Un inizio 2026 di superlavoro per il Difensore civico dell’Emilia-Romagna. Dal 1° gennaio al 31 luglio, infatti, all’Ufficio regionale che fa capo a Guido Giusti sono pervenute 171 istanze di riesame in materia di accesso agli atti. Il dato ricomprende le istanze di riesame di accesso cosiddetto “documentale”, FOIA (Freedom of Information Act) – il diritto di chiunque di accedere a dati e documenti posseduti dalla pubblica amministrazione, senza dover dimostrare un interesse particolare – e accesso dei consiglieri comunali.
Numeri alla mano, il dato rilevante è che, già nei primi sette mesi dell’anno, le istanze registrate superano il numero di quelle pervenute nel corso di tutto il 2025 (168).
Per quanto riguarda il dato sulle singole tipologie di accesso, le 171 istanze complessive sono così distribuite: 118 domande di accesso documentale, 37 di accesso civico e accesso civico generalizzato nonché 16 di accesso dei consiglieri comunali.
Come desumibile da questo prospetto, le istanze di riesame in materia di accesso civico e civico generalizzato (FOIA) rappresentano circa il 22% dell’attività del Difensore civico in materia di accesso agli atti.
Inoltre, a oggi, le istanze in materia di accesso civico risultano aumentate di quasi il 40% rispetto al dato di tutto il 2025 (27). Nella quasi totalità dei casi, l’amministrazione si è conformata alla decisione del Difensore.
