
A Modena l’estate appena trascorsa ha letteralmente cambiato scala, estendendosi fino ai primi giorni dell’autunno e ridefinendo, nei numeri e nella qualità delle proposte, il profilo stesso della stagione culturale cittadina. L’Estate Modenese 2026, promossa dall’Amministrazione comunale insieme alla Fondazione di Modena, con il sostegno del Gruppo Hera, ha chiuso infatti con oltre 183.000 presenze accertate, un risultato che registra un incremento netto rispetto allo scorso anno e rivela una città attraversata ogni sera da pubblici diversi, curiosi e partecipi. Un’affluenza ampia e in grado di coinvolgere tutte le generazioni, sostenuta da una programmazione che ha confermato in piazza Sant’Agostino un punto di riferimento sempre più riconoscibile, affiancato da importanti novità che hanno saputo incidere con forza, come la prima edizione di Jazz Open, lo storico festival di Stoccarda, in Germania, che ha scelto Modena per il suo sbarco in Italia e che tornerà ad accendere l’estate modenese anche nel 2027. Una menzione speciale va riservata a due rassegne che hanno rappresentato una scommessa vinta: Connessioni Urbane che ha animato quartieri e frazioni e le Notti Magiche al parco Novi Sad, per confermare la grande attenzione che l’Amministrazione Comunale ripone sulle potenzialità di quella parte di città.
“Siamo molto soddisfatti della risposta del pubblico, sia modenese che da altre città, alle nostre proposte estive, dal centro alla periferia. Dalla conferma di piazza S. Agostino come piazza per la cultura all’esito molto positiva per la rassegna di sport e cinema al parco Novi Sad – commenta il sindaco Massimo Mezzetti – In particolare, vorrei sottolineare il grande successo della rassegna Connessioni urbane perché dà l’idea di come intendiamo la cultura: accessibile per tutti e anche vicina alla cittadinanza. Alcune serate nei quartieri più periferici hanno registrato molto più che un afflusso eccezionale di spettatori. Si è infatti concretizzata quella magia che la cultura rende possibile: trasformare i luoghi per farli diventare punti di socialità dove ci si incontra, si vivono delle emozioni e si rendono più sicuri gli spazi della comunità. Per questo stiamo lavorando per potenziare questo tipo di appuntamenti ed estenderli già dall’inizio della prossima primavera”.
“Abbiamo sempre pensato alla cultura, ai suoi linguaggi, come ad un’infrastruttura che crea legami, rafforza le relazioni e aiuta a sconfiggere uno dei mali dei nostri tempi ovvero le solitudini – mette in evidenza l’assessore alla Cultura Andrea Bortolamasi – I numeri e la partecipazione alla programmazione culturale estiva ci confermano la bontà, di questa scelta. Abbiamo lavorato per offrire a tutta la città, dal Centro Storico alle frazioni, momenti, iniziative ed appuntamenti diffusi; trasversali per età, per interessi, in rete con tutto il tessuto culturale cittadino ed in grado di intercettare una fascia di pubblico, la più ampia possibile. Continueremo su questo percorso anche nei prossimi mesi, unendo idealmente la nostra città in un unico spazio culturale aperto e fruibile, perchè la cultura è un elemento identitario di Modena e vogliamo lavorare per consolidare e ampliare queste progettualità.”
A segnare in modo netto questa edizione è stata naturalmente la prima edizione di “Jazz Open Modena”, capace di portare oltre 25.000 spettatori nel centro storico in cinque giorni, trasformando piazza Roma – insieme al Baluardo della Cittadella e ai Giardini Ducali – in un grande palcoscenico che ha visto la musica internazionale tornare a Modena per offrire occasioni decisamente uniche nel panorama dei concerti estivi. In particolare, Jazz Open ha visto la partecipazione di un pubblico proveniente da vari paesi, sia europei che extraeuropei, consolidando ancora di più la città come approdo turistico in tutte le stagioni.
Mentre piazza Sant’Agostino ha consolidato il proprio ruolo come luogo di riferimento e vera e propria piazza della cultura, accogliendo oltre 17.000 partecipanti in 51 appuntamenti articolati tra la programmazione del Comune, la rassegna “Curioso. Domande, persone, scoperte” promossa da Fondazione di Modena e Codice Produzioni e il palinsesto “Ago Off” di Fondazione Ago, anticipando alcuni dei contenuti che da dicembre animeranno il complesso di Ago.
Accanto a questo asse centrale, la programmazione ha rafforzato la propria presenza nei quartieri con “Connessioni Urbane”, un progetto innovativo che tra il 14 giugno e il 4 agosto ha coinvolto circa 3.000 spettatori. Otto luoghi della città, tra spazi urbani e frazioni – dal Bonvi Parken a piazza Guido Rossa, dal Campo Cesana nel rione Sacca alle frazioni di Albareto, Marzaglia, Portile, San Damaso e Villanova – sono diventati scenari di teatro, musica e cinema, grazie a una rete di collaborazioni con associazioni e polisportive locali e al contributo di realtà culturali come il Teatro dei Venti, il Collettivo Amigdala, Drama Teatro, Crispy Cinema Club e la Fondazione Teatro Comunale di Modena. La scelta di luoghi insoliti e inattesi ha portato a una vera e propria rassegna di prossimità che ha dato modo ai residenti delle zone individuate di avere proprio vicino a casa un’occasione di svago e ritrovo o, addirittura, di poterla seguire aprendo la finestra come sicuramente ricorda chi ha partecipato agli eventi al Campo Cesana.
La vitalità degli spazi urbani ha trovato una conferma significativa anche in piazza Pomposa con “Pomposa Viva 2026”, che tra maggio e settembre ha costruito una proposta articolata tra musica, spettacoli per famiglie, circo e serate di socialità, stimando tra le 8.000 e le 10.000 presenze complessive. Un’esperienza che ha rafforzato l’identità della piazza come luogo naturale di incontro.
Al parco Novi Sad, “Notti Magiche” ha intrecciato cinema e sport in sette serate tra luglio e agosto, con proiezioni, attività per bambini e famiglie, incontri e momenti di animazione che hanno coinvolto circa un migliaio di partecipanti, contribuendo a presidiare e riattivare uno spazio urbano particolarmente ‘sensibile’. Ai Giardini Ducali, “Juta all’Orto” ha proposto un palinsesto ampio con circa 90 eventi e oltre 20 collaborazioni, superando i 30.000 partecipanti. Mentre il “Paradiso Festival”, organizzato da Moninga, ha portato ai Giardini Ducali 6.500 persone in tre giorni, con un impatto rilevante sulla riattivazione sociale dell’area.
Il cinema all’aperto ha continuato a rappresentare uno dei pilastri dell’Estate Modenese: il SuperCinema Estivo ha superato i 19.000 spettatori, mentre iniziative più raccolte come “Cartoline dal Museo” del Museo Civico hanno coinvolto circa 250 partecipanti in nove appuntamenti. Al parco Amendola, il Modena Buskers Festival ha confermato la propria capacità attrattiva con oltre 25.000 presenze, mentre il “Parco dei Cantautori” ha superato le 4.500 presenze e il “Loving Amendola” ha raggiunto quota 20.000, consolidando il ruolo dei quartieri come poli attivi della programmazione culturale.
In altri spazi della città, la rassegna promossa da Fusorari ha animato piazzale Torti e il bosco Gianni Rodari con concerti e appuntamenti musicali, mentre il progetto “Bosco Urbano 2026” ha proposto 20 eventi, coinvolgendo oltre 10 associazioni e più di 80 musicisti, con circa 2.000 partecipanti.
