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Fotovoltaico in crescita a Modena, ma l’autoconsumo copre solo il 3% dei consumi: la sfida delle Comunità energetiche

Fotovoltaico in crescita a Modena, ma l’autoconsumo copre solo il 3% dei consumi: la sfida delle Comunità energeticheIl fotovoltaico modenese continua a crescere più velocemente della media dell’Emilia-Romagna, ma copre ancora una quota marginale del fabbisogno elettrico della città. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Istat “Ambiente urbano”, pubblicato il 9 settembre, che mette a confronto i dieci capoluoghi della regione su aria, energia e rifiuti.
Nel 2024 la potenza fotovoltaica installata nel Comune di Modena è salita a 39,1 kW ogni 100 abitanti (+19,2% sul 2023), con una produzione netta di327,9 kWh per abitante (+15,2%). Il dato più significativo riguarda l’autoconsumo, cioè la quota di energia prodotta utilizzata direttamente da chi possiede l’impianto invece di essere immessa in rete: a Modena è arrivato al51,1% (+20,8% sul 2023), tra i valori più alti dei capoluoghi emiliano-romagnoli, appena dietro Piacenza (53,2%) e alla pari con Reggio Emilia. Il trend è confermato anche a livello provinciale, dove l’autoconsumo sale al47,1% (+23,6% sul 2023).
Un margine di crescita ancora ampio, sottolinea CNA Modena: se si guarda al consumo elettrico complessivo della città — famiglie, imprese e pubblica amministrazione — i167,6 kWh per abitante autoconsumati dal fotovoltaico coprono appena il 3,2% del fabbisogno elettrico complessivo di Modena, stimato in circa 5.164 kWh per abitante all’anno.
È qui che, secondo l’associazione, entrano in gioco le Comunità Energetiche Rinnovabili (Cer): strumenti che permettono a famiglie, imprese, artigiani ed enti pubblici collegati alla stessa cabina primaria di condividere l’energia rinnovabile prodotta localmente, beneficiando di incentivi statali sull’energia autoconsumata collettivamente. Per le imprese artigiane — spesso con tetti troppo piccoli, capitali limitati o sedi in affitto — le Cer offrono un modo per accedere ai vantaggi dell’autoconsumo senza dover investire individualmente.
“I numeri confermano che Modena sta crescendo bene sul fotovoltaico, meglio della media regionale sia in città sia in provincia – dichiara Giorgio Falanelli, responsabile delle politiche per l’energia di CNA Modena – ma da soli gli impianti privati non bastano a coprire il fabbisogno energetico del territorio: le Comunità energetiche possono moltiplicare questi benefici, mettendo in rete famiglie e imprese e permettendo anche a chi non può installare un proprio impianto di partecipare alla transizione energetica. In questo quadro, investire nelle cosiddette aree idonee, come definite dalla recente Legge regionale, significa accelerare lo sviluppo delle rinnovabili privilegiando capannoni, parcheggi, aree produttive e superfici già urbanizzate, limitando il consumo di nuovo suolo agricolo. Occorre inoltre collegare la nuova produzione alle esigenze del sistema produttivo, anche attraverso contratti di lungo termine, capaci di favorire l’incontro tra produttori e imprese consumatrici e di offrire alle PMI maggiore stabilità e prevedibilità dei costi energetici, rafforzandone la competitività”.
Il tema si intreccia con quello della qualità dell’aria, il vero punto critico del rapporto Istat per Modena: nel 2024 la città ha registrato52 giorni di superamento del limite giornaliero di PM10 (contro un tetto di legge di 35), il valore peggiore tra i capoluoghi dell’Emilia-Romagna e in aumento rispetto ai 41 giorni del 2023.
CNA Modena, la cui attività è stata alla base della costituzione della prima Cer cittadina, Energie modenesi, mette a disposizione delle imprese e dei cittadini un servizio di orientamento, per informare gli imprese e cittadini su requisiti, incentivi e opportunità di partecipazione alla Cer. Per informazioni: www.energiemodenesi.it tel. 059 418546 | cerenergiemodenesi@modena.cna.it