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Dal carcere alla scuola attraverso il teatro: gli studenti del Venturi raccontano l’Accademia dietro le sbarre

Dal carcere alla scuola attraverso il teatro: gli studenti del Venturi raccontano l’Accademia dietro le sbarreSabato 19 settembre la Biblioteca storica di Belle Arti è diventata una sala di proiezione per l’esito del lavoro della classe IV Q dell’IIS Venturi di Modena.

Dalle 8.00 alle 12.00 le classi IV e V dell’indirizzo Professionale per la Cultura e i Servizi per lo Spettacolo hanno potuto vedere in anteprima il documentario di Antonio Bovienzo, uno dei ragazzi della IV Q coinvolti nel progetto con il Teatro dei Venti.

Il percorso di Formazione Scuola Lavoro ha coinvolto tutta la classe, dividendola in troupe: chi si è occupato delle riprese video, chi dell’audio, chi ha scritto le domande per le interviste, fino alla realizzazione dell’intro, dei titoli di coda e del montaggio finale. Un lavoro corale, in cui ogni ragazzo e ragazza ha imparato il proprio mestiere insieme a quello dei compagni. Il progetto è stato coordinato dal professor Luigi Francesco Di Modica, in collaborazione con Alessandra Zagni e Salvatore Valeo. Le ragazze e i ragazzi coinvolti nel progetto sono stati Alessia Basco, Federico Battistini, Michelle Bernabei, Nicholas Boccolari, Giada Boilini, Sofia Calvello, Patrick Fruncillo, Serena Giordano, Linda Lombardi, Jazmin Mallari Rainbow, Egidia Manca, Carolina Marino, Christian Mondelli, Beatriz Oliveira Carpigiani, Davide Pellegrino, Samuele Quaglietta, Ludovico Roncaglia, Sofia Zhao, Laura Corradini (che ha realizzato le foto dell’evento) e Antonio Bovienzo (che ha curato il montaggio del documentario).

Le troupe hanno potuto intervistare direttamente i docenti dell’Accademia delle Arti e dei Mestieri del Teatro in Carcere di Modena, il progetto ideato dal Teatro dei Venti con il sostegno del Ministero della Giustizia. Il percorso realizzato con l’Istituto Venturi è sostenuto dalla Fondazione di Modena: un’occasione, per gli studenti, di entrare, attraverso le parole dei docenti dell’Accademia, in un mondo che raramente si racconta da dentro, portando la loro visione.

I docenti intervistati sono stati Vittorio Continelli (Scrittura per la scena e drammaturgia), Andrea Berselli (Illuminotecnica e fonica), Nuvia Valestri (Creazione costumi), Fabrizio Orlandi (Allestimento scenico), Oliviero Ponti di Pino (Storia del Teatro) e Stefano Tè (docente di teatro e direttore artistico del Teatro dei Venti).

Nata dall’esperienza ventennale della compagnia nelle carceri, l’Accademia non è una semplice formazione teatrale, ma un percorso strutturato di competenze tecniche e artistiche. Stefano Tè sostiene infatti che «l’Accademia è la cornice giusta per far crescere competenze e dignità: serve continuità, non un finanziamento a termine. Per questo stiamo lavorando per far partire una seconda edizione nel 2027».

Il documentario è visibile su YouTube al canale del Teatro dei Venti.
LINK YOUTUBE: https://www.youtube.com/watch?v=g1orYbxI7QE

NUOVA PRODUZIONE: ABISSO E POTERE
Nell’ambito del lavoro con il Carcere, in questi mesi attrici e attori detenuti della Casa Circondariale di Modena e della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia sono stati impegnati nella produzione del nuovo spettacolo del Teatro dei Venti. Il lavoro si è concentrato sulla messa in scena di una rielaborazione del Macbeth, che ha dato origine allo spettacolo “Abisso e Potere – Macbeth in forma di danza tragica”. Il debutto avverrà il 2 dicembre 2026 presso la sala grande delle Passioni di Modena.

LA COMPAGNIA
Il Teatro dei Venti, fondato a Modena nel 2005, è una compagnia teatrale che sviluppa la propria ricerca artistica intorno al teatro per spazi urbani e alla relazione con la comunità: trampoli, scenografie mobili, macchine teatrali e musica dal vivo sono gli strumenti di un linguaggio che punta allo stupore e al coinvolgimento collettivo. Parallelamente alla produzione di spettacoli, la compagnia realizza progetti permanenti nelle carceri di Castelfranco Emilia e Modena, lavora nel campo della salute mentale e promuove progetti di cooperazione internazionale, con la convinzione che il teatro sia strumento di coesione sociale.Tra i riconoscimenti più recenti, il Premio Ubu 2019 per l’allestimento scenico di Moby Dick e il Premio Ubu 2025 nella categoria Progetti Speciali per la Trilogia dell’Assedio, produzione nata nelle carceri e approdata nella Stagione 2024-25 di ERT / Teatro Nazionale. Nel marzo 2026 si è conclusa la prima edizione dell’Accademia delle Arti e dei Mestieri del Teatro in Carcere, progetto formativo ideato dalla compagnia presso la Casa Circondariale di Modena con il sostegno del Ministero della Giustizia . La storia della compagnia è raccontata nel volume Utopie nel mezzo. Vent’anni del Teatro dei Venti pensando al futuro, edito da Titivillus.