Il gruppo Comune di Modena chiude il 2025 con un patrimonio netto di oltre 1,7 miliardi di euro. È quanto emerge dal Bilancio consolidato, approvato dal Consiglio comunale nella seduta di lunedì 26 ottobre e che fotografa la situazione economica e patrimoniale del Comune insieme a quella degli enti e delle società che fanno parte del gruppo. Il documento, illustrato in aula dall’assessore al Bilancio Vittorio Molinari, registra un patrimonio netto di 1.715.768.539,71 euro e un risultato economico consolidato negativo per circa 2,7 milioni, legato principalmente alle rettifiche contabili necessarie per eliminare le operazioni economiche tra il Comune e le società del gruppo, così da rappresentare correttamente i saldi consolidati, evitando che le stesse somme vengano conteggiate più volte. La delibera comprende anche la verifica finale sulle società partecipate per l’esercizio 2025 e il monitoraggio infrannuale 2026. A favore del documento hanno votato Pd, Avs, Pri-Azione-Sl, Spazio democratico e M5s; contrari FdI, Lega Modena, Pluralia, Modena in ascolto e Modena per Modena.
Insieme alla delibera sono stati votati anche due emendamenti presentati da Fratelli d’Italia e illustrati da Elisa Rossini. Facendo riferimento all’ammanco riscontrato in aMo, gli emendamenti proposti chiedevano modifiche ai due allegati alla delibera, relativi al controllo e al monitoraggio infrannuale delle società partecipate dal Comune. Questo con l’obiettivo, ha spiegato Rossini, da un lato (primo emendamento), di fare emergere in modo più chiaro “quelli che sono stati gli accadimenti ormai noti” e l’attività di regolarizzazione messa in atto e “finalizzata a porre rimedio alle irregolarità”; dall’altro (secondo emendamento), specificare meglio “le somme realmente incassate” sul totale dell’ammanco e il fatto che è stato adottato il “Modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.lgs 321/2001”. Entrambi gli emendamenti sono stati respinti con il voto contrario di Pd, Avs, Pri-Azione-Sl, Spazio democratico, M5s e quello a favore di FdI, Lega Modena, Pluralia, Modena in ascolto e Modena per Modena.
Illustrando il Bilancio, l’assessore ha precisato che a fronte di un risultato di esercizio “lordo” pari a oltre +4,4 milioni di euro, il risultato economico consolidato è invece negativo per poco più di 2 milioni e 693 mila euro. Questo, ha spiegato, “è dovuto all’elisione di circa 6,8 milioni di euro di contributi alla società di trasformazione urbana CambiaMo, insieme a quella dei dividendi distribuiti da Farmacie comunali spa”. “La trasformazione del risultato inizialmente positivo in uno negativo – ha aggiunto – è quindi legata soprattutto a un meccanismo tecnico di consolidamento dei bilanci, dovuto al fatto che i contributi vengono contabilizzati in modo diverso nel bilancio del Comune e in quello della società che li riceve”.
Il Bilancio consolidato comprende anche alcuni tra gli enti strumentali controllati e partecipati, le società controllate e quelle partecipate dal Comune. I soggetti da includere sono individuati sulla base di criteri di rilevanza, determinati confrontando i principali valori di bilancio delle singole realtà con i corrispondenti parametri del bilancio dell’ente locale.
Nel dettaglio, rientrano nel perimetro di consolidamento Amo, Asp Ghirlandina Modena, CambiaMo, Emilia-Romagna Teatro Fondazione, Acer Modena e Farmacie Comunali di Modena, considerate rilevanti in quanto presentano parametri di bilancio superiori al 3 per cento rispetto alla posizione patrimoniale, economica e finanziaria del Comune. Si aggiungono Fondazione Cresci@Mo, partecipata al 100 per cento, e Lepida e Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile (Aess), in quanto organismi in house. È stata inoltre inclusa volontariamente ForModena, per un totale di dieci soggetti che concorrono alla formazione del Bilancio consolidato.
Il documento consente di conoscere, a consuntivo, il risultato economico e la consistenza patrimoniale dell’insieme di enti e società che fanno capo all’Amministrazione comunale. Rappresenta quindi uno strumento utile per programmare, gestire e monitorare l’andamento complessivo delle partecipazioni, offrendo una visione d’insieme delle condizioni economiche, patrimoniali e finanziarie del gruppo e contribuendo a colmare eventuali lacune informative.
La delibera ha riguardato anche la verifica sulle società partecipate, con un esame che ha coinvolto CambiaMo spa, ForModena, Amo spa, Farmacie comunali, Seta spa e Fondazione Cresci@Mo, oltre a Lepida e Aess in quanto organismi in house. La normativa prevede infatti che gli enti locali definiscano, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, un sistema di controlli sulle società partecipate non quotate. Le verifiche sono svolte dalle strutture dell’ente, che ne sono responsabili. Per Hera, sottoposta alla vigilanza della Consob, e Banca Etica, vigilata da Banca d’Italia, il controllo riguarda invece gli equilibri finanziari.
