
Il sistema di trasporto pubblico di Modena sta avanzando verso un futuro più sostenibile, compiendo un grande passo avanti nella decarbonizzazione del servizio destinato ai cittadini. Grazie ai fondi ottenuti dal PNRR, il Comune di Modena e SETA hanno potuto acquistare 12 autobus urbani elettrici alimentati da celle a combustibile a idrogeno, che non producono emissioni. È stato inoltre costruito un impianto specifico per lo stoccaggio, la compressione e il rifornimento dell’idrogeno accanto al deposito aziendale in Strada Sant’Anna. L’investimento totale ammonta a circa 12 milioni di euro, di cui 8,2 milioni provenienti dal PNRR e 3,8 milioni autofinanziati da SETA.
Una volta operativi, questi nuovi autobus da 12 metri con tecnologia FCHV consumeranno fino a circa 50 tonnellate di idrogeno all’anno, permettendo una percorrenza di circa 660 mila chilometri. Ciò contribuirà a migliorare la qualità dell’aria con una riduzione stimata di 737 tonnellate di CO2 rispetto ai veicoli diesel equivalenti.
I veicoli a idrogeno offrono prestazioni simili a quelli diesel in termini di autonomia e durata, ma con un’impronta ambientale molto più lieve. Rispetto ai bus elettrici, questi autobus offrono più spazio interno e autonomia, una maggiore capacità di utilizzo orario soprattutto in inverno, e tempi di rifornimento significativamente ridotti.
Questa mattina, SETA ha presentato i nuovi autobus e l’impianto di rifornimento presso la propria sede. Gli autobus, modello “Urbino 12 Hydrogen” della Solaris, leader europeo del settore, sono stati acquistati grazie a una gara congiunta con Tper. Oltre 120 mezzi simili circolano già a Bologna e Ferrara. La propulsione avviene attraverso la trasformazione dell’idrogeno in elettricità tramite celle a combustibile, senza combustione termica. L’unico prodotto di scarto è il vapore acqueo, che si traduce in un funzionamento silenzioso e ideale per l’uso urbano.
L’impianto di ricarica all’interno del deposito SETA offre rifornimenti rapidi, sicuri e altamente efficienti dal punto di vista energetico. Situato su una superficie di circa 6.000 metri quadrati, comprende zone per la compressione e lo stoccaggio dell’idrogeno, due postazioni di ricarica e ampie aree di manovra e parcheggio. Le due stazioni di erogazione ad alta portata riempiono i serbatoi degli autobus fino a 350 atmosfere in circa 10-15 minuti. Le tecnologie adottate ottimizzano i tempi di rifornimento e garantiscono elevati standard di sicurezza. CEDEM Scarl ha realizzato l’impianto in collaborazione con DBA Group S.p.A. e Nord Progetti, assicurando una progettazione adeguata alle norme di sicurezza.
L’introduzione degli autobus a idrogeno fa parte dell’Hydrogen Valley di Modena, uno dei primi progetti nazionali per lo sviluppo dell’idrogeno rinnovabile volto a promuovere la transizione energetica. Promosso dal Comune con il supporto di AESS, Unimore, Snam, Gruppo Hera, Amo e SETA, il progetto ambisce a creare una filiera industriale per la produzione e l’utilizzo di idrogeno verde in vari settori oltre alla mobilità, includendo ceramica, meccanica, logistica e alimentare, accompagnato da attività di ricerca e sviluppo correlate.
SETA si pregia di essere tra le prime aziende in Italia ad implementare l’uso dell’idrogeno come fonte energetica per il trasporto pubblico. Questa innovativa adozione rappresenta un ulteriore passo avanti nel rinnovamento tecnologico e ambientale della nostra flotta, incrementando la sostenibilità dei servizi offerti. È una sfida ambiziosa, intrapresa nella convinzione che questa innovazione tecnologica migliorerà l’efficienza, l’attrattiva e la sostenibilità ambientale dei nostri servizi, afferma con soddisfazione Elisa Valeriani, Presidente di SETA.
Oggi rappresenta una tappa fondamentale in un percorso condiviso per rendere Modena una delle hydrogen valley italiane, osserva Massimo Mezzetti, Sindaco di Modena. È doveroso ringraziare tutti coloro che hanno avviato questo progetto con lungimiranza negli anni passati. L’introduzione di questi autobus darà un impulso significativo alla sostenibilità della flotta di SETA, in sintonia con il piano Eco Move 2030, che mira a portare il trasporto pubblico modenese verso l’obiettivo delle zero emissioni.
Andrea Bosi, Amministratore Unico di aMo, sottolinea come il progetto, sostenuto immediatamente con la convenzione tra Comune di Modena e SETA per ottenere i fondi PNRR, rifletta pienamente gli obiettivi aziendali: efficienza, sicurezza e transizione energetica per ridurre le emissioni del patrimonio e del servizio di trasporto pubblico locale. aMo ha investito circa 600.000 euro di risorse proprie nella costruzione dell’accesso all’impianto da Viale La Marmora. Sostenendo questa iniziativa, riaffermiamo il nostro impegno accanto ai soci per garantire supporto e risorse in progetti strategici. Questi investimenti, frutto di scelte amministrative lungimiranti, permettono di avanzare concretamente verso lo sviluppo sostenibile.
La nostra attività si concentra nel mantenere e costruire impianti per la movimentazione di energia liquida spiega Marco Malagoli, Presidente di Cedem. Originariamente operanti nel settore petrolifero, siamo ora rivolti verso la transizione energetica, investendo in nuove opportunità per trasformare la nostra economia in modo più sostenibile attraverso l’innovazione. Grazie all’esperienza e alla competenza tecnica del nostro team, è stato possibile realizzare questo impianto. Ambiamo a trasmettere queste conoscenze, specialmente alle nuove generazioni, mediante progetti formativi specifici con il coinvolgimento delle scuole superiori.
