Il progetto di Autostrada Campogalliano Sassuolo SpA (Autocs) per la bretella Campogalliano-Sassuolo “non potrà entrare in fase esecutiva senza aver presentato e ricevuto approvazione formale da parte del Gestore (Hera spa) e di Atersir” che già nel 2020 lo hanno bloccato a causa della “piena interferenza dell’infrastruttura autostradale con l’area di tutela assoluta del pozzo C2”. Pozzo che “rappresenta una quota sostanziale dell’approvvigionamento idrico dell’acquedotto del Comune di Modena”. Con queste parole l’assessore all’Ambiente Vittorio Molinari ha risposto in Consiglio comunale, giovedì 5 marzo, all’interrogazione della capogruppo di Modena per Modena, Maria Grazia Modena, sul pozzo acquifero C2 di Marzaglia e il tracciato della bretella Campogalliano-Sassuolo.
All’origine dell’interrogazione della consigliera Modena, il fatto che il tracciato della bretella, se non modificato, intercetterà il pozzo C2, mettendo a rischio sia la quantità che la qualità dell’acqua fornita ai cittadini modenesi. Uno scenario emerso anche in occasione della conferenza stampa del Comitato No Bretella tenutasi il 22 novembre scorso. Alla luce di tutto ciò, la consigliera ha così chiesto all’Amministrazione di verificare immediatamente “quanto riportato dalle associazioni” e, in caso di conferma, di attivarsi con urgenza per garantire la messa in sicurezza del pozzo e dell’area ad esso limitrofa. Oltre a chiedere di valutare se esistono i “presupposti per procedere con un esposto alla Procura della Repubblica, perché si attivi nell’ambito delle sue competenze”.
Nel rispondere alla consigliera Modena, l’assessore Molinari ha ricostruito la vicenda relativa al pozzo C2 di Marzaglia citando direttamente i documenti ufficiali intercorsi tra i soggetti coinvolti e mostrando come già nel 2020 fossero stati espressi pareri tecnici contrari molto chiari. Dopo aver ricordato che il pozzo rappresenta una quota sostanziale dell’approvvigionamento idrico di Modena, Molinari ha infatti richiamato il parere espresso da Atersir il 21 luglio 2020, nel quale l’Agenzia aveva evidenziato “la piena interferenza dell’infrastruttura autostradale con l’area di tutela assoluta del pozzo C2” e concluso che la proposta inviata non poteva essere accolta “in quanto non sufficientemente cautelativa”, indicando la necessità di uno studio per lo spostamento del pozzo con garanzia di pari qualità e quantità della risorsa idrica.
Analoga posizione era stata ribadita pochi giorni dopo anche dal gestore del servizio idrico Hera Spa, che il 31 luglio 2020 prescriveva: “Risulta necessario provvedere, con onere e cura a carico di Autocs al rifacimento di uno o più pozzi che possano garantire una portata analoga a quella del pozzo preesistente da dismettere”, precisando che il pozzo non potrà essere messo fuori servizio prima dell’attivazione delle nuove opere.
Alla luce di questa ricostruzione documentale, Molinari ha quindi chiarito che, ad oggi, non risulta pervenuta “evidenza formale di una progettazione risolutiva dell’interferenza con il pozzo C2, al di là di interlocuzioni tecniche” e che, in ogni caso, “il progetto non potrà entrare in fase esecutiva senza la presentazione e l’approvazione formale da parte del gestore del servizio idrico e di Atersir”. Lo stesso assessore ha accennato ad altre opere che sono da eseguire per ovviare alle interferenze di tutto il tracciato della Bretella rispetto alla rete acquedottistica, fognaria, elettrica e del gas.
Per quanto riguarda la possibilità di un esposto alla Procura della Repubblica, l’Assessore ha precisato che allo stato attuale si rileva la mancanza di atti o fatti che possano ritenersi illeciti o illegittimi.
Concludendo, Molinari ha ribadito l’attenzione dell’Ammirazione per la vicenda, sottolineando come “la tutela delle risorse idriche superficiali e sotterranee, specialmente quando sono fonte di approvvigionamento idropotabile dell’acquedotto di Modena, costituisce una posizione politica prioritaria, fondamentale per la salute e la qualità della vita dei cittadini modenesi”.
