Durante un’ispezione in un ristorante nella zona pedecollinare di Modena, i militari hanno sequestrato circa 30 kg di alimenti, tra cui carni, paste fresche e semilavorati, per un valore di circa 500 euro. Parte di questi alimenti mancava delle etichette obbligatorie per la tracciabilità, mentre altri riportavano una data di conservazione già scaduta.
La tracciabilità è uno strumento essenziale per la sicurezza alimentare, poiché permette di ricostruire la provenienza degli alimenti e ritirarli prontamente se si presentano rischi. Il mancato rispetto delle indicazioni sulla conservazione, soprattutto per prodotti deperibili come carni e paste fresche, può comprometterne le condizioni igienico-sanitarie e aumentarne il rischio di degradazione.
All’interno della cella frigorifera sono state rilevate ulteriori carenze igienico-sanitarie, come la presenza di sporco accumulato nel tempo e materiali stoccati in modo scorretto, ostacolando le normali operazioni di pulizia. Le guarnizioni delle unità refrigeranti erano deteriorate e necessitavano di sostituzione. Inoltre, l’assenza di zanzariere agli infissi rappresentava un rischio per l’ingresso di insetti nelle aree di conservazione e manipolazione degli alimenti.
Queste condizioni possono compromettere l’efficacia delle pratiche di pulizia e sanificazione, favorendo contaminazioni degli alimenti e delle superfici. La scarsa efficienza delle apparecchiature frigorifere può influire negativamente sulla corretta conservazione dei prodotti deperibili.
Inoltre, durante i controlli è stata riscontrata un’altra irregolarità riguardante la trasparenza verso i consumatori: nel menù erano indicati prodotti a denominazione protetta che non risultavano presenti né nelle preparazioni né nelle scorte. L’indicazione di tali ingredienti è importante poiché può guidare le scelte dei clienti attribuendo alle pietanze caratteristiche qualitative specifiche, che devono rispecchiare la realtà dei prodotti usati.
Al termine degli accertamenti, al titolare dell’attività sono state imposte sanzioni amministrative per un totale di 7.000 euro, oltre al sequestro dei 30 kg di prodotti alimentari risultati irregolari.
