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Le nuove imprese a Modena: un’analisi Cna sulle aziende nate negli ultimi 18 mesi sul nostro territorio

Le nuove imprese a Modena: un’analisi Cna sulle aziende nate negli ultimi 18 mesi sul nostro territorioNuove, tanto nuove da non riuscire ad essere, almeno ufficialmente, identificate. E, comunque, più orientate ai servizi che alla manifattura, alla produzione.

È questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall’Ufficio Studi di CNA Modena, che ha analizzato, tramite i codici ateco, l’attività delle 6.820 imprese costituitesi in Camera di Commercio (da cui sono state tratti i dati), negli ultimi 18 mesi, dal 1° gennaio 2025 al 30 giugno 2026.

Più di un’azienda su quattro, infatti, risulta ancora senza un codice Ateco attribuito: il 27% delle nuove iscrizioni (1.845 su 6.820) non ha, al momento della registrazione, una collocazione settoriale immediata. Un dato da leggere con una precisazione importante: in buona parte dei casi si tratta di società, tipicamente di capitali, formalmente costituite ma non ancora operative, per le quali il codice Ateco viene attribuito solo all’avvio effettivo dell’attività.

Tra i mestieri categorizzati, invece, il più gettonato è legato all’edilizia, in particolare la realizzazione di coperture, che da sola assorbe quasi il 9,4% delle nuove attività classificate (percentuali calcolate al netto delle non classificate). In quest’ambito rientra anche il secondo mestiere per nuove iscrizioni, la costruzione di edifici (la classica impresa edile, detto altrimenti), seguito dalla consulenza.

Particolarmente interessante è la quarta voce in classifica, l’attività delle società di partecipazione, dove probabilmente c’è un mix di vere holding di famiglia/investimento e società che nascono come “contenitore” per riorganizzazioni societarie (come passaggi generazionali, scissioni), fenomeno tipico tra le PMI in fase di ristrutturazione proprietaria.

Una curiosità, sempre dall’analisi dei codici Ateco: tra i mestieri tradizionalmente centrali per l’artigianato modenese, negli ultimi 18 mesi sono nate 57 nuove imprese di elettricisti, 68 tra idraulici e installatori termoidraulici e 25 sartorie su misura. Numeri piccoli se confrontati, ad esempio, con le sole 467 coperture: un segnale di quanto queste professionalità, un tempo preminenti nel tessuto artigiano cittadino, raccolgano oggi sempre meno nuovi adepti.

Interessante è anche l’analisi per macrosettori, che evidenzia come Costruzioni e Commercio siano mercati che conservano un grande appeal per chi vuole aprire un’attività. Il primo, in particolare, si conferma un settore fortemente legato all’imprenditoria straniera: secondo i dati della Camera di Commercio di Modena, il 34,4% delle imprese guidate da stranieri in provincia opera nel comparto delle costruzioni, che a sua volta risulta gestito da imprenditori stranieri nel 31,3% dei casi (3.287 imprese su 10.514 attive nel settore). Il commercio, dal canto suo, resta invece un mercato tradizionalmente associato a un elevato turno over.

Questi numeri spiegano bene anche una classifica aggregata ancora più significativa, che testimonia come anche in un territorio che conserva la sua vocazione manifatturiera, i servizi vanno assumendo un peso determinante. A Modena, infatti, il manifatturiero rappresenta il 13,5% delle imprese contro’l’8,5% a livello Italia: quasi il doppio, coerentemente con la vocazione industriale storica del territorio (meccanica, ceramica, biomedicale, tessile-abbigliamento), che conferma Modena come leader nel settore manifatturiero nonostante le difficoltà congiunturali.

Ma sulle nuove iscrizioni, Modena manifatturiero scende all’8,0%, si allinea cioè alla media di stock nazionale, ben sotto il proprio peso storico locale. Del resto, la tendenza alla terziarizzazione è un fenomeno diffuso nei paesi occidentali. Un dato che sul lungo periodo può preoccupare, visto il contributo che ancora oggi il comparto produttivo dà all’occupazione (il 34,4%, vale a dire più di un occupato su tre), opera nel mondo manifatturiero.

“Sono elementi – commenta Cesare Galavotti, Presidente di CNA Modena – che individuano un’economia nuova, che ha bisogno di essere interpretata velocemente per consentire al nostro tessuto imprenditoriale da un lato di non perdere professionalità ancora oggi fondamentali, dall’altro di assecondare questi nuovi mestieri che hanno bisogno di sostegno sotto forma di relazioni, di visibilità e di velocità, che può essere tradotta in abbattimento della burocrazia”.