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Drop-in aperto anche di notte: dal 1° dicembre parte la sperimentazione per un anno

Drop-in aperto anche di notte: dal 1° dicembre parte la sperimentazione per un annoIn concomitanza con l’attivazione di posti letto straordinari nell’ambito del programma di accoglienza invernale, ovvero dal primo dicembre, parte la sperimentazione per tenere aperto il Drop-in di via Benassi 21 anche di notte, per offrire un servizio di monitoraggio e accoglienza per le persone più fragili e bisognose tra quelle prese in carico dal Centro diurno.

La sperimentazione avrà durata di un anno e prevede l’apertura non stop del servizio di Drop-in dalle 19 alle 16 del giorno successivo, con una pausa necessaria per l’igienizzazione dei locali e la gestione delle uscite e degli ingressi, che potranno avvenire entro le 21.30 di sera o dalle nove del mattino.

Si tratta di una risposta dell’Amministrazione alle richieste presentate dal Consiglio del Quartiere 2 lo scorso 21 luglio e che, come da Regolamento della partecipazione territoriale, prevedono un riscontro del sindaco o di un assessore a 60 giorni dalla presentazione. Ieri sera, 21 settembre, si è quindi tenuto un incontro con il Consiglio del Quartiere 2 al quale hanno partecipato la vicesindaca e assessora a Sanità, Salute e servizi connessi Francesca Maletti e l’assessore a Partecipazione e Quartieri Vittorio Ferraresi, il presidente del Ceis Padre Giuliano Stenico e la coordinatrice del settore Dipendenze patologiche dell’Ausl Chiara Gabrielli, oltre al presidente del Quartiere 2 Giovanni Gobbi, ai consiglieri di quartiere e ad alcuni cittadini.

Nel documento presentato dal Consiglio di quartiere si chiedeva “il mantenimento del drop-in nel Quartiere 2 ma aprendone contemporaneamente uno in ogni quartiere di Modena, riducendo il numero di utenti per struttura con maggior efficacia nel tentativo di instaurare un percorso di uscita dall’utilizzo di stupefacenti” e l’apertura del drop tutto giorno, “al fine di una maggiore funzionalità nel seguire gli utenti senza abbandonarli in strada dopo la chiusura della struttura, affrontando efficacemente il problema degli episodi di microcriminalità come oggi nella realtà accadono frequentemente”.

Per quanto riguarda la richiesta di aprirne più di uno, Maletti ha spiegato che “il servizio di Drop-in, che si configura come un Livello essenziale di assistenza garantito dal Servizio sanitario nazionale e quindi deve essere presente in città, deve anche tenere conto dell’utenza che riesce a intercettare. A Modena si parla di una media di 25 persone al giorno nel periodo estivo, numero che aumenta leggermente con l’arrivo dei mesi freddi, per un totale di 54 persone attualmente prese in carico. Alla luce di questi dati non è possibile, ad oggi, ipotizzare ulteriori aperture in città. Per quanto riguarda il luogo di ubicazione del Drop-in, è stato scelto sulla base delle presenze in strada delle persone con problematiche di dipendenza, già concentrate nella zona antistante la Stazione dei treni, per provare a gestire al meglio un problema preesistente. Anche qualora si ragionasse sul suo spostamento, le persone continuerebbero a sostare nei pressi della Stazione, così come succedeva prima della sua apertura”, ha spiegato la vicesindaca.

“Abbiamo invece accolto con favore la proposta di tenere aperto il servizio quasi tutto il giorno, nei limiti delle necessarie attività di organizzazione del servizio, per un anno. Tra un anno, quindi, valuteremo i risultati di questa sperimentazione e, sulla base di questi, decideremo se e come proseguire in futuro. Ci tengo a ringraziare il Consiglio del Quartiere 2 per il confronto mai mancato e per la collaborazione dimostrata nel tentare di trovare soluzioni condivise che rendano la convivenza tra i residenti della zona e le persone con dipendenza il più possibile civile e tutelante per i residenti stessi”, ha concluso la vicesindaca.