Home Modena Ex Fonderie, arriva la “Manifattura del XXI secolo”: spazio alle imprese innovative

Ex Fonderie, arriva la “Manifattura del XXI secolo”: spazio alle imprese innovative

Ex Fonderie, arriva la “Manifattura del XXI secolo”: spazio alle imprese innovativeLe Ex Fonderie Riunite si avviano a diventare un polo dedicato a imprese, ricerca, innovazione e nuove attività produttive, con la presenza di realtà attive nei settori della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale, della mobilità e dei servizi, insieme ad attività di ricerca universitaria, startup, incubazione d’impresa e coworking. Funzioni a cui potranno affiancarsi spazi per eventi, attività aperte alla città, servizi comuni e ristorazione.

È questa la prospettiva illustrata dal sindaco Massimo Mezzetti nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 14 settembre, rispondendo all’interrogazione presentata da Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d’Italia sul futuro delle Ex Fonderie Riunite.

Nello specifico Negrini chiedeva di essere aggiornato sullo stato in cui si trova l’intervento avviato nel sito delle Ex Fonderie Riunite, sul suo cronoprogramma e sulle date previste di fine lavori. Il consigliere domandava inoltre delucidazioni sui costi sostenuti fino ad oggi, sui finanziamenti Pnrr e sul quale sarà la “destinazione d’uso definitiva degli edifici e del comparto”.

Rispondendo in aula il sindaco ha spiegato come gran parte del recupero materiale delle Ex Fonderie sia ormai conclusa o nella fase finale dei collaudi e che adesso si apre una stagione diversa. Mezzetti ha così delineato la nuova fase spiegando che l’obiettivo è destinare prevalentemente gli spazi recuperati a imprese, ricerca, innovazione e nuove attività produttive.

“Le Ex Fonderie devono diventare un polo generatore della rigenerazione dell’intero quadrante Crocetta–Stazione–Santa Caterina”, ha affermato, sottolineando che non dovranno essere “un contenitore restaurato in attesa di una funzione, ma un luogo capace di produrre lavoro, conoscenza, innovazione, relazioni e nuova vita urbana”.

“La prospettiva sulla quale stiamo lavorando – ha dichiarato in aula – è quella che ho definito, anche nelle scorse settimane, della “Manifattura del XXI secolo”. Una prospettiva, ha sottolineato Mezzetti, che si collega direttamente alla storia industriale delle Ex Fonderie: “Non vogliamo cancellare questa identità: vogliamo tradurla nel presente, facendo di un luogo simbolo della manifattura del Novecento uno spazio nel quale prendano forma le nuove manifatture della conoscenza, della tecnologia e dei servizi avanzati”.

Il sindaco ha quindi spiegato che questa nuova prospettiva per il recupero delle Ex Fonderie rappresenta un’evoluzione rispetto all’ipotesi formulata nell’agosto dello scorso anno, quando era stato indicato come possibile scenario il trasferimento nella struttura di una parte significativa degli uffici comunali oggi collocati in immobili in affitto. Quell’idea, ha detto, “nasceva dalla necessità di garantire il pieno utilizzo degli spazi recuperati e, al tempo stesso, la sostenibilità economica dell’investimento pubblico, anche attraverso il risparmio dei canoni di locazione sostenuti dal Comune”. Il lavoro svolto successivamente, ha aggiunto, “ha portato a ritenere che lo stesso obiettivo possa essere perseguito in modo più ambizioso, destinando prevalentemente gli spazi a imprese, ricerca, innovazione e nuove attività produttive”.

Sul piano funzioni, Mezzetti ha indicato un possibile mix di attività: imprese nei settori della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale, della mobilità e dei servizi, ricerca universitaria, startup, incubazione d’impresa e coworking, oltre a spazi per eventi, attività aperte alla città, servizi comuni e ristorazione. L’obiettivo, ha spiegato, è fare del complesso “un pezzo effettivamente frequentato e riconoscibile della città”, capace di vivere non soltanto negli orari di ufficio.

La configurazione prevista sarà basata su un mix di funzioni pubbliche e private. “La funzione pubblica e la vocazione collettiva dell’area devono rimanere chiare”, ha detto il sindaco, “ma devono convivere con un modello gestionale capace di garantire vitalità e sostenibilità economica nel tempo”.

Per questo l’Amministrazione intende avviare in autunno una manifestazione di interesse. Non sarà, secondo Mezzetti, “semplicemente una ricerca di soggetti a cui assegnare degli spazi”, ma “il primo passaggio per verificare quali realtà pubbliche e private possano concorrere concretamente alla costruzione di questo progetto e con quali funzioni”. A tal proposito, ha sottolineato, “nella manifestazione di interesse che intendiamo promuovere, l’utilizzo degli immobili dovrà naturalmente prevedere la corresponsione di un canone e potrà essere accompagnato dall’assunzione, da parte dei soggetti insediati, degli investimenti necessari a completare e adattare gli spazi alle specifiche funzioni che vi saranno ospitate”.

Il sindaco ha quindi chiarito che l’obiettivo non è semplicemente occupare gli spazi disponibili: “Il tema, infatti, non è riempire le Fonderie: è costruire un ecosistema”. Università, ricerca, imprese, startup, servizi e funzioni pubbliche dovranno quindi rafforzarsi reciprocamente e contribuire alla rigenerazione dell’area circostante.

Nel corso della risposta il sindaco ha fatto anche il punto sullo stato dei lavori, ricordando che il recupero delle Ex Fonderie è stato approvato dal Consiglio comunale nel 2022 e si inserisce in un “percorso di riqualificazione e rigenerazione urbana avviato da tempo nella fascia nord della città”. “Il progetto delle Fonderie si è sviluppato per stralci successivi – ha aggiunto -, in relazione alla complessità tecnica dell’operazione e alle diverse opportunità di finanziamento che si sono rese disponibili nel tempo”. In particolare, grazie alle risorse provenienti dal Pnrr e dal Fondo opere indifferibili, dalla Regione Emilia-Romagna, dalla Fondazione di Modena e dal Comune di Modena.

Gli stralci 2B, 3 e 4, finanziati con risorse Pnrr, hanno raggiunto il target di ultimazione previsto entro il 30 marzo 2026 e sono ora in corso i collaudi tecnico-amministrativi. Ancora in fase di completamento, invece, il lotto 2A per il quale, ha spiegato, è già stato stanziato in bilancio, con la variazione n. 9, un ulteriore autofinanziamento di 1,8 milioni di euro che risulta però ancora da impegnare, essendo in corso di approvazione la relativa perizia di variante.

Affrontando il tema dei costi complessivi relativi all’intervento sulle Ex Fonderia ha il sindaco ha illustrato in aula il quadro economico aggiornato che “riporta un costo iniziale complessivo degli interventi pari a 28.974.396 euro e costi attualmente contabilizzati per 37.859.772,73 euro”. Mezzetti ha quindi precisato che quest’ultimo “non rappresenta ancora il costo finale dell’operazione”, che potrà essere determinato soltanto al termine delle attività di contabilizzazione e rendicontazione.

Quanto alla sicurezza, l’area resta delimitata dalla recinzione di cantiere, in attesa della progressiva messa in funzione dei diversi stralci. È attivo un sistema di illuminazione interna ed esterna agli edifici nelle ore serali e notturne. Con l’attivazione delle nuove funzioni, ha spiegato il sindaco, l’area sarà inserita nel sistema dei luoghi presidiati sotto il profilo della sicurezza degli edifici pubblici.

“La sfida dei prossimi mesi è quindi passare dal cantiere alla funzione, dal recupero degli edifici alla costruzione di un luogo vivo – ha concluso – Se riusciremo a fare delle Ex Fonderie un punto di incontro tra memoria industriale e nuove forme del lavoro, tra ricerca e impresa, tra funzione pubblica e innovazione, allora questo intervento potrà davvero diventare uno dei motori della trasformazione della parte nord di Modena”.