Home Modena Trent’anni di teatro senza barriere: Modena celebra il Laboratorio Teatrale Inclusivo

Trent’anni di teatro senza barriere: Modena celebra il Laboratorio Teatrale Inclusivo

Trent’anni di teatro senza barriere: Modena celebra il Laboratorio Teatrale Inclusivo
La parte di edificio dell’ex Enel recuperata con il secondo stralcio di lavori di realizzazione del Teatro delle Passioni

Una mostra, un libro e tre giorni dedicati all’incontro tra arte, inclusione, formazione e comunità: festeggia così trent’anni di attività il Laboratorio teatrale inclusivo (LTI) di Modena – oggi gestito dall’associazione Officina delle API – Arti per l’inclusione per conto del Comune di Modena – che utilizza l’arte come spazio di incontro e di trasformazione per valorizzare le differenze e promuovere una cultura fondata su umanità, rispetto, partecipazione e solidarietà.

Il programma prevede una serie di eventi racchiusi nel progetto “Fare comunità attraverso le Arti – 1996-2026 Trentennale del Laboratorio teatrale inclusivo di Modena”, sostenuto da Fondazione di Modena con il patrocinio e il sostegno del Comune e con il patrocinio dell’Ausl, presentato questa mattina, martedì 22 settembre, nel corso di una conferenza stampa in Municipio alla presenza della vicesindaca Francesca Maletti, della coordinatrice e aiuto regia del Laboratorio teatrale inclusivo Sara Di Fabrizio, del presidente della Fondazione di Modena Matteo Tiezzi e di Massimo Zucchini, direttore sociosanitario dell’Ausl.

Ad aprire le celebrazioni è la mostra diffusa “La verità del primo gesto”, a cura di Anela Celebic. Allestita negli spazi della Sala dei Passi perduti del Palazzo Comunale e qui visitabile da oggi fino all’11 ottobre, prevede ulteriori allestimenti anche all’ex Diurno, nella hall del Teatro delle Passioni e presso la Bottega delle Idee con foto e proiezioni video in esposizione fino al 31 ottobre. Attraverso un’operazione di “estrazione dell’icona” dall’archivio storico, la mostra trasforma la staticità di documenti fotografici in diverse espansioni di un dettaglio o in “micro-azioni” foto e video. Non una semplice documentazione, ma un atto di cura che rende visibile l’invisibile, restituendo dignità e verità a ogni corpo in scena.

Per quanto riguarda il volume “Coesistere in Scena. Trent’anni del Laboratorio teatrale inclusivo di Modena (1996-2026)” di Sandra Degli Esposti Elisi e Sara Di Fabrizio, riunisce in 160 pagine trent’anni di storie e spettacoli, raccogliendo le testimonianze di chi in prima persona ha costruito e vissuto l’esperienza del Laboratorio teatrale inclusivo: dall’ideatrice Claudia Melli all’antropologa Sandra Degli Esposti Elisi, la coordinatrice Sara di Fabrizio, il regista Ulisse Belluomini e il videomaker Stefano Daniele Orro. Presenti anche approfondimenti di Eleonora Lazzaro, del regista teatrale Olivier Couder e una intervista al regista Davide Iodice sulla sua esperienza con la scuola elementare del Teatro di Napoli.

E ancora, la rassegna “Inclusive HeArts – Trent’anni e tre giorni di talking, danza, teatro e workshop” al Teatro delle Passioni dall’8 al 10 ottobre. Si comincia giovedì 8 alle 10.30 con una matinée dedicata alle scuole superiori con “Fragore – studio sul Genesi”, spettacolo del Laboratorio teatrale inclusivo con la regia di Ulisse Belluomini e l’aiuto regia di Sara Di Fabrizio, cui seguirà un incontro con le attrici e gli attori del Laboratorio teatrale inclusivo. In occasione dei 30 anni, il gruppo si immerge nelle pagine del Genesi per risvegliare la materia viva delle prime creazioni, dei primi gesti e delle prime parole. Con tono ironico e dissacrante, il dialogo tra le Mogli di Noè e il gruppo dei Noè riflette sulle ansie contemporanee e, tra dilemmi quotidiani, dubbi e l’urgenza di costruire un’arca in soli 40 giorni, emerge la capacità ricca di speranza dell’umanità di cooperare e salvarsi insieme. Alle 20 è la volta dello spettacolo di danza inclusiva “Un Mare”, con le coreografie di Elena Giachetti, a cura di Anffas Modena APS. Alle 21 sarà proiettato il docu-film “Tutti alla stessa altezza”, retrospettiva dei 30 anni del Lti tra spettacoli e interviste, con la regia di Stefano Daniele Orro.

Venerdì 9, dalle 17 alle 19 si terrà il workshop “Corpi in Divenire. Metodologie di Genesi Teatrale Inclusiva”, aperto a persone con disabilità, educatori, operatori sportivi e insegnanti e valido come momento formativo del Memo. Alle 21 appuntamento con la replica di “Fragore – studio sul Genesi”.

Sabato 10 alle 9.30 la giornata inizia con la proiezione del corto “Altro che stare in casa” di Stefano Daniele Orro. Alle 10 è la volta della lectio magistralis “Corporeità, relazioni, comunità. L’arte come esperienza educativa di benessere” a cura di Chiara Panciroli, docente ordinario di pedagogia e didattica dell’arte all’Università di Bologna. Poi, dalle 10.45 alle 13 si svolgerà la tavola rotonda “Fare comunità, includere ad arte” alla quale interverranno, tra gli altri, i registi Olivier Couder e Davide Iodice. La tre giorni si chiude alle 18 con il pluripremiato spettacolo di teatro danza “Down”, a cura del Collettivo Clochart di Rovereto. Lo spettacolo racconta la paura di una madre di mettere al mondo una figlia con sindrome di Down e del coraggio di una figlia di affrontare le paure a cui la vita la sottopone. Una storia d’amore fatta di pazienza, ascolto e dove la bellezza giace nelle carezze e nei silenzi.

Per informazioni e prenotazioni scrivere a officinadelleapi@gmail.com o consultare il sito www.officinadelleapi.org.