“L’Amministrazione segue costantemente l’evoluzione della circolazione del virus West Nile attraverso il confronto con la Regione, l’Azienda Usl e la partecipazione al Gruppo tecnico regionale arbovirosi. Le attività di prevenzione sono coordinate nell’ambito del Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi, che coinvolge i diversi enti, ciascuno per le proprie competenze. Il sistema di sorveglianza si basa sul monitoraggio delle zanzare, degli uccelli, dei cavalli e degli eventuali casi umani, consentendo di individuare tempestivamente la presenza del virus e di attivare le misure previste per limitare il rischio di trasmissione”.
Lo ha spiegato la vicesindaca e assessora a Sanità, Salute e servizi connessi Francesca Maletti rispondendo a un’interrogazione sul tema “prevenzione e contrasto della diffusione del virus West Nile sul territorio comunale” presentata lunedì 29 giugno in Consiglio comunale da Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d’Italia. Nell’interrogazione si chiedeva un focus sulle azioni previste nei pressi di scuole, parchi pubblici, aree verdi e centri estivi; come vengano veicolate le informazioni ai cittadini; quali siano le misure di monitoraggio e contenimento della curva virale e quale la tipologia di protocollo, qualora risultino focolai.
Per quanto riguarda il Comune di Modena, Maletti ha spiegato che l’impegno è rivolto soprattutto alla lotta contro la zanzara comune, principale vettore del virus. Le attività comprendono trattamenti larvicidi programmati nelle caditoie e nei tombini pubblici, controlli sulla qualità degli interventi eseguiti e campagne di informazione rivolte ai cittadini, trattamenti adulticidi in caso di infestazioni intense e in siti sensibili come ospedali, scuole o strutture residenziali protette. La vicesindaca ha inoltre confermato l’ordinanza che disciplina le misure di prevenzione a carico dei privati, “nella consapevolezza che il contenimento delle zanzare richiede un’azione condivisa tra enti e cittadini”.
Per quanto riguarda il monitoraggio del virus, “in Italia è regolato dal Piano nazionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle Arbovirosi 2020-2025, prorogato fino al 31 dicembre 2026 – ha spiegato Maletti – Il documento integra in un unico Piano la sorveglianza veterinaria e quella dei casi umani, le attività di controllo previste per il West Nile con quelle utili all’individuazione precoce della circolazione del virus Usutu, nelle aree dove il virus è stato rilevato in passato e che spesso coincidono con quelle endemiche anche per il West Nile. Le attività di sorveglianza dei casi umani importati e autoctoni si attuano per tutto l’anno su tutto il territorio nazionale e dai primi di maggio a tutto novembre in tutte le Regioni nelle quali sia stata identificata un’area endemica, come la nostra. Il sistema di segnalazione raccoglie inoltre eventuali positività rilevate nelle donazioni di sangue, organi, tessuti e cellule. Il coordinamento è affidato all’Istituto Superiore di Sanità e al Ministero della Salute, mentre le Regioni definiscono le modalità operative sul territorio. Quanto al Comune di Modena, applica tutte le azioni di prevenzione e contenimento previste”.
Anche per quanto riguarda scuole, centri estivi e parchi, “il Comune applica le misure previste dal Piano regionale. Qualora il monitoraggio evidenzi la circolazione del West Nile, oltre agli interventi di disinfestazione, si potenzia la comunicazione e, in occasione di manifestazioni serali in parchi e aree verdi, si effettuano trattamenti straordinari con adulticidi e larvicidi porta a porta nelle aree circostanti. Analoghe misure sono richieste anche agli organizzatori privati di eventi all’aperto, attraverso specifica ordinanza”, ha spiegato Maletti.
Per tenere adeguatamente informata la cittadinanza, il Comune mette a disposizione una pagina dedicata sul proprio sito internet, diffonde comunicati e aggiornamenti e, in caso di emergenze sanitarie, informa i cittadini sui comportamenti utili a ridurre la proliferazione delle zanzare e il rischio di punture. Un ruolo centrale è svolto dalle campagne porta a porta, durante le quali gli operatori distribuiscono prodotti larvicidi, effettuano sopralluoghi per individuare ed eliminare i focolai larvali e forniscono indicazioni pratiche ai residenti.
Sono promosse iniziative nelle scuole – per far conoscere ai bambini il ciclo biologico della zanzara e l’importanza della prevenzione – e incontri pubblici con tecnici ed esperti: “Ne è un esempio il ‘Zanzara day’ che si è svolto in aprile alla scuola dell’infanzia San Remo, prevedendo anche un tavolo di confronto con Ausl, il settore Ambiente del Comune e la Pediatria di comunità, organizzato per offrire ai cittadini la possibilità di dialogare con le istituzioni in un’ottica educativa che ha visto al centro una riflessione più ampia, legata alla responsabilità e alla partecipazione degli adulti e del territorio, alla tutela del benessere dei bambini e alla salvaguardia dell’ambiente. I prossimi incontri pubblici dedicati al tema saranno martedì 7 luglio per il Quartiere 2, alle 20.30 nella Sala Pucci di Largo Pucci 40; giovedì 9 per il Quartiere 4, alla stessa ora alla Sala Curie di via Curie 22/B; mercoledì 15 in via Viterbo 80 per il Quartiere 3 e, infine, il 16 luglio in piazzale Redecocca per il Quartiere 1”, ha concluso la vicesindaca.
