
Accolti in municipio a Maranello i 15 bambini bielorussi ospiti delle famiglie dell’Associazione Chernobyl di Maranello, Fiorano e Formigine. Il gruppo, che dà il via al progetto “Accoglienza Solidarietà Pace 2026”, è composto da otto femmine e sette maschi, dagli otto ai 12enni, e rimarrà in Italia fino al 31 luglio, data prevista per il rientro nel loro Paese: un mese complessivo di permanenza in cui si alternano momenti di svago e vacanza a controlli sanitari. I giovani provengono tutti dai villaggi della provincia di Braghin, nella Regione di Gomel, considerata una delle aree maggiormente contaminate dal disastro nucleare di Chernobyl. Ad accoglierli in municipio, accompagnati dal presidente dell’associazione Paolo Fontana, il sindaco di Maranello Luigi Zironi. Particolarmente emozionante, durante l’incontro, il momento in cui i piccoli bielorussi hanno intonato l’Inno Nazionale del loro Paese. A Maranello la visita ha toccato anche l’Azienda Agricola Orto st’Orto e la sede del Gruppo Alpini, dove la delegazione ha pranzato insieme al vicesindaco Chiara Ferrari.
“Grazie ad un progetto di inviti privati delle famiglie accoglienti coordinate dalla nostra Associazione siamo riusciti a superare tutte le difficoltà burocratiche e politiche che ancora oggi si frappongono alla piena ripresa dei progetti di accoglienza dei bambini bielorussi in Italia”, spiega il presidente Paolo Fontana. A questo gruppo, inoltre, verranno affiancati quattro bambini ucraini già presenti sul territorio e accolti con le rispettive famiglie a partire dal 2022. L’edizione attuale segna un traguardo storico per l’organizzazione, che ci ha tenuto a rivolgere un ringraziamento anche alla Fondazione di Modena per il sostegno ricevuto. Come evidenziato dallo stesso Fontana, “Con questi 15 bambini l’Associazione raggiunge e supera il traguardo di 500 bambini accolti in oltre 30 anni di Progetto Chernobyl, un piccolo grande traguardo per il quale dobbiamo ringraziare tantissime persone, tante realtà associative e gli Enti Locali del territorio che non ci hanno mai fatto mancare il sostegno”. Un pensiero particolare è stato poi rivolto a chi rende possibile tutto questo a livello umano e pratico: “Soprattutto vogliamo ringraziare le 270 famiglie che in questi anni hanno aperto le porte delle loro case a questi bambini”.
