TAORMINA (ITALPRESS) – Il turismo green e quello enogastronomico non sono più semplici nicchie di mercato, ma veri pilastri strategici dell’economia della Sicilia in questo comparto. Gli ultimi dati di settore fotografano una transizione netta della domanda: oltre il 70% dei turisti che scelgono l’isola inserisce come priorità assoluta la ricerca di esperienze culinarie legate alla sostenibilità e alla tutela delle biodiversità locali. Tema al centro del convegno “Grandi eventi sostenibili quale motore del turismo”, promosso da NationsAward – Thinkingreen, presieduti da Michel Curatolo, che ha riunito al Grand Hotel San Pietro istituzioni, vertici della filiera alberghiera ed esperti nazionali per tracciare la road map dello sviluppo territoriale.
La sostenibilità ambientale si incrocia con quella economica delle imprese ricettive, un binomio che trova la sua chiave di volta nella destagionalizzazione e nella gestione dei flussi fuori dall’alta stagione. Su questo è intervenuto Roberto Ruocco, amministratore delegato di Lindbergh Hotels, la società alberghiera che gestisce il noto albergo taorminese, il quale ha portato anche i saluti del presidente Nardo Filippetti e del direttore del San Pietro Piero Benigni: “Accogliere questo dibattito al Grand Hotel San Pietro conferma il nostro impegno per un’ospitalità d’alta gamma che sposa i principi della sostenibilità”.
Nel primo panel, moderato da Maurizio Scaglione, sono intervenuti il presidente della Camera di Commercio di Messina Ivo Blandina, che ha sottolineato l’importanza di queste nuove forme di turismo; il presidente dell’associazione albergatori Taormina Gerardo Schuler, il quale ha parlato dell’importanza del miglioramenti dei servizi ma anche degli incentivi fiscali per la destagionalizzazione e agevolazioni per la mobilità dei lavoratori; il senatore Salvo Pogliese, componente XI Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, che ha portato i saluti dell’assessora regionale al Turismo Elvira Amata, e poi ha ricordato come “le Isole Baleari hanno riscontrato 63 milioni di pernottamenti mentre Malta, molto più piccola della Sicilia, circa 25 milioni, dunque la Sicilia deve e può fare ancora di più”. Tra i relatori anche il direttore generale di Federalberghi Alessandro Massimo Nucara, il presidente del centro studi AVA (Associazione Veneziana Albergatori) Claudio Scarpa, il presidente della Fondazione Taormina Arte Cultura Bernardo Campo, il presidente del Messina Tourism Bureau Gaetano Majolino, il delegato area turismo Sicindustria Messina Nazareno Foti; la presidente della Fondazione Taormina Valeria Brancato, che ha parlato delle azioni messe in campo dalla Fondazione per realizzare eventi anche durante il periodo invernale; la presidente di ISNART (Istituto nazionale ricerche turistiche) Loretta Cedraro.
L’iniziativa, supportata dal partner Zenith guidata dall’Imprenditore Santi Bruno che ha ricevuto un riconoscimento per il suo impegno, è stata patrocinata da Comune di Taormina, Città metropolitana di Messina, Camera di commercio di Messina e Sicindustria.
I dati sulla centralità del fattore agroalimentare approfonditi nel panel su “Enogastronomia e turismo – Il gusto come destinazione” coordinato da Santi Cautela. L’esperta di turismo enogastronomico di fama nazionale Roberta Garibaldi ha confermato il cambio di paradigma nei comportamenti d’acquisto dei viaggiatori: “Il cibo è diventato uno dei principali motori di attrattività turistica e la Sicilia possiede un patrimonio straordinario. In un’indagine all’estero su 5 mercati internazionali il 57% degli intervistati indica la Sicilia per futuri viaggi enogastronomici. Spicca in particolare l’Etna scelta come prima destinazione con oltre il 40% competendo con Chianti e Montepulciano. C’è un forte interesse nella ricerca di aziende agricole, cantine vinicole, produttori. Solo l’11% avviene in inverno, questo dato potrebbe essere un’opportunità per aumentare i flussi di questo tipo nei mesi meno gettonati”.
Un approccio pratico su cui si sono confrontati anche gli chef Vincenzo Candiano della locanda Don Serafino (stella Michelin), Pietro D’Agostino de La Capinera (stella Michelin), l’executive chef del San Pietro Luca Miuccio e il direttore di Culture & Terroir Paolo Li Rosi. A margine dei lavori, per i festeggiamenti del 20° anniversario del Premio Nations Award sono stati consegnati riconoscimenti ad eccellenze del territorio in vari comparti: tra gli altri, il comico Sasà Salvaggio e alcuni maestri pasticceri che si sono distinti nella valorizzazione delle materie prime artigianali: Caffè Luca di Bronte, rinomato per la coltivazione e lavorazione diretta dolciaria del pistacchio, Calcagno Vini e i maestri pasticceri catanesi Bonvegna e Verona.
Michel Curatolo ha infine annunciato la data della XXI edizione dei Nations Award – Thinkingreen che si svolgerà sabato 26 giugno 2027.
-foto ufficio stampa Nations Award –
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