La scuola modenese affronta un’estate decisiva: secondo una stima prudenziale della Cisl Scuola Emilia Centrale, per l’anno scolastico 2026/2027 occorre coprire entro settembre circa 1.200 posti di ruolo tra docenti e personale Ata. Non è una normale oscillazione di organico, ma il segnale di un sistema che ogni anno riparte con troppe caselle vuote. E attenzione: oggi stiamo parlando di professionisti a tempo indeterminato, ma parallelamente, dopo il 23 agosto, si aprirà la partita degli incarichi annuali. Meno posti di ruolo andremo a coprire, più forte sarà il ricorso ai precari, che sono già oltre le 2.200 unità nei ranghi della scuola modenese.
I NUMERI
Per i docenti la disponibilità può essere stimata tra 600 e 700 posti, tra infanzia, primaria, sostegno e secondaria. Sul versante Ata i posti nei principali profili sono almeno 572: 145 assistenti amministrativi, 59 assistenti tecnici e 368 collaboratori scolastici. Dietro queste cifre ci sono segreterie in affanno, laboratori senza supporto, plessi da vigilare, servizi essenziali da garantire e dirigenti costretti a gestire emergenze che non dovrebbero esistere.
UN FABBISOGNO CRONICO E PESANTE
“Questi dati dimostrano un fabbisogno pesante e strutturale. Reperire 1.200-1.300 persone sarà una vera caccia, ma non può diventare l’ennesima lotteria estiva. Le scuole modenesi hanno bisogno di docenti in cattedra e personale Ata di ruolo in servizio dal primo giorno di lezione – osserva Carmelo Randazzo, leader della Cisl Scuola Emilia Centrale –. Ogni ritardo, ogni posto lasciato a supplenza, ogni nomina arrivata a scuola già iniziata, significa scaricare su presidi, lavoratori, studenti e famiglie il prezzo di una programmazione insufficiente. Al di là del tasso fisiologico dei pensionamenti che lasciano scoperte le cattedre, dobbiamo riflettere anche sull’indice alto di trasferimenti. Significa che molti docenti e Ata scelgono di lasciare Modena, dove sappiamo che il costo della vita, di una casa, è diventato insostenibile per stipendi inadeguati”.
Posti disponibili non significa automaticamente assunzioni in ruolo. Le stabilizzazioni dipenderanno dal contingente autorizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, d’intesa con il Mef. Tradotto: se Roma autorizza meno posti del fabbisogno reale, le scuole continueranno con supplenze, corse contro il tempo e personale precario.
L’ESTATE DEL RECLUTAMENTO
Per i docenti le operazioni seguiranno tre passaggi. La prima fase, indicativamente entro il 30 luglio, riguarda le nomine ordinarie da graduatorie di merito dei concorsi e da Gae, le graduatorie ad esaurimento. La seconda fase, tra il 31 luglio e il 13 agosto circa, riguarda i posti di sostegno ancora liberi: qui si utilizza la prima fascia delle Gps sostegno, cioè le graduatorie provinciali per le supplenze. La terza fase è la “mini call veloce”: serve a coprire gli ultimi posti di sostegno chiamando docenti anche da altre province, e dovrebbe chiudersi entro il 21 agosto.
ORA TEMPI CERTI E TRASPARENZA
“Il punto – prosegue Randazzo – è semplice: le procedure devono essere rapide, trasparenti e comprensibili. Non basta annunciare assunzioni a livello nazionale se poi nei territori i posti restano scoperti o coperti tardi. Modena non può permettersi un altro settembre con cattedre vuote, segreterie sotto pressione e collaboratori insufficienti”.
La Cisl Scuola seguirà tutte le fasi delle immissioni in ruolo e delle nomine successive, con assistenza, consulenza e aggiornamenti.
“La stabilizzazione non è un favore ai lavoratori. È la condizione minima per garantire qualità didattica, continuità educativa, sicurezza e servizi efficienti. Meno precarietà significa scuole più forti. Una scuola che parte zoppa non è in grado di fare il proprio lavoro”, conclude Randazzo.
