Installare una stele commemorativa permanente in largo Porta Bologna per ricordare l’attentato del 16 maggio 2026 e rendere omaggio alle vittime, ai feriti e a quanti intervennero con coraggio per fermare l’aggressore. È quanto prevede la mozione presentata inizialmente dal gruppo Fratelli d’Italia – primo firmatario il capogruppo Luca Negrini – e successivamente condivisa, in una versione unitaria, da tutte le forze rappresentate in Consiglio comunale nella seduta di ieri, lunedì 29 giugno.
La proposta nasce per ricordare una delle pagine più drammatiche vissute recentemente dalla città di Modena, nel cuore del suo centro storico, quando un’auto a folle velocità ha provocato il ferimento di otto persone, tra residenti e turisti, segnando profondamente la comunità locale e suscitando una vasta eco a livello nazionale, e non solo. In quelle ore, la reazione immediata di cittadini, commercianti e passanti – intervenuti con prontezza e determinazione – ha consentito di fermare l’aggressore ed evitare conseguenze ancora più gravi, offrendo al contempo un esempio concreto di solidarietà e responsabilità civile.
Nel solco di quella risposta collettiva, la mozione impegna sindaco e giunta a realizzare un segno permanente nello spazio pubblico, capace di custodire la memoria dell’accaduto e di testimoniare la vicinanza della città alle persone colpite e alle loro famiglie. L’intervento dovrà essere definito d’intesa con le autorità competenti e nel rispetto del decoro urbano, prevedendo inoltre un momento istituzionale di commemorazione in occasione dell’inaugurazione, con il coinvolgimento della comunità, dei soccorritori e delle istituzioni.
In apertura di dibattito, Luca Negrini ha ribadito la necessità di un segno concreto e duraturo per la città, ricordando come l’attentato abbia lasciato “una ferita che Modena porta ancora oggi”. Il capogruppo ha ringraziato cittadini e istituzioni per la reazione immediata e coraggiosa, ribadendo l’importanza di fare piena luce sulle cause: “Modena deve ricordare, non deve dimenticare”. Ha quindi evidenziato come la memoria rischi di affievolirsi nel tempo, rendendo necessario un luogo fisico in cui riconoscersi e mantenere vivo il ricordo collettivo.
Maria Grazia Modena (Modena per Modena) ha posto l’accento sull’incertezza che ancora circonda l’accaduto, osservando come “finché le cose non sono chiare, non si potrà mai dire con esattezza che cosa è successo”. La consigliera ha richiamato il tema della salute mentale e delle possibili fragilità dell’autore, interrogandosi sui limiti dei percorsi di cura. Pur esprimendo condivisione per la stele, ha ribadito la necessità di arrivare alla verità: “spero che un giorno sapremo davvero cosa è accaduto”.
Andrea Mazzi (Modena in ascolto) ha evidenziato il valore della memoria come elemento condiviso, sottolineando che “un segno visibile è fondamentale per non dimenticare e per restare vicini a chi soffre” e definendo l’attentato uno spartiacque nella vita della città, capace di segnare un prima e un dopo. La stele, secondo il consigliere, rappresenta non solo ricordo ma anche impegno: un simbolo collettivo che trasformi il dolore in responsabilità e volontà di prevenire eventi simili.
A sua volta Martino Abrate (Avs) ha motivato l’adesione convinta alla mozione perché “tutta la città deve unirsi nel ricordo di un avvenimento così drammatico”, lodando la risposta compatta della comunità, dai cittadini ai soccorritori, sottolineando in particolare la mobilitazione collettiva seguita all’attentato. La stele viene vista dal consigliere come luogo di raccoglimento e memoria, ma anche come occasione per valorizzare la reazione della città: “una comunità che si è stretta di fronte al dolore”.
Giovanni Silingardi (M5S) ha distinto il piano dell’analisi da quello del ricordo, affermando che “sulle cause è giusto confrontarsi, ma sulla memoria c’è giustamente una condivisione all’unisono”. Il consigliere ha definito l’evento uno shock per la città e per il Paese, ricordando la pronta risposta delle istituzioni, per cui la scelta della stele rappresenta un punto di unità del Consiglio comunale: un segno condiviso che supera le divisioni politiche nel nome della memoria.
Per il Pd, Diego Lenzini ha parlato di “una ferita profonda nel cuore della città”, sottolineando il valore simbolico dell’installazione proposta. Il capogruppo ha evidenziato come, in momenti simili, sia fondamentale l’unità delle istituzioni: “la città ha bisogno di vedere le forze politiche unite”. Lenzini ha poi ricordato la grande partecipazione popolare nei giorni immediatamente successivi all’attentato, indicando nella reazione della comunità il punto di partenza per costruire una memoria che sia anche testimonianza dei valori condivisi.
Anche Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha insistito sulla necessità di un luogo di riflessione, ricordando che “le cicatrici si rimarginano, ma non scompaiono”, sottolineando come l’evento abbia cambiato la percezione della sicurezza, imponendo un cambio di paradigma. La mozione, per il consigliere, deve essere anche un punto di partenza: “serve fare di più per prevenire e mettere in sicurezza i cittadini”.
In chiusura di dibattito, è intervenuto il sindaco Massimo Mezzetti per mettere in evidenza il valore simbolico e civile della proposta, sottolineando come “i segni hanno un’importanza profonda nel costruire una memoria collettiva”. Il primo cittadino ha richiamato la portata eccezionale dell’evento, che ha posto Modena al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, ribadendo il dovere di lasciare un ricordo duraturo. La stele, ha spiegato il sindaco, dovrà essere non solo commemorazione ma stimolo continuo alla riflessione, affinché quanto accaduto resti vivo nella coscienza della comunità.
