“Bene che l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po abbia ascoltato le richieste provenienti dal territorio, di cui la Regione si era fatta portavoce. Da parte nostra, continueremo a operare affinché ci sia la massima partecipazione da parte di tutti i soggetti interessati e, in parallelo, procederemo alla programmazione delle opere urgenti”.
Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, alla notizia della proroga al 31 maggio del termine per la presentazione delle osservazioni al progetto di variante al Pai Po, adottato con deliberazione Cip n. 13 del 18 dicembre 2025. Proroga disposta con decreto dal neo segretario generale di Adbpo, Alessandro Delpiano.
La Regione aveva ricevuto da diversi Comuni, il cui territorio rientrava in quello interessato dalla variante al Pai Po, messaggi di preoccupazione rispetto alla scadenza, il 30 marzo, indicata all’atto della pubblicazione per il deposito delle osservazioni. Preoccupazione manifestata alla Regione non solo dalle amministrazioni comunali, ma anche dalle associazioni imprenditoriali e agricole.
“Ringrazio il segretario generale Delpiano, per la sensibilità e l’attenzione mostrate- prosegue de Pascale-. Parliamo di un piano molto complesso, che se da una parte prevede la pianificazione di diverse opere fondamentali su cui c’è pieno accordo e urgenza di partire, dall’altro ha aperto scenari, in particolare quelli legati alla tracimazione controllata, sui quali il livello di approfondimento e confronto con la Regione, i Comuni, i Consorzi di bonifica e il territorio non sono ancora stati assolutamente sufficienti”.
“Mentre si completa il percorso che porterà alla definitiva approvazione della variante al Pai Po- conclude il presidente- come Regione procederemo in parallelo alla programmazione delle opere urgenti su cui il decreto legge 65, anche in seguito dell’approvazione del riparto nella Cabina di coordinamento voluta dal commissario straordinario Curcio, ci ha consegnato 919 milioni di euro per realizzarle”.
