “una trasformazione che rischia di svuotare ulteriormente le strade”. Ha richiamato le difficoltà quotidiane dei residenti e ha elencato quelle che, a suo parere, sono le criticità: carenza di verde, manutenzione insufficiente, illuminazione disomogenea, attraversamenti poco sicuri e barriere per anziani e persone con disabilità.
Per Fratelli d’Italia, Luca Negrini ha espresso una critica durissima alle politiche degli ultimi dieci anni sul centro storico, attribuendo alla maggioranza la responsabilità del declino commerciale e residenziale dell’area. Ha denunciato “serrande chiuse, problemi di sicurezza e degrado urbano”, richiamando episodi di microcriminalità e difficoltà di vivibilità. Ha criticato la gestione di parcheggi e ZTL, affermando che “non si riesce a costruire nulla di nuovo” e, infine, ha contestato anche le politiche su mobilità e turismo, sostenendo che il centro sia in declino e che servano interventi radicali per evitarne la “morte definitiva”. Paolo Barani ha criticato la mozione, definendola una ripetizione di impegni già assunti e già deliberati, e ha contestato la narrazione di un centro storico in equilibrio, sostenendo invece “un peggioramento della qualità dell’abitare e della composizione sociale”. Ha inoltre sottolineato criticità legate alla sicurezza e alla vivibilità quotidiana, citando episodi di degrado e difficoltà di accessibilità per persone fragili. Infine, il consigliere ha accusato la mozione di essere una “autoaccusa sulla mala gestione del centro storico”.
Per il Pd, Federica Di Padova ha sostenuto che il futuro del centro storico rappresenta una delle principali sfide politiche per l’amministrazione, invitando a leggere le trasformazioni di Modena alla luce dei cambiamenti che stanno interessando molte città europee, dall’overtourism all’impatto dell’e-commerce, e sottolineando che “la politica ha il dovere di governare questi fenomeni”. Di Padova ha spiegato che il compito delle istituzioni è trovare un equilibrio tra turismo, commercio e residenza, ribadendo che “sicurezza, vivibilità e servizi dipendono dalla convivenza equilibrata di tutte queste funzioni”. Anche Luca Barbari ha condiviso l’idea che il centro storico abbia bisogno di “una visione organica” e di una strategia complessiva che integri manutenzione, sicurezza, turismo, verde, commercio e residenza. Ha ricordato il confronto pubblico promosso da Confcommercio come esempio della possibilità di costruire convergenze evitando “semplificazioni” e partendo dai dati reali. Ha inoltre ribadito la centralità dei residenti, sollecitando interventi sulla sosta per favorire chi vive in centro e maggiori controlli sui locali che, a suo giudizio, svolgono attività assimilabili all’intrattenimento musicale. Vincenza Carriero ha definito il centro storico “un sistema vivo che presenta criticità migliorabili attraverso interventi mirati e continui”. Ha sottolineato come, negli ultimi anni, si sia registrato un incremento significativo del turismo, definendo il centro e il su sito UNESCO “un gioiello da preservare non soltanto nei suoi monumenti, ma anche nella sua fruibilità”. Ha riconosciuto problemi legati a sicurezza, regolamentazione degli accessi e convivenza tra residenti e attività economiche ma ha evidenziato che “la soluzione sta nella negoziazione tra interessi diversi, nel confronto tra i problemi del commerciante così come del cittadino che abita al piano superiore”.
Laura Ferrari (Avs) ha definito la mozione “opportuna e sensata, perché ha spostato il dibattito dalla gestione dell’esistente alla domanda su che centro storico vogliamo tra cinque o dieci anni”. Ha sottolineato come il centro sia attraversato da equilibri delicati tra residenza, turismo, commercio, movida e mobilità, apprezzando l’approccio complessivo del documento. Ha sostenuto la necessità di creare più spazi pubblici gratuiti e accessibili e di governare la vita notturna, ma anche di promuovere un turismo culturale di qualità e intervenire su verde urbano e micromobilità, ribadendo che “un centro storico che vive di una sola funzione diventa fragile”.
Grazia Baracchi (Spazio democratico) ha rivendicato il lavoro svolto in precedenza, richiamando in particolare la trasformazione del Centro infanzia Mo.Mo di piazza Matteotti come esempio di intervento concreto per il centro storico. Ha ribadito che il documento propone un indirizzo politico fondato sul concetto di “equilibrio”, più volte richiamato come chiave per leggere le diverse esigenze del centro, evidenziando che le trasformazioni del commercio e le chiusure dei negozi sono fenomeni diffusi a livello nazionale: “Non possiamo arginare da soli dinamiche molto più grandi di noi, ma è necessario leggere i cambiamenti e provare a dare risposte”, ha concluso.
Anche Giovanni Silingardi (M5s) ha parlato del centro come di un delicato equilibrio tra funzioni diverse, affermando che “la loro sommatoria rende speciale un centro storico” e respingendo l’idea di modelli monofunzionali presenti in altre città europee. Ha insistito sul ruolo della sicurezza, della mobilità, della logistica e della ZTL come nodi da governare con interventi progressivi e dati alla mano. Silingardi ha concluso sostenendo che per il centro storico “c’è un piano e occorre stare dalla parte di chi lo difende”, valorizzando in particolare il progetto dell’Hub urbano.
Nel dibattito è intervenuto anche l’assessore a Promozione economica ed attrattività, Commercio, Suap, Artigianato, Pmi e cooperazione Paolo Zanca respingendo con decisione la narrazione di un centro storico in declino. L’assessore ha richiamato i dati sull’aumento dei residenti, sostenendo che il centro resta attrattivo e vitale. Ha riconosciuto le difficoltà del commercio, attribuendole però a fenomeni strutturali come e-commerce, grandi centri commerciali, cambiamenti nei consumi e passaggi generazionali. Ha poi evidenziato gli interventi già avviati dall’Amministrazione, dalle ordinanze sulla movida ai bandi per il commercio, fino all’Hub urbano, ribadendo che il centro storico è “un organismo complesso che vive di grandi equilibri”.
