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La Finanza di Modena scopre 1 milione di euro non dichiarati al fisco da parte di Digital Content Creator

La Finanza di Modena scopre 1 milione di euro non dichiarati al fisco da parte di Digital Content CreatorNell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale e di controllo economico del territorio, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Modena hanno intensificato l’azione di monitoraggio nei confronti dei cosiddetti Digital Content Creator – influencer, modelle e modelli professionali, nonché produttori di contenuti digitali per piattaforme dedicate agli adulti – che operano attraverso servizi di intermediazione digitale quali OnlyFans, Fansly e Patreon.

L’attività investigativa, sviluppata dal Gruppo di Modena mediante analisi economico-finanziarie e approfondimenti sulle principali piattaforme online utilizzate per la diffusione di contenuti digitali, ha consentito di individuare 6 content creator nei cui confronti sono state avviate altrettante attività ispettive. Gli accertamenti eseguiti hanno evidenziato come i soggetti verificati svolgessero in maniera abituale e continuativa la propria attività sulle citate piattaforme, omettendo in larga misura di dichiarare al fisco i compensi percepiti. Nel periodo compreso tra il 2019 e il 2025 sono stati così ricostruiti redditi non dichiarati per circa 1 milione di euro.

La quantificazione dei compensi è stata effettuata considerando sia i corrispettivi monetari derivanti dagli abbonamenti sottoscritti dagli utenti, sia il valore economico di beni e servizi ricevuti tramite le cosiddette wishlist predisposte dai creator. Tali forme di remunerazione consentivano ai fan di accedere a contenuti digitali esclusivi, prevalentemente fotografici e video, nonché di interagire direttamente con i creator attraverso sistemi di messaggistica integrati e di richiedere contenuti personalizzati.

Al termine delle verifiche, l’importo complessivamente ricostruito è stato segnalato all’Agenzia delle Entrate anche ai fini dell’applicazione della cosiddetta “tassa etica”, ovvero l’imposta prevista per i soggetti che producono, distribuiscono o diffondono materiale destinato a un pubblico adulto, anche in formato multimediale, nonché all’INPS per la determinazione e il recupero della contribuzione previdenziale dovuta.

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle forme di evasione fiscale connesse alla cosiddetta “economia digitale”, settore in continua espansione che richiede strumenti investigativi sempre più evoluti per garantire la tutela degli operatori economici che agiscono nel rispetto delle regole.