Home Lavoro Bando commercio, Fisascat Cisl Emilia Centrale: “ora gli aiuti premino davvero il...

Bando commercio, Fisascat Cisl Emilia Centrale: “ora gli aiuti premino davvero il buon lavoro”

Bando commercio, Fisascat Cisl Emilia Centrale: “ora gli aiuti premino davvero il buon lavoro”Dieci milioni di euro esauriti in trentasette secondi. Tanto è bastato, il 23 giugno scorso, per raggiungere il tetto massimo di 350 domande presentate per l’apertura del bando regionale finanziato con fondi europei, destinato a commercio di vicinato e pubblici esercizi.

Il bando prevedeva contributi a fondo perduto, fino al 40% della spesa ammessa e con tetto di 50.000 euro, per commercio al dettaglio in sede fissa con requisiti di esercizio di vicinato, pubblici esercizi di somministrazione, intrattenimento danzante ed esercizi commerciali polifunzionali. Non una misura limitata ai centri storici, ma rivolta a una rete diffusa di attività di prossimità: quartieri, paesi, frazioni, aree interne e montane.

“È un dato clamoroso – afferma Alessandro Martignetti, segretario generale di Fisascat Cisl Emilia Centrale – che racconta l’urgenza di combattere la desertificazione commerciale, nei centri storici come nei borghi fragili e periferici. Parliamo di attività nelle quali, anche in provincia di Modena, lavorano migliaia di persone. Per loro un sindacato degno di questo nome deve spingere su contratti migliori, meno precarietà e più qualità del lavoro”.

Per Martignetti il punto politico è chiaro: “Dobbiamo chiederci se il lavoro sia stato assunto come filtro essenziale nella distribuzione di tanti soldi pubblici. Il bando conteneva una premialità di cinque punti per chi incrementava l’occupazione stabile a tempo indeterminato. È un elemento positivo, ma non era il parametro principale: era una delle premialità possibili, accanto ad altri criteri. Nei prossimi bandi chiediamo più peso a occupazione stabile, contratti corretti, qualità degli orari, formazione e sicurezza”.

Il dato dei 37 secondi dimostra che la domanda è stata superiore alle risorse e che le politiche per il terziario devono diventare più strutturali. “Se il sostegno pubblico è così atteso – sottolinea Martignetti – va usato anche per orientare il mercato verso il lavoro buono. Non basta aiutare le imprese a rifare locali, vetrine, arredi, dehors, impianti o strumenti digitali. Bisogna premiare chi dice no ai contratti pirata e applica contratti collettivi nazionali firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, chi investe in sicurezza, chi organizza orari sostenibili, chi contrasta il part-time involontario e chi stabilizza”.

Il tema riguarda anche Modena e provincia: secondo la Camera di Commercio, su dati Infocamere, al 31 dicembre 2025 le imprese attive del commercio contavano 11.569 addetti e quelle di alloggio e ristorazione 8.399. Il perimetro del bando è più stretto, ma il dato conferma una platea significativa, in settori dove è forte la presenza di donne e giovani.

“Basterebbe questo per capire che il terziario – conclude Martignetti – è decisivo per economia e vita quotidiana. Ma non può reggersi su lavoro povero, contratti pirata, turni impossibili o part-time subiti. Fisascat sostiene le campagne per salvare le attività di vicinato perché ciò significa difendere economia reale e lavoro. Ma chiediamo incentivi con una bussola chiara: soldi pubblici per produrre lavoro stabile e dignitoso”.