Home Modena Approvati all’unanimità i bilanci consuntivi 2025 delle Aziende Sanitarie modenesi

Approvati all’unanimità i bilanci consuntivi 2025 delle Aziende Sanitarie modenesi

Approvati all’unanimità i bilanci consuntivi 2025 delle Aziende Sanitarie modenesi
Baldino, Mezzetti, Altini (immagine d’archivio)

Migliorano i conti del sistema sanitario provinciale, con una riduzione del 40% rispetto al 2024 del fabbisogno residuo complessivo, pari a 21,2 milioni di euro, e la conferma della previsione di pareggio di bilancio per il 2026. Sono stati approvati all’unanimità nella seduta della CTSS di oggi, venerdì 8 maggio, dai Sindaci della provincia di Modena i bilanci consuntivi 2025 dell’Azienda USL di Modena e dell’Azienda Ospedaliero‑Universitaria di Modena.

In apertura di seduta la presentazione del Piano di riordino dell’offerta provinciale, in accordo con il mandato della CTSS dello scorso febbraio: sono stati illustrati i primi risultati e le progettualità dell’articolato percorso che vedrà a breve l’avvio dei tavoli di lavoro sulle principali reti ospedaliere e territoriali in un’ottica di trasversalità e integrazione.

L’intervento delle Direzioni aziendali si è poi concentrato sui bilanci: nel dettaglio, l’Ausl chiude il 2025 migliorando nettamente il dato del 2024, riducendo del 33% il fabbisogno residuo, che si ferma a 13,27 milioni di euro, di cui 2,86 milioni riferiti al Fondo regionale per la non autosufficienza. Anche per l’Aou un risultato in netto miglioramento, con un fabbisogno residuo che cala del 47,3% rispetto all’anno scorso, per un valore di 7,96 milioni di euro. Dati che si inseriscono in un percorso di riequilibrio reso possibile da una gestione attenta dei costi, dall’ottimizzazione delle risorse e dal rafforzamento dell’integrazione tra le Aziende sanitarie provinciali, pur in un contesto nazionale caratterizzato da sottofinanziamento e aumento dei costi strutturali. In questo quadro, inoltre, assume particolare rilievo il contributo della Regione Emilia-Romagna, che ha confermato il proprio impegno a garantire l’equilibrio economico-finanziario del sistema sanitario regionale in sede di approvazione dei bilanci di esercizio.

Come hanno sottolineato i due direttori generali nelle loro presentazioni, il miglioramento dei conti è avvenuto in un contesto complesso, segnato dal persistente sottofinanziamento del Servizio sanitario nazionale e dall’aumento strutturale di alcuni costi, in particolare quelli legati ai rinnovi contrattuali, all’energia e all’innovazione tecnologica.

Nel corso della seduta, sono stati illustrati i principali investimenti realizzati nel 2025 che hanno determinato un impegno significativo su innovazione tecnologica, edilizia sanitaria e rafforzamento dell’assistenza territoriale. In particolare, sono stati effettuati interventi sull’area informatica, con priorità alla digitalizzazione dei processi, allo sviluppo della cartella clinica elettronica, alla cybersicurezza e al pieno utilizzo del Fascicolo sanitario elettronico, anche in coerenza con i progetti PNRR. È proseguito inoltre il programma di ammodernamento delle strutture ospedaliere e territoriali, con l’investimento sulle manutenzioni edilizie e impiantistiche di quelle esistenti, il completamento delle Case e degli Ospedali di Comunità, ma anche nuove realizzazioni edilizie, come ad esempio il Materno Infantile al Policlinico, e il potenziamento delle dotazioni tecnologiche e biomediche. Particolare attenzione è infine rivolta allo sviluppo di modelli innovativi di presa in carico, alla telemedicina e al rafforzamento dell’integrazione ospedale‑territorio.

Nel corso del 2025 l’azione delle Aziende sanitarie modenesi si è concentrata su un insieme articolato di obiettivi strategici finalizzati a rafforzare qualità, appropriatezza e sostenibilità del sistema sanitario provinciale, insieme a una importante attenzione alla valorizzazione del personale.

In particolare, sono stati sviluppati interventi mirati sulla riduzione delle liste d’attesa e sull’appropriatezza prescrittiva, sia in ambito farmaceutico sia nella specialistica ambulatoriale, anche attraverso il consolidamento dell’accordo con i Medici di medicina generale; è stato superato l’utilizzo delle cooperative nei Pronto soccorso ed è proseguito il riordino dell’Emergenza‑Urgenza; è stato ulteriormente attuato il riordino dell’assistenza territoriale in coerenza con il DM 77/2022 e gli obiettivi PNRR, con la realizzazione di Case della Comunità, Ospedali di Comunità e l’avanzamento dei progetti per gli Hospice; hanno trovato sviluppo diversi progetti di informatizzazione interaziendali. Sul fronte dell’innovazione clinica, è proseguita l’attività di qualificazione per l’utilizzo delle terapie avanzate CAR‑T, con audit dedicati alla verifica dei requisiti per la gestione delle terapie cellulari, nonché lo sviluppo delle metodiche di genomica avanzata (NGS). Ulteriori ambiti di intervento hanno riguardato la piattaforma urologica sull’Ospedale di Vignola, il potenziamento della cardiologia strutturale e il consolidamento dell’attività trapiantologica robotica da vivente su rene e fegato, confermando l’impegno del sistema sanitario modenese verso modelli assistenziali innovativi, integrati e ad alta specializzazione.

“I bilanci consuntivi 2025 – hanno evidenziato i due Direttori generali, Mattia Altini e Luca Baldino – dimostrano la capacità del sistema sanitario modenese di coniugare il risanamento dei conti con il mantenimento e il rafforzamento dei servizi, nel rispetto del principio del diritto universale alla cura. Il percorso avviato, fondato su trasparenza, responsabilità e integrazione tra le istituzioni, rappresenta un elemento essenziale per garantire stabilità e sostenibilità al servizio sanitario provinciale”.

“Il sistema sanitario modenese – ha dichiarato il Presidente della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena, Massimo Mezzetti a conclusione dei lavori – continua a rispondere alle necessità dei cittadini con qualità, competenza, investimenti e innovazione ma il bilancio ci dice con altrettanta chiarezza che il tema della sostenibilità resta aperto, in particolare perché la domanda di salute si fa più ampia e articolata rispetto al passato. I bisogni crescono a ritmo più sostenuto delle risorse. Il sistema sanitario pubblico ci chiede un’innovazione e noi dobbiamo avere il coraggio di dire con chiarezza e trasparenza come rispondiamo con responsabilità a questa sfida guardando al futuro e senza conservatorismi”.