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Abbandono scolastico: a Modena una rete per non lasciare indietro nessuno

Abbandono scolastico: a Modena una rete per non lasciare indietro nessunoA Modena e provincia quasi un ragazzo su dieci abbandona gli studi durante i primi due anni di scuola superiore. Considerato che sono circa 47mila gli studenti modenesi, significa che ogni anno smettono di andare a scuola quasi 4.500 ragazzi.
L’abbandono si concretizza nella fascia di età 14-16 anni e coinvolge soprattutto i maschi frequentanti gli istituti professionali. Anche tra chi continua, comunque, sono frequenti i passaggi da una scuola all’altra, con allungamento degli anni di studio e aumento dei costi a carico delle famiglie.
Per contrastare la dispersione scolastica, la sede di Modena di Ial Emilia-Romagna guida una task force che mette insieme Provincia, Comuni, scuole ed enti di formazione professionale nell’ambito di un intervento finanziato dalla Regione.
Partito a marzo, il progetto dura 18 mesi (fino a settembre 2027). Sono stati aperti tre sportelli di consulenza, informazione e orientamento rivolti a studenti, famiglie e docenti. Si trovano a Modena (presso Memo, viale Barozzi 172), Carpi (cfp Nazareno, via Peruzzi 44) e Maranello (centro di aggregazione giovanile, via Vignola 79).
Si accede con appuntamento scrivendo a orientamento.modena@ialemiliaromagna.it o telefonando (389 9169070).
«Anche se a Modena il tasso di abbandono scolastico è tra i più bassi d’Italia e in miglioramento rispetto agli anni scorsi, è comunque un fenomeno da prevenire con interventi mirati – afferma Natascia Schieri, responsabile della sede Ial di Modena. – I destinatari diretti dell’operazione di orientamento sono ragazzi/e tra gli 11 e i 18 anni residenti o frequentanti le scuole secondarie di primo e secondo grado della provincia di Modena. Questa fascia di età coincide con una fase di vita delicata, segnata da transizioni scolastiche (passaggio al secondo ciclo, scelta tra licei, tecnici e professionali, istruzione e formazione professionale), costruzione dell’identità personale ed emergere di fattori di rischio che possono portare ad abbandoni, frequenza discontinua o insuccessi formativi».
Oltre agli sportelli, sono previsti workshop, seminari e incontri sul sistema scolastico e formativo, la promozione delle materie Steam (scientifiche e artistiche), il contesto socio-economico, il ruolo della famiglia durante la vita scolastica dei figli.
«La dispersione scolastica non è soltanto un dato statistico: è il segnale di un’opportunità che rischiamo di sottrarre a un giovane e, con essa, a tutta la comunità – dichiara il presidente di Ial Emilia-Romagna Ciro Donnarumma. – Contrastare la dispersione significa prima di tutto costruire relazioni autentiche, valorizzare i talenti di ogni persona e offrire percorsi formativi capaci di coniugare sapere, saper fare e saper essere. Ogni ragazzo che ritrova fiducia in sé stesso e completa il proprio percorso rappresenta una vittoria non solo per la scuola, ma per il territorio, il mondo del lavoro e la società. La nostra responsabilità – conclude Donnarumma – è continuare a creare occasioni in cui nessuno si senta escluso e ogni giovane possa scoprire il proprio futuro».