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Sindrome del bambino scosso, iniziative di sensibilizzazione in tutta la provincia modenese

Sindrome del bambino scosso, iniziative di sensibilizzazione in tutta la provincia modeneseOltre 150 città coinvolte, infopoint con operatori sanitari e monumenti storici illuminati di arancione. L’11 e il 12 aprile tornano le Giornate nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso (Shaken Baby Syndrome), per accendere i riflettori su un trauma cerebrale che, in un caso su quattro, può portare al coma o alla morte del bambino.

Come ogni anno, le Aziende sanitarie modenesi assieme ai Comuni e associazioni di volontariato, aderiscono alle Giornate di sensibilizzazione promuovendo varie iniziative su tutto il territorio provinciale.

A Modena sabato 11 aprile sarà allestito un infopoint in Piazza Mazzini, dalle ore 9 alle 19, grazie alla collaborazione tra operatori sanitari della Pediatria di Comunità, del Consultorio e della Neuropsichiatria Infantile di Ausl Modena, del reparto di Neonatologia e della Pediatria dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, saranno presenti anche volontari di associazioni che sostengono la genitorialità. Alle 11.30 saranno presenti all’infopoint la vicesindaca e assessora alla Sanità del Comune di Modena Francesca Maletti e il Direttore del Distretto sanitario di Modena Andrea Spanò e la Direttrice della Pediatria AOU di Modena Barbara Predieri. Per promuovere la sensibilizzazione verso questo tema, il Comune di Modena ha predisposto, nelle giornate 11 e 12 aprile, l’illuminazione di arancione delle fontanelle di Piazza Roma e del Diurno di Piazza Mazzini, in collaborazione con Hera spa.

A Modena e Sassuolo punto informativo anche nella sala d’attesa della Pediatria di Comunità (sede del Distretto sanitario) venerdì 10 aprile dalle ore 8:30 alle ore 13. A Castelfranco Emilia infopoint presso la Casa della comunità sabato 11 aprile al mattino e sempre nel Distretto di Castelfranco sarà allestito un banchetto informativo nella Casa della comunità di Bomporto lunedì 13 aprile al mattino. A Pavullo infopoint nell’atrio dell’Ospedale sabato 11 aprile dalle 9.30 alle 12.30.  A Mirandola infopoint in piazza Costituente sabato 11 aprile  dalle 10:30 alle 12, a Carpi infopoint nell’atrio dell’Ospedale, nella Pediatria ospedaliera e nel reparto di Ostetricia e Ginecologia domenica 12 aprile dalle 10.30 alle 12.

Promosse da Terre des Hommes e SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica), le Giornate rappresentano l’evento centrale della campagna NONSCUOTERLO!, nata nel 2017 per informare e sensibilizzare sulla Shaken Baby Syndrome: una condizione grave che può derivare dallo scuotimento violento di un neonato, spesso in risposta a un pianto inconsolabile. Un gesto che può avere conseguenze gravissime, ma che può essere evitato con una corretta informazione.

L’iniziativa, che nell’edizione 2026 ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica, è resa possibile grazie al coinvolgimento e al supporto operativo della Società Italiana di Pediatria (SIP), dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze (ANPAS), della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), della Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

Quest’anno aderiscono all’iniziativa anche l’Associazione culturale pediatri (ACP), l’Associazione Italiana Massaggio Infantile (AIMI), l’Associazione Nazionale per l’Assistenza del Bambino in Ospedale (ANABO), la Federazione Nazionale Ordini e Professioni Infermieristiche (FNOPI) e Federfarma Milano, Lodi, Monza, Brianza, Foggia, Sassari e Verona, le cui farmacie diffonderanno video e materiali informativi della campagna.

 

COS’E’ LA SINDROME DEL BAMBINO SCOSSO.

E’ una grave forma di trauma cerebrale che deriva dallo scuotimento violento, anche solo per pochi secondi, di un bambino in tenera età in risposta a un pianto inconsolabile percepito come insostenibile.

Tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, infatti, il pianto dei lattanti raggiunge il periodo di massima intensità e può assumere caratteristiche tali per durata e imprevedibilità da innescare grande esasperazione nel genitore o in chi si sta occupando del bambino.

I neonati in questa fascia d’età sono particolarmente vulnerabili, ma la Sindrome del Bambino Scosso può colpire fino ai due anni di vita compromettendo per sempre il futuro e la crescita del bambino.

I danni sono gravissimi, tra cui cecità, tetraplegia, disturbi dell’apprendimento e del coordinamento motorio e in 1 caso su 4 il coma o la morte.

La Sindrome del Bambino Scosso è difficile da diagnosticare, così che spesso i bambini arrivano in Pronto Soccorso dopo esserne stati esposti più volte, prima che venga riconosciuta come riporta la “Prima indagine sui casi di bambini e bambine vittime di Shaken Baby Syndrome in Italia” realizzata da Terre des Hommes e dalla Rete Ospedaliera contro il Maltrattamento Infantile.

 

COME PREVENIRE LA SHAKEN BABY SYNDROME.

Se il pianto del proprio bambino diventa insostenibile e si è fatto tutto quanto possibile per calmarlo, verificando il suo stato di salute e le sue esigenze primarie, bisogna lasciare il bambino in un posto sicuro e allontanarsi, fino a quando non si è riacquistato il controllo delle proprie emozioni. Ma non scuoterlo mai.

Se possibile, chiamare qualcuno, un amico o un famigliare che possa dare un supporto anche solo momentaneo. Questo può fare la differenza nella vita di un bambino.