In occasione della Giornata mondiale del pane, Assopanificatori Confesercenti Modena celebra i forni artigianali e invita i cittadini a scegliere ogni giorno il pane fresco del proprio panificio di fiducia, per difendere qualità, lavoro e vita dei paesi.
Ogni mattina, prima dell’alba, si accendono i forni artigianali di Modena e provincia, dalla Bassa fino ai borghi dell’Appennino. Il forno, soprattutto nei piccoli centri, non è una semplice attività commerciale: è un presidio sociale, un luogo di incontro e un punto di riferimento per l’intera comunità. Oggi, però, questo patrimonio culturale ed economico è gravemente a rischio.
«Il settore della panificazione artigianale sta affrontando una vera e propria “tempesta perfetta”. In dieci anni le imprese in provincia di Modena sono calate di oltre il 15%. A pesare sui bilanci sono innanzitutto gli altissimi costi di energia elettrica e gas, necessari per alimentare forni, impastatrici e celle di lievitazione, uniti ai continui rincari di farine e materie prime, che erodono margini ormai ridotti al minimo», afferma Maria Durante, referente di Assopanificatori Confesercenti Modena. «A peggiorare il quadro si aggiunge la concorrenza di chi propone pane a prezzi stracciati, spesso ottenuto da semilavorati surgelati e semplicemente dorati nel punto vendita, ma spacciato per pane fresco. Una differenza che il consumatore fatica a percepire rispetto al pane impastato, lievitato e cotto in giornata».
«Inoltre – aggiunge Durante – dobbiamo fare i conti con la crisi del ricambio generazionale: gli orari notturni e la fatica fisica allontanano i giovani, e trovare personale qualificato è diventato un grosso problema. Quando un forno abbassa la serranda, raramente riapre, e con esso scompare un sapere antico».
Il valore del pane fresco
Assopanificatori ribadisce il valore della produzione artigianale. Il vero pane fresco nasce da tempi distesi: lievitazioni prolungate, farine selezionate, uso del lievito madre. Il risultato è un prodotto fragrante, altamente digeribile e dal gusto unico, che l’industria non è in grado di replicare.
Il suo valore è anche sociale ed economico: significa filiera corta, lavoro per il territorio e vitalità per i centri storici e le piccole frazioni, dove il panificio è spesso l’ultimo negozio di vicinato rimasto aperto, un servizio essenziale soprattutto per una popolazione sempre più anziana.
Il negozio di prossimità è anche un luogo di relazioni quotidiane: al mattino i bambini si fermano a prendere la merenda, l’anziano passa per la sua piccola spesa e trova un saluto e una parola gentile. Un gesto semplice che tiene viva la comunità.
Sul piano normativo, la legge è chiara: può denominarsi «pane fresco» unicamente il pane prodotto con un processo continuo, senza ricorso a congelamento o decongelamento. Una regola fondamentale a tutela della qualità, che richiede però controlli rigorosi e capillari per essere fatta rispettare.
Le richieste
Per garantire un futuro alle imprese del settore, Assopanificatori chiede innanzitutto un sostegno economico contro il caro energia e gas, con incentivi per la transizione verso macchinari ad alta efficienza, e una semplificazione burocratica con agevolazioni per l’apprendistato e la formazione dei giovani, per favorire il ricambio generazionale.
Serve inoltre un controllo severo sull’uso della dicitura «pane fresco», affiancato da campagne di informazione che aiutino i consumatori a riconoscere il pane davvero fresco.
«Scegliere di acquistare il pane sotto casa è un piccolo gesto quotidiano con un impatto enorme: significa sostenere il lavoro locale, la qualità e l’economia del territorio. Difendere i forni artigianali modenesi vuol dire, in ultima analisi, custodire un pezzo fondamentale dell’identità della nostra provincia», conclude Durante.
Confesercenti Modena aderisce alla campagna regionale, promossa dalla Regione Emilia-Romagna, dall’Associazione Regionale Panificatori e dalle associazioni di categoria per valorizzare il pane fresco artigianale. Maggiori informazioni su www.panedellemiliaromagna.it.
