Modena ha il record nazionale del più piccolo “appartamento” attualmente proposto in affitto sui maggiori portali immobiliari. Si tratta di un locale in un ammezzato, da poco ristrutturato nel centro storico della città. E’ dotato di un fornello portatile e di un letto, ovviamente singolo; è presente un minuscolo angolo bagno, con la doccia ed il water condensati in pochi centimetri. All’ingresso sono stati incastrati un armadietto ed un frigorifero, che rendono poco agevole l’accesso degli occupanti.
Nell’inserzione viene ripetuta più e più volte l’esatta dimensione di questo “appartamento”, vale a dire 7 mq. Un record nazionale, al di sotto dei 9 mq di una unità immobiliare proposta in questi giorni a Bologna, e di quelle di 10 mq a Firenze, di 12 a Roma e 13 di Milano. Va detto che in questa classifica non sono state considerate le camere in affitto all’interno di appartamenti, di dimensioni a volte al di sotto di questi numeri. Il record nazionale di una unità autonoma, o presunta tale, è quindi nel centro storico di Modena, una città dove sono state condotte negli anni numerose operazioni immobiliari con speculazioni estreme, spesso denunciate dal SUNIA con numerosi rapporti prodotti con Federconsumatori e CGIL. E’ il caso della ristrutturazioni di appartamenti o villette, ricavando col cartongesso fino a 17 minuscole camere di 9 mq, con bagno in comune, proposte in affitto a 4-500 euro al mese. In questo caso la proposta economica, 200 euro mensili, può sembrare allettante per una città cara come Modena; ma c’è il trucco. Infatti bisogna aggiungere le spese, pari ad ulteriori 130 euro mensili. Si tratta di 1560 euro all’anno, una cifra evidentemente sproporzionata per soli 7 mq, anche considerata l’assenza di gas. Se si rispettassero le proporzioni nello stesso stabile un appartamento di 90 mq pagherebbe, tra condominio e luce, oltre 20.000 euro all’anno. Tutto questo, da ogni punto di vista, è illegale.
Fino al 2024 il limite dimensionale per una unità immobiliare era di 28 mq, ma se nei locali abitavano due persone i mq salivano a 38. Nel 2024, con il cosiddetto decreto Salvacasa, tale limite è stato ridotto rispettivamente a 20 e 28 mq, facilitando numerose speculazioni immobiliari. Tutto quello che è al di sotto di 20 mq non può essere proposto come abitativo; quindi nelle inserzioni si propongono contratti di natura commerciale, 6+6 anni, oppure transitori, specificando che in essi non è possibile ottenere la residenza. Tutto falso, perché nelle immagini a corredo delle inserzioni appare evidente l’utilizzo abitativo. In realtà, nonostante siano veicolati dai maggiori portali immobiliari, spesso la gran parte delle unità al di sotto dei 20 mq sono gestite con transazioni in nero, e non sono regolarmente denunciate. Così non sembra essere per l’immobile modenese, che viene proposto addirittura con un contratto a canone libero di 4+4 anni.
Una durata di 8 anni per un “appartamento” di 7 mq; anche questo ha l’aria di essere uno sgradevole record per la città di Modena.



