Si è tenuta ieri pomeriggio, nella cornice della Camera dei Deputati, la conferenza stampa di presentazione dell’Associazione “Mai Più Soli” e della relativa proposta di riforma normativa per la presa in carico dei malati psichiatrici. L’iniziativa, promossa alla presenza dell’On. Stefania Ascari (M5S) e moderata dal giornalista di Rai 1 Lorenzo Brancati, ha visto una straordinaria partecipazione, segnata dall’arrivo a Roma di una nutrita delegazione di cittadini partita in pullman direttamente da Modena.
I partecipanti hanno indossato la maglia simbolo dell’Associazione per testimoniare la vicinanza alla fondatrice, la modenese Francesca Rizzello, la quale ha interamente finanziato il viaggio della delegazione.
Sopravvissuta miracolosamente a diciannove coltellate inflitte sette anni fa dal fratello – affetto da una grave psicosi paranoide mai presa in carico dal servizio pubblico – Francesca Rizzello ha deciso di trasformare il proprio dramma personale in una mobilitazione nazionale.
Francesca Rizzello, fondatrice dell’Associazione “Mai Più Soli”:«Io mio fratello non l’ho mai odiato, neanche un giorno della mia vita. Io odio e disprezzo il sistema e chi non si è preso cura di lui. In una situazione normale avrebbe dato la vita per me, era una persona buona. Ma la malattia mentale, quando non viene curata e monitorata, ti macina dentro e trasforma chi ami in un carnefice: andava solo preso in carico e curato. Oggi ho deciso che le diciannove cicatrici che porto sulla pelle non saranno un segno di vergogna, ma il mio scudo per proteggere chi soffre in un silenzio atroce. La Legge Basaglia ha abbattuto i manicomi, ma ha scaricato il rischio vitale ed economico sulle famiglie. Questa è una battaglia di civiltà senza colore politico: lo Stato deve smettere di abbandonare i malati e condannare le madri».
La cordata di solidarietà e i servizi dell’Associazione
Per autofinanziare i servizi gratuiti dell’Associazione — tra cui uno Sportello Multidisciplinare con tutela legale, supporto psichiatrico di rete e percorsi di psicoterapia per i familiari —, Rizzello ha annunciato la decisione di devolvere per un anno intero l’intero utile della propria azienda, mettendo a disposizione competenze e tempo per le raccolte fondi. L’evento e la trasferta da Modena sono stati resi possibili grazie al contributo di parenti e amici — tra cui Alberto Benassati, ex compagno di Francesca e padre di suo figlio — e al sostegno delle aziende modenesi Termoidraulica Cavicchioli, Ristorante La Lampara e Natural Style Parrucchieri.
Al tavolo dei relatori, insieme ad Antonella Zarri (madre di Alice Scagni, uccisa nel 2022 dal fratello), all’Avv. Maurizio Punturieri e alla Dott.ssa Luisa D’Aniello (criminologa), è intervenuta la Dott.ssa Monica Sirotti, psicoterapeuta, che ha delineato il quadro clinico su cui si fonda la proposta di legge:
Dott.ssa Monica Sirotti, psicoterapeuta: «Quando una persona vive una psicosi grave, non ‘sceglie’ di non curarsi: non è più in grado di comprendere la gravità della propria situazione perché il cervello non distingue ciò che è reale da ciò che non lo è. Non possiamo continuare a usare un sistema che interviene soltanto se la persona chiede aiuto. È il sistema che deve raggiungere il paziente prima che sia troppo tardi. Il tempo, nella salute mentale, non è un dettaglio organizzativo ma una variabile clinica: ogni giorno perso può significare una vita che non riusciamo più a proteggere».
ASCARI (M5S): “MAI PIÙ SOLE LE FAMIGLIE, SERVE UNA RIFORMA CHE INTERVENGA PRIMA DELLA TRAGEDIA”
«Francesca Rizzello oggi è qui alla Camera non solo come vittima, ma per trasformare ciò che le è successo in una possibilità di cambiamento per tante altre persone e tante altre famiglie. Quando parliamo di salute mentale parliamo di vite quotidiane, di case, di famiglie che chiedono aiuto e troppo spesso non lo trovano. Non basta l’amore per stare accanto a un familiare con una malattia psichiatrica. Nessuno può e deve farlo da solo», dichiara la deputata M5S Stefania Ascari, che oggi ha ospitato alla Camera una conferenza stampa dedicata al caso di Francesca Rizzello, sopravvissuta a 19 coltellate inferte dal fratello affetto da gravi disturbi psichiatrici.
«In queste ore è arrivata la notizia della morte di Monica Esposito, la signora investita il 16 maggio nell’attentato a Modena. Alla sua famiglia voglio esprimere tutta la mia vicinanza. Quella strage, così come la storia di Francesca Rizzello, così come la vicenda di Alice Scagni ci ricordano, in modo durissimo, che la salute mentale è qualcosa che può cambiare il destino di una persona, di una famiglia, di una comunità intera. E quando i percorsi di cura si interrompono e non c’è un monitoraggio vero, il rischio non lo porta solo chi è malato, ma lo portiamo tutti» prosegue Ascari.
«Non possiamo più permetterci un sistema che interviene solo dopo, quando ci sono vittime, solo quando è troppo tardi. Perciò io accolgo e sottoscrivo le proposte di Francesca Rizzello. Quello che è successo a Francesca deve diventare il punto da cui si comincia a cambiare rotta affinché lo Stato sia più vicino alle persone e alle famiglie.» – conclude Ascari.
Contestualmente alla presentazione dell’Associazione, è stato depositato alla Camera un testo di riforma basato su quattro interventi d’urgenza:
- Obbligo di intervento e filtro medico: Attivazione d’ufficio del Centro di Salute Mentale (CSM) su segnalazione validata dal medico di base, superando il blocco del “mancato consenso” del paziente in stato di incapacità.
- Monitoraggio continuo: Visite periodiche bloccate in agenda, obbligo di terapie Long-Acting per i casi critici e responsabilità civile e penale in capo a chi firma le dimissioni.
- Strutture Protette e Centri Diurni: Reparti di lungodegenza suddivisi per gravità clinica (senza dimissioni coatte per mancanza di posti) e centri diurni occupazionali per il reinserimento sociale.
- Scudo Economico e Legale: Riforma dell’Amministratore di Sostegno per impedire che il rifiuto paranoico del malato escluda i familiari dalle decisioni mediche e patrimoniali.
